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«Cuba è già nel futuro»
Intervista del “Granma” digitale italiano a Gianni Minà
 
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   01-12-2007


¿Cual FUTURO?


Yoani Sánchez (1975)
Licenciada en Filología. Reside en La Habana y combina su pasión por la informática con su trabajo en la Revista Digital Consenso.

La otra Habana

Hay una ciudad que discurre a nuestro lado sin tocarnos. Una Habana que habla de “queso parmesano” de “centímetros de césped” y de “fin de semana en Cancún”. Esta otra urbe apenas se mezcla con la nuestra y en nada se parece al escenario de derrumbes y carencias que forma nuestro entorno.

Ambas “Habanas” cohabitan y a la vez se niegan. Quien vive dentro de una no puede imaginarse –en toda su extensión- la otra ciudad que la completa. Una discurre velozmente sobre ruedas, mientras la nuestra se añeja en las paradas, esperando la guagua. La dulce Habana de la opulencia se desplaza al oeste especialmente hacia la zona de Miramar, Cubanacán, Atabey y Jaimanitas. La mía, la verdadera, crece a saltos hacia San Miguel, Diez de Octubre, El Calvario y Fontanar.

Cuando ambas ciudades coinciden y chocan no pueden comprenderse de tan lejanas realidades que viven. Mientras una se queja de sus viejos muebles de Ikea y de las dificultades para transportar el “container de la mudada desde el puerto”, la otra se mece en los gastados sillones heredados de los abuelos y se sumerge en el mercado negro.

Mi deteriorada Habana compra al menudeo, habla por lo bajo y huele a aguas albañales, mientras que esa ciudad que habitan los ministros, los altos funcionarios y los diplomáticos, se mueve entre “canapés”, recepciones y expande un delicado aroma de cremas hidratantes.
Prefiero, sin embargo, la capital decrépita que desando cada día, pues al menos ella es coherente y transparente con lo que guarda en su interior. La hemos hecho a nuestra imagen y semejanza o, mejor dicho, somos nosotros los que la imitamos en su resignación y su miseria.

La Habana, 27 de Noviembre de 2007
yoanisanchez   
 
   28-11-2007
Saro' ottimista, ma ho visto fin dall'inizio della "gestione Raul" dei piccoli segnali, se non di cambiamento, della volonta' di cominciare a cambiare qualcosa. Il primo atto ufficiale e'stato quello di "riabilitare"figure storiche come Ramiro Valdes e Guillermo Garcia che Fidel, pur non avendoli "epurati", aveva accantonato in ruoli politicamente insignificanti.
Poi, tutta una serie di piccoli, masignificativi segnali di diversita' nella gestione del Paese: la moratoria di fattosulla pena di morte, la timida apertura alle opinioni sulla stampa, nelle riunioni di partito o degli organi istituzionali, il ripensamento sulla "questione" omosessuale, lo sguardo all'economia cinese, eccetera. Mi sembrano piccolissimi passi, ma significatividi una volonta' di cambiare qualcosa, in meglio, finalmente. Oggettivamente non si puo' pretendere un cambio radicale, in primo luogo perche' Fidel non e'ancora scomparso fisicamente ed e' logico anche che chi ha le leve del potere nelle mani, dopo quasi mezzo secolo di dittatura non sia disponibile a sciogliere le redini di colpo cosa che, fra l'altro, mi sembra anche saggia. Ricordiamoci poi che il marxista storico della famiglia e' proprio Raul che non e' un "convertito" come Fidel. La differenza, forse, sta nella personalita' che non ha reso Raul schizo-paranoide nei confronti del potere assoluto e quindi e' certamente piu' pragmatico nel non voler imporre la propria personalita' sopra tutto e tutti.
La vera minaccia, anche per il prossimo futuro di Cuba, mi sembra quella di un'altro assatanato del potere che pregusta gia' di essere l'erede di Fidel Castro in America, senza per altro averne minimamente le capacita' intellettuali. Speriamo in bene.
antonio   
 
   27-11-2007
CUBA SI STA SVEGLIANDO?

Lupi

Vedi sotto:


Si respira un vento di novità a Cuba, un fremito d’insofferenza, c’è una crepa di luce nel muro del regime. Il soffio di una svolta sembra partito da alcuni mesi, ma è assecondato da un giornale, e da una domanda: «L’impiego giovanile a Cuba, il racconto che non quadra?». Il titolo è stato mandato in stampa domenica sull’unico quotidiano che esce in edicola quel giorno in tutta l’isola: il foglio filogovernativo Juventud Rebelde, organo dell’Unione dei Giovani Comunisti, fondato nel 1965 da Fidel Castro. L’articolo di Juventud critica i dati ufficiali sulla disoccupazione giovanile del governo dell’Avana e delle autorità provinciali. Parla dei giovani e dei problemi «di stipendio». Sgretola le radici dell’ottimismo. Mette in discussione quei numeri e quelle certezze che sono sempre state la forza di Castro, il suo orgoglio e il suo potere. Avverte che il governo «si deve liberare dal fantasma delle cifre». Cita un sondaggio su salari «che non corrispondono alle necessità».


Gordiano Lupi   
 
   27-11-2007
Rispondo per me e non per "noi": io non ho la verita' in tasca e non pretendo di averla. Oltre alle supposizioni, pero', ho citato fatti e luoghi. Citami i tuoi.
antonio   
 
   27-11-2007
tyti a parte che chi torna sposato vuol dire che a trovatto la cuello che qui no trova piu, a parte cuesto se te conocesi cuba beramente no parleresti cosi, unaltra cosa no capisco come mai no mi rispondi mai? sulle cose importante sensa attacare, rispondimi la parola democrazzia la conoci? conoci il significatto?
dargy ciberio
dargy    
 
   27-11-2007
mi dispiace paga liborio ma stai facendo di nuovo supposizioni sbagliate, solo voi conoscete tutto e avete la verità in tasca, a poi sono certamente più i maschietti che vanno a Cuba a cercare determinate cose(che si trovano anche in tanti altri Paesi re anche da noi) e poi magari se ne ritornano sposati.
tytti   
 
   27-11-2007
La Tytti deve conoscere molto di Cuba: Mojito, Daiquiri, Salsa, Varadero, Cayo Largo, Cayo Coco/Guillermo, (i mulatti? chiedo...) le spiagge e gli alberghi proibiti ai cubani, ma a Cuba non c'e' razzismo o apartheid.
Forse non sa nemmeno dove si trovano, all'Avana, la Timba, il Fanguito oppure il 2.50, il "barrio" fantasma, porto franco, che fa ridere Ponte Lambro, Scampia, e la via Pre' messi assieme come concentrazione di Delinquenti con la "D" maiuscola, incluso assassini e stupratori. ma questo non e' vero, a Cuba la delinquenza non esiste.
Caro Gordiano, non credere che Mina' "conosca" la vera Cuba, le sue visite si limitano alla "nomenklatura", case di protocollo, alberghi di lusso, la casta che frequenta non e' certo quella dei macheteros e i problemi reali e quotidiani non lo sfiorano nemmeno. Per lui siccome gli altri Paesi dell'area sarebbero "cattivi" allora Cuba sarebbe "buona". La teoria del bianco o nero. Se di la ammazano,perche' qua non si puo' torturare psicologicamente e reprimere ogni desiderio di liberta'? Una strana forma di "legittima difesa".
antonio   
 
   26-11-2007
E quì che si sbaglia io so abbastanza su Cuba certamente più di quanto lei possa immaginare è per questo che la trovo così comico.
tytti   
 
   26-11-2007
Ognuno ride delle cose confacenti al suo livello intellettivo, cara Titty. Lei non sa niente di Cuba e quindi ride dele cose che scrivo io. In realtà, a me le cose che dice Minà non fanno ridere. A dire il vero mi fanno male. Molto male. So che lui conosce Cuba e sa come stanno le cose. Purtroppo non scrive le cose che vede.

Lupi
Gordiano Lupi   
 
   26-11-2007
tyti io le risate me le faccio sulle barsselete e no sulle disgrazie de un popolo a diferenza de altri, nesuno negga cuello che sucede in messico,colombia,cile,uruguai,guatemala,io no sono ceca, no capisco perche negare la dittatura a cuba i priggioneri politici le persone sconparse,l'avatimento de inbarcazioni che laciano il paese,la chiusura ai diriti umani fondamentali,l'afamare un popolo con la buggia del inbarggo che ce ma soltanto per il popolo cubano, perche a cuba tyti le medine si trobano soltanto in chavitos no in pessos cubanos? perche si trova la cocacola? che e una delle mollti nasionale che piu oprime i popoli dei terso mondo,perche tutto cuello che voi lo trovi vasta che tu avvia dei chabitos in mano? perche cualuncue straniero puo essere libero di fare cuello che li pare senza essere disturbato,perche perche perche perche? ci sono tante di cuelle domande che rimangono sempre senza risposta, l'unica rispota e che noi doviamo sofrire ed essere orgogliosi di sofrire perche altri estranieri tipo lei o gianni mina si posono riempire la boca per poter parlare, e cossi tanti politici cubani continuino a oprimere il popolo a suo piacimento, be grazie tante del aggiutto che estate dando a cuba ma ne facciamo ameno intendo il popolo

dargy ciberio
dargy   
 
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Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
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