Nelle lettere che lettori e giovani autori mi scrivono compare spesso la domanda su cosa sia il rapporto dell’annuario Tellus con il web, con Tellusfolio giornale on line, e più in generale sul rapporto - nel progetto Tellus-Tellusfolio - tra carta stampata e pagine telematiche. A volte, quasi sempre, rimando ad altri interventi miei su Tellusfolio, però mi rendo conto della frammentazione di essi, e capisco che tanti lettori gli annuari, perlomeno dal n. 22, “Sul liberalismo” in avanti, nella nuova serie in volume, non li conoscono. In più vedo e con soddisfazione scopro, perché più siamo meglio è, che esperimenti simili a quello nostro compaiono, come il volume Leggere variazioni di rotta recensito qui, in “Cercando l’oro della poesia” da Fabiano Alborghetti, e la rivista Land di Stefano Massari che presto recensiremo. Allora valga questo mio intervento come un altro tassello esplicativo su di un’operazione in progress di editoria carta-web che riguarda la Labos Editrice, Tellusfolio e Tellus.
1. Intanto c’è da rivendicare, cari lettori, una primogenitura. Nella storia dell’editoria e delle letteratura qualcosa conta. TELLUS è-è stato-sarà il primo volume-rivista-annuario che pubblica dal web testi e che al web rimanda in un intreccio virtuoso e innovativo. Vediamo come carta canta in rete e su carta stampata per Tellus. Un po’ di date. Nel 2003 esce il primo volume-annuario 24-25 “Scritture celesti. Poesie in cerca di Dio”. In esso, cinque anni fa se conto bene!, vengono proposte poesie e poesie visuali di Caterina Davinio che dirige in rete un diffusissimo sito di poesia e arte elettronica Karenina (con presenza anche alla Biennale Veneziana); la poesia di Alessandro Fo che poi si completerà in un volume Einaudi; e il pittore selvatico di Chiavenna Bruno dell’Ava inaugurando una mostra di scrittura-pittura in Art Brut che dal locale guarda all’universo dei segni pittorici; Claudio Di Scalzo, cioè chi scrive, continua a proporre scaglie di un Canzoniere dedicato a Karoline Knabberchen che già aveva trovato ospitalità in un sito della Valtellina on line (Vaol.it). Dopo verrà il giornale on line Tellusfolio e i rapporti fra Tellus e le pagine sul web si faranno ancora più stretti. Lo testimoniano i volumi 26: “Vite con ribellioni”, il 27 “Dalla Torre pendente alle Alpi”, il 28 “Cattolicesimo”. In questi volumi quello che io chiamo “bascullamento” di scritture e immagini, pittura, foto, fra la carta stampata e le pagine elettroniche è ampio e virtuoso. Scambio diretto alla scuola, alla società civile, alla chiesa, all’editoria, alla politica, al sistema letterario e artistico. Per conoscerne l’ampiezza basta acquistare i volumi citati. E qui mi firmo Di Scalzo Mercante.
2. Tellus nei suoi scambi con Tellusfolio-Critica della Cultura si rapporta anche al giornalismo e alla politica. Tellusfolio non è un sito di cultura e basta, è, non mi stancherò di ripeterlo, perché qui sta la sua essenza, un giornale completo. Dove la letteratura e l’arte sono voci fra altre.
3. Tellus è una rivista che esiste da decenni. Ha una lunga storia. Nel suo momento più filosofico o geofilosofico, dal numero 10 circa al 16, ha proposto, spinta dalla sua natura corsara, anche un nuovo approccio al sapere ed elementi contestativi dell’università e degli studi accademici. Interprete di questa linea è stato Marco Baldino, che chiuso il volume, n. 23, nel 2001 “Per una filosofia free-lance” mi ha passato il testimone della Direzione di Tellus. Consegnandosi completamente all’anonimia di un sito sul web, Kasparhauser, da dove scrive in perfetta solitudine. Non è escluso che questa scelta sia stata dettata dalla totale ostilità del mondo accademico alle sue teorie. Alcuni pensano addirittura che Marco Baldino e Claudio Di Scalzo siano la stessa persona. Per certe somiglianze stilistiche e nei temi della scrittura. Cosa che smentisco. Anche se la natura corsara di Tellus con la mia direzione prosegue, ma con scelte diverse verso l’estetica e il giornalismo. A me settori autoreferenziali come la filosofia o la poesia o l’arte, monadi su carta o sul web, non interessano. Non riconoscerne la limitatezza nell'epoca del web e postmoderna ha fatto fallire l’impresa di Marco Baldino. Saperlo è la mia forza e il successo di Tellus e Tellusfolio.
4. E veniamo al nuovo Tellus annuario, “Febbre d'amore” 240 pagine illustrate, con molti generi letterari ed arte. Dove sta la novità, anche rispetto ad esperienze simili, come quella illustrata da Fabiano Alborghetti: Leggere variazioni di rotta?
Riassumo quelle basilari.
A. In Tellus e ancor più nel 29 “Febbre d’amore” vengono pubblicati donne e uomini in poesia e narrativa anche senza bisogno di una carriera letteraria in corso. Alcune voci stanno soltanto sul web e non hanno mai pubblicato un libro o una plaquette. È una differenza basilare. Di politica e di scelta letteraria. Libertaria.
TELLUS e TELLUSfolio propongono-auspicano scritture che nell'innovazione del mezzo web-carta crescano proposte originali per il superamento dei generi o per inventarne di altri. Agli autori di Tellus e che in Tellus e Tellusfolio confidano viene data assoluta libertà di crescere la propria voce anche con la cura di sezioni, di antologie. E questo indipendentemente dal fatto di stare nel sistema letterario, se hanno vinto premi, ricevuto il beneplacito di una prefazione che consenta l'accesso alla carriera e così via. Questa è una differenza di sostanza.
In più alle voci che confidano in Tellus e Tellusfolio viene proposto di allargare le propria dimensione occupandosi di giornalismo, di società civile, di lotta contro i vari poteri. E anche questo è una primogenitura che rivendico. Per me e per il giornale che dirigo con Enea Sansi e per la cura che ho dell'annuario.
B. In Tellus ci sono artisti che hanno fondato movimenti di neoavanguardia come Villeglé o Tancredi o Michaux ma anche artisti selvatici, folli, conosciuti soltanto nel paese dove abitano. Bruno Dell'Ava, Lanciotto Baldanzi. Artisti francesi e svizzeri con il cordine ombelicale aggomitolato al campanile. Una risposta al sistema arte soffocante e a quello delle gallerie-mostre che non rischiano su nomi nuovi.
C. Tellus 29 ripubblica Danielle Sarréra grazie a Sandro Toni che ci dona la traduzione. Un classico francese introvabile. Misterioso. Se Frédérick Tristan se ne è impossessato abusivamente, come sostiene Pierre Borel, chi era Danielle Sarréra?
Ma al momento quanto conta, per me, è che un autore, uno scrittore come Sandro Toni, abbia riposto fiducia in Tellus. Senza mai incontrarmi e a partire soltanto dalla lettura dell’annuario e di Tellusfolio. Ci sono ancora gentiluomini fra chi frequenta la musa della narrativa.
D. Poeti in Tellus 29. Poesia in Tellus. Siamo lieti di averli ospitati: sia curati da Alivento che da Alborghetti. Quanto vorranno fare per sostenere l’annuario, Tellus 29, presentazioni, recensioni, annunci sui loro blog o siti, linkaggio, illustrazione della copertina, sarà un ulteriore dono rispetto a quello già fatto di averci dato dei versi e degli inediti. Ovviamente so che la posizione contestativa di TELLUS e TELLUSfolio della carriera tradizionale del poeta e dello scrittore non è fatta per intenderci del tutto, ma son sicuro che quanto Tellusfolio e l’annuario fanno per la poesia in generale, anche per voci emarginate o nate soltanto in rete, non può che esser vista con simpatia se davvero la cetra di Orfeo vale per tutti i cuori intrisi di bellezza. In ogni caso TELLUS, nella sua forma di annuario-almanacco è anche una scommessa editoriale nuova che va a cercarsi i propri lettori anarchicamente nell'anarchia del mercato, e del web, e sopravanza i canali soliti: presentazioni in librerie, convegni, parla di me che io parlo di te ecc. Riconosciamo la tradizione, a volte la usiamo, ma la tendenza è di inventare percorsi nuovi.
E. Altro aspetto dell'originalità di Tellus-annuario è la pubblicazione di Autoantologie che poi dalla carta tornano a Tellusfolio, magari arricchendosi di inediti. (Oppure viceversa da Tellusfolio a Tellus). E' accaduto con Flavio Ermini per Anterem, n. 26, con Giorgio Luzzi, n. 26, con Gilberto Isella, n.27. Alcuni autori presenti in Telluserra, su Tellusfolio, in futuro compariranno nell'annuario.
Ogni autore che ha affidato sue scritture a Tellus verrà pubblicato. Sull’annuario. Il numero 30 avrà un supplemento che completerà “Febbre d’amore”. Purtroppo non potevo stampare 300 pagine. E così le poesie di valenti poeti come Giorgio Bonacini e Pietro Salmoiraghi, altre città di Stefano Salari, le eccellenti traduzioni di Silvia Comoglio, Ivana Cenci e Stefania Roncari avranno stampa. Fra undici mesi.
Claudio Di Scalzo discalzo@alice.it