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Circo ostaggio in Siria. Occasione per porre fine a tournée pericolose
04 Maggio 2011
 

Le tournée all’estero dei circhi italiani, o dei numeri con animali, si stanno confermando dei veri e propri incubi per gli animali, soprattutto se queste si svolgono in Paesi che non offrono garanzie di stabilità o di una tranquilla permanenza. I proprietari del circo Embell Riva hanno nuovamente chiesto l’aiuto del ministero degli Esteri italiano per rientrare dalla Siria; il circo, appartenente alla vasta famiglia Bellucci, infatti, sarebbe bloccato nel Paese mediorientale a causa di una truffa dallo scorso 25 gennaio. L’impresario egiziano che ha curato la tournée siriana avrebbe “venduto” il circo per poi dileguarsi e ora i circensi hanno chiesto l’aiuto della Farnesina poiché la Siria concede a solo quattro di loro di lasciare il Paese, e senza gli animali, che verrebbero abbattuti.

A questo proposito, la Lav (Lega Anti vivisezione) evidenzia come la Farnesina, in alcune circostanze, emana avvisi che sconsigliano il turismo nei Paesi a rischio. Eppure, i turisti, decidendo di recarsi in questi Paesi contro gli inviti alla prudenza, lo fanno di propria volontà: gli animali del circo, invece, non hanno alcuna possibilità di scelta, sono assolutamente dipendenti dai loro padroni, e in caso di emergenza sono sacrificabili, per quanto a malincuore. Per queste ragioni con il collega Marco Perduca avevamo rivolto a metà febbraio un’interrogazione ai Ministri degli esteri e delle attività culturali a cui ancora non ci era arrivata risposta, per sapere:

- se il ministero degli esteri, per quanto di sua competenza, intenda valutare l’opportunità di emanare gli avvisi – volti ad evitare il viaggio ed il soggiorno nei Paesi a rischio – non solo ai turisti ma anche ai circhi, allo scopo di prevenire loro tournée nei Paesi a rischio;

- se il ministero dei beni e delle attività culturali sia in grado di far conoscere al Parlamento ed al Paese quanti siano gli spettacoli condotti nelle circostanze di cui sopra, e se, tra quelli destinatari dei finanziamenti del Fondo Unico della Spettacolo riservati alla promozione della tradizione circense italiana all’estero, ve ne siano di svolti in Paesi extraeuropei a condizioni che sarebbero vietate in Europa perché particolarmente rischiose per gli animali utilizzati;

- a quali fondi ha fatto e fa ricorso la Farnesina nei casi di mobilitazioni d’urgenza di strutture circensi con animali al seguito con procedure di rimpatrio come nei casi illustrati, e se non si ritiene di dover mettere in atto ogni dispositivo utile, e quale, al fine di prevenire futuri casi analoghi.

 

Sen. Donatella Poretti

 

Qui il testo dell'interrogazione


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