L'annuario Tellus, nella sua serie colorata, l'azzurro “Scritture celesti, poesie in cerca di Dio”; il nero “Vite con ribellioni”; il giallo “Dalla Torre Pendente alle Alpi”, e ora il rosso garanza “Cattolicesimo”, ha, e il dio del mercato e del web dispone dico con facile battuta, una vocazione assolutamente metamorfica. Infatti, vivendo come progetto editoriale nell'epoca del web, coniuga pagine su carta con quelle elettroniche. Comincia, Tellus, ad essere anche imitato. Ma gli imitatori riportano nella rete semplicemente contenuti, scritti, artisti, presi dagli archivi, le loro pagine elettroniche, di rivista e giornale on line intendo, non hanno inediti, non pubblicano poesia e letteratura che inizia sul web per poi proseguire su carta: è sempre il feticcio libro stampato o rivista stampata ad avere la precedenza. Questo almeno fra le riviste storiche, che come Tellus hanno diciassette anni di vita.
TELLUS invece ha il suo slancio creativo anche come TELLUSfolio e in particolare nella sezione di Critica della Cultura. Anche il numero 28 “Cattolicesimo” (a breve, a settembre, nelle librerie Feltrinelli e in quelle valtellinesi e specializzate e a disposizione degli abbonati), avrà e già ha su Tellusfolio tutta una sua dinamica sul versante dei testi e degli intrecci riguardante la teologia cattolica e quanto di essa, come sacro e fede, si è intriso con la letteratura e l'arte.
Tellus è un libertario e liberale prodotto estetico in cerca dei suoi lettori. Le pagine web su TELLUSfolio sono comunisticamente scaricabili da tutti, anche negli inediti, senza spesa alcuna. La rivista-annuario, e il numero 28 “Cattolicesimo” in questo caso, per sopravvivere nell'editoria e per sviluppare i suoi progetti ha bisogno di abbonati e di diffondersi con un prezzo di copertina, prezzo in ogni caso molto contenuto viste le pagine e le illustrazioni del volume.
Tengo molto a questo terzetto: Tellus libertaria perché coagulo di molte libertà; Tellus liberale perché per stare sul mercato non ha che le sue forze culturali e creative, né partiti né premi letterari, né enti né associazioni letterarie, né scambi più o meno interessati con poeti-pilota nelle università dispensatori di copie acquistate e di convegni; Tellus comunitaria che mette a disposizione pagine e spazi per chi crede nella cultura al di là del valore di scambio e per tornare valore d'uso. Benvenuta è però la pubblicità posta in genere in chiusura di volume che consente di sopportare i costi altissimi a stampa dell'annuario.
Nei volumi ricordati e colorati sta il segmentato progetto culturale di TELLUS, senza fissa dimora, diviso fra rete e carta e condiviso con la LABOS Editrice.
La decostruzione dei linguaggi, l'avventura dei linguaggi e delle vite in biografica evidenza, sono in Tellus la regola.
Regola costantemente sovvertita.
Anche da me che ne dirigo le sorti, e da una Redazione fluida, assolutamente antiaccademica, che passa da pagine stampate a pagine elettroniche e viceversa, proponendo storie, scritture, soggetti.
Direi quasi, e su TELLUSfolio da qualche parte ne ho già accennato, che TELLUS con TELLUSfolio ambisce al romanzo per voci in perpetuo intreccio. Anche la teologia cattolica sta in questo spettro o sogno ermeneutico.
Perciò invito i collaboratori e i lettori-navigatori di TELLUSfolio ad avvicinarsi ai volumi colorati di TELLUS, ad entrare in un intreccio di scritture e pensosità, che la sola frequentazione delle pagine web non concede del tutto.
Vi aspetto.
Claudio Di Scalzo