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Eutanasia clandestina. Lo scandalo che non c’è
 
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   07-04-2007
So di essere setuto sul posto sbagliato.
Ma so che l'"immagine" che vi offro è quella riflessa dello specchio. Quella che vedete a destra in realtà sta sinistra.
Le mie convinzioni su Piergiorgio, quattro granelli di sabbia, non sono per la vostra mente cosciente, ma per la immensa potenzialità di quella profonda.
Non scrivo per convincere ma per riflettere.

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Un granello si sabbia in memoria di Piergiorgio Welby
E se la sabbia del deserto fosse la Verità?
Chi può asserire di conoscere l’architettura di un granello di sabbia in tutta la sua macrocosmica grandezza ed in tutta la sua microscopica infinitesimale dimensione? E se così fosse, avrebbe scoperto la natura della sua essenza e del suo divenire?
E se la mente fosse il deserto di sabbia? La coscienza vigile, attenta, pensante, decisionale, serena o turbata, sana o malata, lucida o offuscata, razionale o irrazionale, libera o condizionata, quanta parte occuperebbe nel deserto della mente? Io dico: lo spazio di un granello di sabbia per l’uomo “comune” e per il genio, il poeta, l’artista, lo scienziato, il santo tanta sabbia quanta ne può essere contenuta in un pugno.

Ed ecco come una parte della verità sta in tutte le ragioni così come la ragione contiene sempre una parte della verità, sia del laico che del religioso.
Ma quanta? Prendi un pugno sabbia dal deserto: questa è la porzione di verità che ti offre la tua mente cosciente e la chiesa del tuo tempo.
Il “farsi suicidare” da una condizione alterata della mente cosciente non sarà mai la decisione di un libero arbitrio padrone assoluto del Regno della Mente, ove risiedono tulle le più sublimi ed inimmaginabili virtualità. Laddove l’Individualità dell’Io più profondo, si ricongiunge con la matrice che l’ha emanato e ad essa identificandosi ne acquisisce, in potenza, attributi e divinità.
E la vita terrena di Piergiorgio programmata per sua libera scelta nella notte dei tempi ed intensamente vissuta in un attimo della sua eternità, anche se interrotta per le ragioni di un pugno di sabbia, nulla toglie ma molto aggiunge alla sua ricchezza spirituale d al suo cammino evolutivo nel ritorno al Padre attraverso quella scala di valori di cui tanta ne ha percorsa nella sua breve vita di quanto l’umanità nella maggioranza ne percorre in un secolo.
E questo è l’autentico patrimonio di Piergiorgio.
Per il resto: delitto o non delitto, che l’ UOMO rifletta!

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Un altro granello di sabbia per Piergiorgio Welby
Caro Piergiorgio,
anche io ho provato commozione per la tua sensibilità e per l’amore che hai nutrito per la vita e per tutti. Generalmente chi nutre tanto amore per gli altri ne ha un po’ meno per se stesso. Rispetto la tua volontà anche se rimango della convinzione che il tuo “Spirito” – la mente profonda - è rimasto ad osservare senza intervenire, con la “Sua autorità”, alla premeditata decisione.
Certo non te ne sei andato in silenzio.
A meno che, e ora ne sono convinto, l’abbia fatto di proposito per attirare l’attenzione del mondo scientifico, perchè all’uomo non serve l’accanimento ma la scoperta del farmaco, la prevenzione e la guarigione.
Una provocazione?
No! Una accusa precisa al “progresso”.

Si spacca l’atomo, si va sulla luna, si configurano e si organizzano miliardi e miliardi di informazioni in un piccolo monitor , che tutto lo scibile umano si chiami internet, si investono miliardi e miliardi per il benessere, per lo sport, la tecnologia…….e non si dirotta la maggior parte di tutte queste risorse per debellare la fame, le guerre e le malattie.
Mille, centomila scienziati dovrebbero essere rinchiusi in un bunker per uscire solo quando avrebbero risolto i problemi che affliggono l’uomo.
E che nessuno mi dica che è impossibile. Niente è impossibile all’uomo, se lo vuole.
E’ per questo che Cristo andò sulla croce, che il martire si fa Santo, che tu riscatti tutti i Piergiorgio che giacciono non in attesa che la legge li uccida, ma che l’UOMO LI GUARISCA.

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Una bara bianca per Piergiorgio.
A Loredana che mi ha inviato la canzone di Simone Cristicchi.
Grazie del commento e del testo della canzone.
Rispetto la tua riflessione su welby ed è molto poetica la canzone.
Ma l'autore è sano e pieno di vita e… di successo, mentre Piergiorgio era solo
tra tante ombre oscure, immerso e perduto nei suoi pensieri.
Anche lui ha scritto dei bellissimi versi poetici, toccanti e
pieni di amore per la vita e per il mondo intero.
E quando Piergiorgio scriveva era pieno di vitalità, di voglia di vivere, e anche con la sua sofferenza "correva" incontro alla vita. Ne sono convinto.
Uno Spirito elevato che sa di poter dare tanto, non decide di negare agli altri
e a se stesso le perle della sua stessa saggezza.
Tutto quanto, invece, girava attorno a lui, amici, familiari, medici, politici
era un elogio alla morte, un'attesa, un atmosfera lugubre e pregna di energia negativa. Nessuna esortazione alla vita, ma uno squallido movimento mediatico e politico.
La camera della morte allestita da tempo.
E il Gesto non s'è fatto attendere.
Un boia laureato per l’occasione e pochi intimi corvi neri furono le ultime immagini che i begl’occhi di Piergiorgio furono costretti a vedere mentre gli porgevano la cicuta.
Nessuno dei presenti avrà pianto. Le lacrime sono venute da chi non l'ha conosciuto.

*****************

Io ho pianto.
Ho pianto mentre scrivevo quest’ultima provocazione, perché sono emotivo e perché so di non essere compreso, questo poi credo che sia un mio karma.
Io non sarei mai capace di pensare di dire: ti amo, ti amo da morire ma ti tolgo la vita per il tuo bene, per non farti soffrire e perché tu me lo chiedi.
Qualcuno “grande più di tutti noi”ebbe a gridare nella sofferenza della croce: “Padre mio perché mi ha abbandonato”.
E che vuol dire?
Che l’aveva con Dio, che lo lasciava morire invece di salvarlo?
Che non voleva morire dopo che era venuto sulla terra e programmata la sua vita ed in particolari la sua morte?
Ed ancora ai suoi carnefici: “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”
E che vuol dire?
Che la morte che stavano per dargli era tanto grave da non riconoscersi il diritto del perdono e invitava il Padre a farlo.
Non c’è perdono umano per chi si arroga il diritto di togliere la via di un uomo per nessun motivo.
Ed io non smetterò di scrivere provocazioni su provocazioni che hanno un unico obiettivo: Che l’Uomo rifletta!

Grazie per l'attenzione e Buona Pasqua Michelangelo
http://michelangelok.spsces.live.com

michelangelo   
 
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Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
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