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Maria Paola Forlani. Arte al femminile 5 
Barbara Hepworth
03 Dicembre 2019
 

Jocelyn Barbara Hepworth (Wakefield, 10 gennaio 1903 – St Ives, 20 maggio 1975) è stata una grande scultrice inglese. È considerata generalmente un grande scultore almeno quanto il suo contemporaneo e amico Henry Moore.

Hepworth nacque a Wakefield, West Yorkashire, e studiò alla Leeds School of Art (dove incontrò Moore) e al Royal College of Art. Successivamente, studiò per un periodo in Italia.

Uno dei suoi lavori più prestigiosi fu Forma Unica (Single Form) (1961-1964), un memoriale per il Segratario generale delle Nazioni Unite Dag HammarsKjöld, nel palazzo dell’ONU a New York.

Hepworth sposò lo scultore John Skeaping prima di diventare la seconda moglie del pittore Ben Necholson nel 1933. Divorziò nel 1951.

Fu nominata Dame dell’Ordine dell’Impero britanico nel 1965, dieci anni prima di morire a settantadue anni nell’incendio del suo studio in Cornovaglia, a St. Ives. Lo studio e la sua casa ora costituiscono il Museo Barbara Hepworth.

Con un’ampia monografia, il Museo Rodin di Parigi in collaborazione con la Tate di St Ives, celebra una mostra di Barbara Hepworth a cura di Catherine Chevillot e Sara Matson, l’esposizione propone una panoramica sull’attività dell’artista britannica, che a Parigi aveva frequentato Pablo Picasso, Georges Braque, Costantin Brancusi e Piet Mondrian.

Traendo ispirazione dalla natura, Barbara Hepworth ha realizzato raffinate sculture astratte dai profili sinuosi, smussati, curvi, allungati, talvolta aggettanti, nell’alternarsi armonioso di pieni e vuoti. E non è un caso che gran parte della sua produzione sia nata a St Ives, nello spettacolare paesaggio della Cornovaglia, dove l’artista si era trasferita nel 1939, allo scoppio del Secondo conflitto mondiale, e dove, appunto, oggi si trova la sua casa-museo. Qui sono stati prodotti dipinti, disegni e sculture in marmo, ardesia e bronzo, ora riuniti nella personale parigina. Esemplare è Pelagos (1946), una sfera di legno scavata al centro e composta da una doppia voluta collegata da sottili corde, che evoca le onde marine o una forma organica in evoluzione. Hepworth ha calcato la scena internazionale, con la partecipazione tra l’altro, alla biennale di Venezia e di San Paolo elaborando un linguaggio radicale nel quale la solidità materica e la purezza formale riflettono gli ideali di un mondo pacificato.

 

M.P.F.


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