Tellusfolio è sicuramente un crocevia dove tante idee possono entrare in relazione, confrontarsi e scontrarsi, dividersi, e poi ancora rappresentare le vite dei soggetti che queste idee tengono nel cofanetto del cervello. Parto da qui: ogni nostra ideologia sembra sia il capitolo di un romanzo, di un’avventura, almeno europea, e dunque anche il contrasto tra laici e cattolici ha ormai qualcosa di romanzesco.
Il volume dell’Annuario Tellus, il 28, lo dico per chiarezza, è soprattutto un “Manuale cattolico", incardinato sulla preghiera del “Credo” e sull’arte religiosa cattolica: con la Sacra Famiglia e Maria. Poi c’è anche la mia storia di credente con il suo anarchismo cristiano, ma questa è un’altra variante che innerva il vissuto di comunista eretico fin dai tempi di Lotta Continua. Questo TELLUS dove Poesia & Fede è raccontata da poeti cattolici, non protestanti, non ortodossi, è forse il Manuale più adatto in circolazione per l’Ora di religione cattolica. Che poi questo manuale, sotto la testata TELLUS, abbia un rispecchiamento sul web in TELLUSfolio, dove sicuramente le voci laiche ed anche anticattoliche sono ben presenti, è un esempio di liberi elettrodi in contrasto per salutari scosse.
Personalmente. E dunque come se fossi l’indice del romanzo citato, penso che il modo migliore per arricchire il romanzo cristiano italiano sia proprio far riferimento alla teologia cattolica e al cattolicesimo. Con tutto il rispetto per il protestantesimo del quale subisco le suggestioni, attraverso Kierkegaard e Pascal, il cattolicesimo è più romanzesco perché composto da più “vite”: vite di santi, papi, martiri, eretici, e da un Gesù più personaggio: amante per le sante, fratello per i mistici, compagno per gli eretici cristiano-comunisti.
Lo so che gli insegnanti di religione portano avanti le scelte del Vaticano in classe: sull’aborto, sul divorzio, sui sacramenti. E che dovrebbero fare? Barattare la teologia di San Tommaso con qualche luminoso sondaggio sui gusti sessuali degli italiani? Far finta che il Corano è uguale al Vangelo e che la predestinazione calvinista è simile al salvarsi con le opere?, ammettere che Maria è soltanto una partoriente di lusso per il divino e non una figura santa e centrale nella salvezza?
I laici che si lamentano scrivano il loro romanzo laico: su TELLUSfolio c’è il comunismo prima di Marx e potremmo aggiungere il pensiero mazziniano e dei Feuerbach e degli Stirner e dei Nietzsche e così via. Classici da utilizzare: il canone ateo o del dubbio.
Invece stan lì a lamentarsi dell’ora di religione come fosse la barbarie.
A presentare riflessioni sulla legislazione, sulla Costituzione, sull’egoismo Vaticano e così via.
Su questo piano i laici hanno ragioni da vendere.
Ma non hanno il romanzo avventuroso e spirituale.
Rinunciando a quanto il comunismo e il socialismo libertario aveva di sacro, di palingenesi, di messianico, di apocalisse liberatoria, si sono consegnati alla Broadway del liberalismo e anche al radicalismo declinato nelle libertà individualistiche che vanno dal ciucciare la Coca-Cola con le orecchie a scegliere le migliaia di varianti sessuali.
Il tutto offerto dal supermercato del consumismo anche di marca. Con annessa tivù dove imperano le ineffabili Luxuria e altri corpi in vendita davanti alla pubblicità invocante rappresentazioni del tutto e subito.
Una sola frase di Sant’Agostino incrina queste figurinette al ruolo di specchietti vacui.
La barbarie sono gli studenti dediti a Dolce & Gabbana e al cellulare.
E la constatazione che Liberalismo Illuminismo Marxismo hanno prodotto nell’ordine Berlusconi e Pecoraro e Diliberto.
Nel Cattolicesimo dove fino a prova contraria si parla di Amore, Passione, Fede e incontro con l’Altro, esiste un bagaglio di filosofie e di storie che non può che arricchire la società e dunque anche la scuola.
Non bisogna temere questo romanzo fatto di superlativa teologia e di ombre che allignano anche in nevrosi furibonde.
Studino il poeta Betocchi e Ungaretti a scuola gli studenti, ma anche i missionari e l’antifascismo cattolico.
Personalmente sono contrario all’insegnamento di storia delle religioni: voglio continuare ad insegnare Giotto e Michelangelo e Dante. E sono contento di collaborare con l’insegnante di religione cattolica, anche se festeggio la Breccia di Porta Pia, perché anelo a spiegare i gironi infernali e i peccati capitali secondo il cristianesimo.
Del resto anni di laicismo nei libri di testo e nelle teste dei docenti hanno forse arginato la deriva attuale nella societa?
Le uniche discussioni, a scuola, che mi portano al di là della lamentela sul governo in carica o sul tempo, le faccio con l'insegnante di religione.
La nostra cultura, la più alta, è figlia del Cristianesimo, dell’Illuminismo e del Movimento operaio socialista e comunista.
Nella scuola devono starci tutti e tre questi romanzoni, poi chi ne interpreta meglio le pagine vorrà dire che guida la società e i governi.
Che paura dobbiamo avere.
Tutto è letteratura e citazione e calco all'infinito in questo mondo.
Meno che i conti finali con Dio. Lì siamo sempre orma originaria e individuale. E come tali saremo abbracciati e svelati. Insomma il racconto dovrebbe avere questo finale tanto simile a un nuovo incipit.
Claudio Di Scalzo