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Ventunesima edizione per il Premio “Libro che cammina”
Roberto Sarotto, Sindaco di Neviglie, e Donato Bosca con i famigliari dei due autori vincitori
Roberto Sarotto, Sindaco di Neviglie, e Donato Bosca con i famigliari dei due autori vincitori 
29 Ottobre 2015
     

Si è conclusa con un pari merito la disfida del libro che cammina svoltasi a Neviglie domenica 25 ottobre. Hanno votato i cinque libri finalisti sessantacinque persone arrivate a Neviglie da ogni angolo del Piemonte, compresi i centri dell’hinterland torinese. Tra i componenti della giuria popolare particolarmente apprezzata la presenza di altri autori come Romano Salvetti, Giuseppina Valla, Beppe Leardi, Marisa Masoni, Anna Sarotto, coordinatrice del salotto letterario itinerante “Anna e la sua gente”. Tre i sindaci che hanno presenziato alla cerimonia di premiazione, Bruno Penna di Castiglione Tinella, Ettore Secco di Bosia e Roberto Sarotto, primo cittadino di Neviglie. 

Si sono aggiudicati il premio Rèis ëncreuse a pari merito i volumi La mia vita da contadino e Racconti di vita, i cui autori, Carlo Pio e Battista Sarotto, sono già deceduti. I due libri hanno ricevuto la stessa quantità di preferenze (22), suscitando emozioni intense alla lettura dei brani che ha visto protagonisti Elisa Pistis ed Enrico Bosca.  

L’aspetto singolare della votazione svoltasi a Neviglie nella splendida chiesa dei Battuti è stata l’affermazione di due libri editi a proprie spese dai famigliari dei due autori. Gli altri tre libri finalisti (Il giorno che un bue tirò più di cinquanta cavalli di Maria Barbero, Soldato da otto soldi di Carlo e Luciano Boero, Scarpette e cioccolato di Bruno Scolaro) avevano alle spalle un editore affermato come “Araba Fenice” di Boves, ma l’imprimatur editoriale non è stato sufficiente per competere con le pubblicazioni più apprezzate dalla giuria.

Una seconda curiosità riguarda l’unica donna in gara, Maria Barbero, insegnante originaria di Bra, oggi residente a Torino. Con i suoi racconti di seconda mano si è classificata al secondo posto con 13 voti a favore.

Gli organizzatori del Premio, alla luce di quanto accaduto domenica 25 a Neviglie, in collaborazione con il Comune e il Bar Stella, stanno ora valutando la possibilità di sdoppiare il premio con una sezione esclusivamente dedicata ai libri che non hanno editore, una sorta di percorso alternativo per i libri che “camminano” senza patente. Maggiori dettagli e informazioni via mail all’indirizzo info@arvangia.it.

 

I contenuti dei due libri premiati:

L’autore del libro Racconti di vita è stato Nino Battista Sarotto e le sue memorie sono state pubblicate dai figli dopo la sua morte, nel 1944. Quando era poco più che un ragazzo, una zingara profetizzò che avrebbe avuto una famiglia numerosa e che sarebbe vissuto fino ad ottant’anni. «Chi ha conosciuto nostro padre e chi leggerà queste pagine» spiegano i figli dell’autore del libro «si accorgerà della capacità d’immaginazione e della voglia di narrazione che lo distingueva. Ancora ragazzo, s’immaginò quella che doveva essere la sua vita, la “vide” e si batté con determinazione per realizzarla».

Giancarlo Pio autore del volumetto La mia vita da contadino, scritto poche settimane prima di morire, è nato e vissuto a Mango. Sulla pubblicazione, fatta stampare e diffusa dall’Associazione Culturale Arvangia, così si è espressa la giornalista Josè Pellegrini, già mitico Direttore del Corriere dei Piccoli: «Ho letto tutta la storia del contadino che trovo bellissima, piena di spunti, ricca di umanità, di saggezza e di naturale visione della vita e della morte».

 

l'Arvangia


Foto allegate

Maria Barbero, Bruno Scolaro e Luciano Bertero, finalisti non vincitori al
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