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Marisa Cecchetti. “Il pittore di ex voto” di Paolo Codazzi
13 Maggio 2017
 

Paolo Codazzi

Il pittore di ex voto

Tullio Pironti Editore, pp. 124, €14,00

 

Una narrazione estremamente personale, fuori da ogni moda letteraria eppure carica di echi di grande letteratura, quella di Paolo Codazzi, fiorentino, scrittore, impegnato nell’ambito culturale della sua città e fondatore della rivista Stazione di Posta e del “Premio Letterario Chianti”.

Usa un periodo mozzafiato, sinuoso, un labirinto attraverso il quale comunque ci sentiamo guidati con maestria, dopo l’iniziale stupore, e troviamo gusto nel continuare. La storia narrata si avvale di un passaggio continuo e improvviso dal presente al passato, e il presente ha vari piani temporali, mentre il passato si incastra perfettamente nell’oggi, lo completa, lo chiarisce.

Le tematiche sono varie e tra queste è rilevante l’importanza data ai numeri primi, ad essere numeri primi, in quanto “ogni numero primo corrisponde a un essere pensante mescolato a caso all’infinità dei numeri che pensanti non sono”. Fondamentale l’importanza della matematica come “chiave necessaria per tutte le porte dell’universo all’apparenza chiuse”, della statistica, ma non manca la riflessione sulla incidenza del caso nella nostra vita, e del soprannaturale, sempre che possa esistere.

Fulvio, il protagonista, laureato brillantemente in Statistica, nega ogni possibilità di intervento soprannaturale. Immaginiamo dunque il suo stupore –o forse la sua irritazione– quando tra i ricordi della madre scopre una lettera che lei aveva ricevuto dalla segreteria del Santuario di Montenero che “la ringraziava per l’offerta in denaro e confermava la avvenuta esposizione del quadretto ex voto inviato”. Fulvio aveva avuto un tragico incidente all’età di venti anni da cui era uscito vivo, per questo il gesto segreto di devozione. Ma ora vuole assolutamente recuperare quel quadretto che lo riguarda e crede gli spetti di diritto.

Il ritorno a Livorno innesca un turbinio di ricordi e ricostruisce allo stesso tempo l’atmosfera e l’ambiente in cui Fulvio aveva trascorso alcuni anni della sua infanzia, in Collegio, in seguito ad una decisione improvvisa ed allora inspiegabile della famiglia. Mentre la funicolare lo porta verso il Santuario, rivive il viaggio in treno col padre attraverso la campagna toscana, la meraviglia del mare che si offriva ai suoi occhi, lo spaesamento iniziale e poi la solidarietà, le lezioni sugli scogli insieme alla maestra Lucia, la sua precoce e forte infatuazione per lei, le visite attese dei parenti e le delusioni, il mistero che avvolgeva alcune persone, le amicizie più forti, gli errori commessi ed il tardo pentimento, le gite a piedi, il fascino delle navi.

Dal Collegio affacciato sul mare i ragazzi potevano osservare i loro aquiloni, quelli che avevano lasciato attaccati agli scogli, se il vento non li aveva rubati via. Tornano solo nel ricordo: “Mancavano, al contrario di molti anni prima, gli aquiloni volteggianti in prossimità delle calette accessibili a piedi che rallegravano con forme e colorazioni animistiche l’apparente monotonia del cielo, giocando con la complicità del vento sullo sfondo delle nuvole percosse e carezzate dalle brezze che si rincorrevano saldandosi tra di loro, separandosi, scomparendo e ricomparendo all’improvviso quando il cielo sembrava destinato alla immobilità dell’azzurro”.

Inutile comunque ricercare le immagini, i sapori di allora, perché niente si ripete, soprattutto se odori e sapori sono quelli della nostra infanzia, questo Fulvio lo sperimenta con delusione tornando all’usata osteria che frequentava durante le visite dei genitori. Qualcuno dei suoi compagni più cari si riconosce sotto le fattezze mature di persone che trova sul posto, sono scoperte confortanti, un segno di continuità di vita.

Il sorprendente della storia non è tanto il suo circospetto sottrarre il quadro, è invece un nuovo brutto incidente che Fulvio ha sulla via del rientro a Firenze, mentre sul sedile porta l’ex voto. Tutti lo danno per spacciato. Ne esce vivo. Il vetro del quadretto si è rotto. Caso o intervento soprannaturale? Quali potevano essere le spiegazioni della statistica e della matematica? Non importa approfondire: Fulvio fa due viaggi consecutivi a Montenero e riporta l’ex voto dov’era.

 

Marisa Cecchetti


 
 
 
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