M'entusiasma il Poetry Slam e il rinato ruolo orale della poesia di cui dà notizia IO DONNA (20 giugno 2009). L’evento, di diretta declinazione americana anni Ottanta, si è svolto e altri se ne svolgeranno a Milano. Ovvio definirlo Milan Poetry Slam. I poeti presenti, tutti molto bravi e cari alla Musa, erano giovani e meno giovani: Lello Voce, Chiara Daino, Claudio Recalcati, Andrea Inglese, Luigi Nacci, Dome Bulfaro, Tiziana Cera Rosco, Elisa Alicudi, Francesca Genti, Adriano Padua, Giovanna Marmo, Stefano Raspini, Silvia Salvagnini ecc. Gli organizzatori parlano di successo, reale e testimoniato dalle molte presenze e dall’entusiasmo del gioco, e soprattutto di nuovo ruolo orale della poesia. Una sorta, mi sembra di capire, di ritorno, senza scomodare i soliti greci con la cetra, alla mia Firenze quando Dante e compagnia, anche con Cecco Angiolieri (e Cecco è importante in questo articolo) duellavano a colpi di sonetti. Con voto e applausi dei cittadini estasiati. A ruota di queste considerazioni la necessità di diffondere la poesia, superare le noiose presentazioni, rafforzare l’editoria che se ne occupa. Ergo vendere i libri dei poeti.
Progetto sacrosanto. Approvo. Caldeggio. Seguirò di persona o dal video su YouTube le performance poetiche.
Quanto mi interessa però è la dinamica Poesia-Lettura + voto di una giuria scelta dal pubblico. Selezione-vittoria della meglio recitata, della più coinvolgente, della più evocativa o fotogenica.
Per questo propongo, da questo giornale on line, alcune migliorie (che saranno coperte da Copyright), e non è escluso che TELLUSfolio se ne faccia, a breve (vedo la faccenda parecchio estiva!) facitore e organizzatore, e cioè di qualcosa che raddoppia-triplica-centuplica lo spettacolo (da società letteraria!) applicato alla poesia.
Se la poesia ha da essere non semplici parolette, direbbe Gozzano, da mettere in fila per stamparla (e già lui inorridiva di questo mercato!), bensì recita e soprattutto giuria-voto-paletta, allora bisogna lavorare di fantasia, e i poeti possono tirarne fuori a quintali, altrimenti che poeti sono!
Ragioniamo.
L’insegnamento ci viene dalla TV, dalla pubblicità. Dalle televendite! Il mio ragionamento giustifica il titolo. Perché secondo me se puttana ha da essere la Poesia deve esserlo magnifica, indimenticabile, innovativa nel servizio. Diventare escòrt per evitare la mòrt.
Suggerimenti.
A. C’è posta poetica per te.
Un poeta-poetessa scrive una poesia su di una persona semplice, scelta a caso (dalla regia) o vagamente interessata alla poesia. Poi la sorpresa… in studio il poeta legge la poesia alla felice ben-capitata. La giuria dopo vota. Venti incontri simili. Piccolo libro tascabile + CD con editore da grandi numeri in divulgazione. Compresi i supermercati. E il gioco della rinascita poetica è fatto.
La poesia in spettacolo diventerà una risorsa più forte di una turbina atomica
Altro suggerimento:
B. Amici della Poesia. In studio vengono ospitati dei giovani che hanno operato varianti a versi di poeti discretamente pubblicati. Si sviluppa il dibattito. Il poeta Maggiore rimbrotta o accoglie i suggerimenti.
La giuria vota: meglio la correzione del Poeta-Dilettante o il verso del Poeta-Maggiore?
Ci saranno sorprese. A moderare una bella donna ambigua come la De Filippi ma con conoscenza ampia sulle poetiche in gara. Meglio se direttore editoriale di collane di successo.
C. Erotic Poetry Slam. Brevi letture, di poesia libertina od erotica. Angiolieri, Aretino, Sade, Apollinaire, tipi così. Apprezzati anche alcuni poeti seriosi (non solo milanesi ma anche siciliani) con scritture nascoste discretamente oscene. Magari in vena di outing. Tutte le perversioni saranno ben accettate. Fondamentale: il poeta reciterà nudo. Anche con assistente. Duetti etero oppure omosessuali.
Poi giuria. Paletta alzata. Voto. Vittoria del più dotato o dotata.
A questo punto l'Erotic Poetry Slam avrà reso Poesia la puttana più bella che ci sia.
Unitamente agli altri progetti molta poesia circolerà in Italia. Verrà colmato il distacco dagli altri paesi. Le vendite lieviteranno. E noi fonderemo una specie di Rinascimento al rovescio. Specialità italiana. Dato che nello spettacolo - dove il sublime diventa rotocalco e il rotocalco diventa sublime di plastica - non ci supera nessuno. Come in politica del resto. Tellusfolio e il sottoscritto (come detto sopra) mettono il Copyright su queste proposte. Ogni utilizzo non a norma verrà perseguito. Però siamo disponibili a collaborazioni e partecipazioni sulla base delle idee proposte con altre organizzazioni e presenze sul Web. Anche a Milano veniamo... dalla campagna, dalle terre alpine, dai porti dismessi. Possiamo veramente contribuire a diffondere la poesia anche nelle periferie. Noi, questo proletariato conurbato, ci intende senza sforzo! come loro siamo cresciuti a televisione e pubblicità aspettando le donnine nude. Seguendo le palette alzate e le ruote della fortuna. Che sia la Poesia a darcela, un po' di fortuna e visibilità, ci piacerebbe tanto.
Claudio Di Scalzo discalzo@alice.it