Gentile poetessa Chiara Daino,… ieri sera mi sono invitata a cena da Claudio Di Scalzo. Lo avevo annunciato nei Commenti. Leggo tanta poesia fin dalle medie e sono comunista. Ero anche a Genova quando hanno ammazzato Giuliani. Arrivata in piazza a Vecchiano paese dall’altra sponda del lago di Massaciuccoli che conoscete come lago di Puccini ho chiesto dove abita Accio il figlio di Libertario. Mi ci hanno portato fino alla viottola anche se sta dietro la torre della chiesa. Grazie. Salutamelo bella figliola! Mi sarebbe tornato meglio di lunedì, perché faccio la parrucchiera in un negozio non mio. Però ho il diploma beninteso. Il sabato vado in discoteca e torno tardi ma tanto si balla dall’una in avanti. Ho portato le arselle che fuori da Torre del Lago chiamate telline e ci abbiamo fatto con altri pesci e con l’aiuto della Nada un bel cacciucco alla viareggina più leggero e con meno pane abbrustolito. Siamo stati sull’aia con la famiglia di Accio moglie e figlioli e con i vicini di casa che si sono invitati senza tanti problemi: Agostino bidello in pensione, il su’ figliolo Alberto con la su' donna del Marocco e un’irlandese il cui marito fa il marines al Campo Derby di Livorno. Un vocio e ci intendevamo a meraviglia. Le casa in Via Indipendenza faceva parte mi spiegano di una “corte” e cioè di case attorno all’aia ai tempi dei contadini. Mentre sgusciava le arselle Accio ha postato il suo commento usando un portatile che andava a singhiozzo. L’ho letto. Leggerò anche le sue poesie signora Daino se ci sono su Internet. Mi è sembrata veramente tanto preparata in cose poetiche. Ci ho capito la metà. Ma rileggerò tutto. Questo Poetry Slam raccontato da Accio le avrà fatto venire il nervoso. L’avrebbe fatto venire anche a me!
Durante la cena abbiamo fatto poesia anche noi raccontando storie e Accio rincorrendo un tacchino e un papero e un gallo ha anche fatto una specie di Poetry Slam da pollaio. Recitava poesie di Pascoli e noi cantavamo “Nella vecchia fattoria ia ia ho!!!”. Mancavano parecchi animali che restano nella poesia campagnola. Purtroppo i tempi cambiano. Dopo siamo andati nello studio del cascinale. Una confusione unica. Alla rinfusa martelli vanghe biciclette arrugginite e tele e libri e fogli. Mi regali qualcosa Accio ho chiesto. Noi parrucchiere con un certo fisico siamo un tantino sfacciate. Prendi cosa ti garba, mi ha risposto. Ho scelto una serie di foto chiamate “Cuor mio si scioglie” scattate su dei cubetti di ghiaccio scriventi CUOR MIO. Anch’io mi stavo sciogliendo dal calore del vino bevuto e per la generosità di Accio. Ci feci una mostra con Spatola al Mulino di Bazzano nel ’79 mi dice. Faccio di si con la testa ma non so chi sia Spatola. Ho preso anche delle poesie scritte a mano che Accio chiama “Ciondoli” e firmati come Zen-zero. Scrarabocchi da trascrivere. Ho un amico che fa bigiotteria e tatuaggi e forse ci ricava una collanina. Meglio di quelle di Berlusconi son di siuro! La Nada mi ha regalato le pere del campo alla Barra senza veleni. I figlioli di Accio dei siti utili per chi ama i Manga. Io li leggo. La moglie di Accio mi ha scritto la ricetta dei pizzoccheri valtellinesi. Roba un po’ pesa ma se vado all’Abetone mi tornerà utile.
Vengo ancora a lei cara poetessa Daino. Concludo. Nella sua lettera-commento c’è una stonatura. Mi permetto di fargliela notare da semplice parrucchiera. Il tono ironico andava benissimo in contrasto con l’articolo del Di Scalzo Claudio. Umorismo contro umorismo. Scherzo contro scherzo. Alla pari. Glielo scrivo da toscana… me ne intendo. Però quell’AUTOREVOLE all’inizio stona. Stona tanto. Accio da bravo paesano se l’è appuntato sulla camicia e son sicura non gli fa né caldo né freddo… ma è la letterata che dice a un altro scrittore: Chi sei? Chi ti conosce? Chi frequenti? Cosa hai pubblicato? Non sei nessuno!
Peccato c’era sortita alla grande.
Pensa Signora Daino che siano autorevoli i poeti che stanno con il cappello in mano per pubblicare le loro poesie? Che ne fanno di ogni per la carriera letteraria-mondana? Che maneggiano per i premi? Che mettono in riga i poeti più piccoli perché loro pubblicano su prestigiose riviste e magazine? Che sono passati dal rivoluzionarismo giovanile alla Madonna?
Non credo siano autorevoli.
Per me è autorevole il non autorevole anarchico Accio. Scrivere come lui scrive nel vento del web non è così facile come sembra.
In ogni caso prima o poi m'invito a cena nelle vostre case da letterati e poi vediamo cosa mi regalate e se voi prezzate le cose che scrivete e disegnate.
Dal compagno Accio la letteratura e l’arte è gratuita... a ciascuno secondo i suoi bisogni... e a me mi piace ci siano anche scrittori che sono comunisti fino in fondo. Nella vita e nel Web. Potete darmi torto?
Con inchino, sua Marisa Menchetti