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Gordiano Lupi. Omaggio per i Centosessanta anni dalla nascita di José Martí
 
Commenti presenti : 7 In questa pagina : da 1 a 7
   31-01-2013
Pues, Marc, os dirè que en igual modo, cuando disentiò con el General Màximo Gòmez, despuès del encuentro en Honduras en el 1884, donde tambièn presenciò Antonio Maceo; èl habrìa criticado con fuerte energìa. Tal vez, como hizo dos dìas despuès en una carta al Generalisimo. De hecho, me hubiera gustado mucho, que un Josè Martì hubiese corregido la batalla del pueblo en un sentido màs plural. No obstante, Ud. no deberìa confundir mi razòn de independencia, con la falta de espìrito crìtico y de pluralidad. Mi Patria, debe ser plural, democràtica; pero sobre todas las cosas Independiente y soberana.
Os dejo el inicio de la crìtica del Apostol al Generalìsimo.
"Distinguido General y amigo:
Salí en la mañana del sábado de la casa de Ud. con una impresión tan penosa, que he querido dejarla reposar dos días, para que la resolución que ella, unida a otras anteriores, me inspirase, no fuera resultado de una ofuscación pasajera, o excesivo celo en la defensa de cosas que no quisiera ver yo jamás atacadas, -sino obra de meditación madura:-¡qué pena me da tener que decir estas cosas a un hombre a quien creo sincero y bueno, y en quien existen cualidades notables para llegar a ser verdaderamente grande!-Pero hay algo que está por encima de toda la simpatía personal que Ud. pueda inspirarme, y hasta de toda razón de oportunidad aparente: y es mi determinación de no contribuir en un ápice, por amor ciego a una idea en que me está yendo la vida, a traer a mi tierra a un régimen de despotismo personal, que sería más vergonzoso y funesto que el despotismo político que ahora soporta, y más grave y difícil de desarraigar, porque vendría excusado por algunas virtudes, embellecido por la idea encarnada en él, y legitimado por el triunfo."
Manigüero   
 
   31-01-2013
Le statue riflettono le intenzioni dell’autore, non necessariamente quella del “statuato”. La statua della che parliamo è sul Malecón e indica con gesto esplicitamente accusatorio l’edificio della Sina. Certo non è contro la Sina, né contro gli Usa, senonché contro la politica interventistica, aggressiva e imperiale del governo Usa, basi immobili del pensiero di Martí, assieme al desiderio d’integrazione dell’America Latina senza l’imperio Usa.
«Il mostro» dice. Più chiaro di così…
Sarebbe curioso sapere cosa penserebbe Martí sull’uso del suo nome per le emittenti di radio e tv GOVERNATIVE degli Usa gestita dai cubani-statunitensi che ancora oggi prendono partito accanto al Blocco, l’Helms-Burton, l’intervenzionismo; così come accanto del saccheggio dei popoli di America Latina e si impegnano nella loro divisione e sottomissione al potere imperiale Usa.

Leonardo Mesa   
 
   31-01-2013
Maniguero,Martì il suo pensiero lo ha scritto senza possibilità di dubbio nella sua opera monumentale. Pensi che io sia così sprovveduto dal metterlo in dubbio?
Ma la statua è lì,dopo più di 100 anni dalla sua morte, in un contesto politico che molto contrasta con il suo pensiero. La statua la vediamo noi oggi e le diamo il significato delle nostre passioni attuali. Perciò se Mesa ci vede un gesto d' accusa nei confronti dell' Ufficio d' Interessi Usa ( che ai tempi di Martì non c' era ) io ci vedo l' esortazione al bimbo a fuggire dalla dittatura castrista ( che, anch' essa, ai tempi di Martì era di là da venire). E proprio per aver letto qualcosa ( non molto ) di Martì, ho la sensazione che se fosse vivo oggi avrebbe qualcosa da dire che nè a te nè a Mesa piacerebbe molto
marc   
 
   31-01-2013
Marc, si con triste alusiòn pretendes conocer su pensamiento, y es por ello que te dejo el inicio de la carta que escribiò Martì a Manuel Mercado, el 18/05/1895 desde el campamento insurgente de Dos Rios.
"Mi hermano queridísimo: Ya puedo escribir: ya puedo decirle con qué ternura y agradecimiento y respeto lo quiero, y a esa casa que es mía, y mi orgullo y obligación; ya estoy todos los días en peligro de dar mi vida por mi país, y por mi deber —puesto que lo entiendo y tengo ánimos con que realizarlo— de impedir a tiempo con la independencia de Cuba que se extiendan por las Antillas los Estados Unidos y caigan, con esa fuerza más, sobre nuestras tierras de América. Cuanto hice hasta hoy, y haré, es para eso. En silencio ha tenido que ser, y como indirectamente, porque hay cosas que para logradas han de andar ocultas,..."
Manigüero   
 
   30-01-2013
A proposito di statue.
La statua equestre di Antonio Maceo fu orientata guardando verso terra perché gli Usa ritenevano che metterla guardando verso loro era un aggravio.
La statua di Martí nel Parco centrale subì l’oltraggio dei marini americani che salendo sopra la teste fecero anche la pipi. Nessuna scusa dal governo Usa finché la popolazione veramente arrabbiata “consiglio” agli Usa fare un passo in dietro. Così il loro ambasciatore chiede scusse più o meno così: «quello accaduto con la statua di… di… di.. Ma come è che si chiama quello?».

Leonardo Mesa   
 
   29-01-2013
Mesa, ognuno la vede come gli pare: a me sembra che Josè indichi col dito la Florida, per far capire al bambino che deve scappare da quella parte se vuole avere diritto di opinione e pappa buona. Altrimenti, se il suo atteggiamento fosse accusatorio come pensi tu, invece del bambino avrebbe in mano un ak47, o la sua penna accusatoria
marc   
 
   29-01-2013
Bravo, Lupi.
Un appunto. José Martí è l'Appostole, Carlos Manuel de Céspedes, il Padre della Patria.
Mi piace la foto scelta: la statua di Martí con lo sguardo accusatorio sull’Ufficio d’Interessi Usa mescolata alla tenerezza protettiva della semente. A Yoani essa opera non piace.
La statua, di solito viene ripresa dal fronte ma è molto significativa dall’angolo adesso mostrato.
Le torce stano per la "torcia della redenzione" dei mambises, un simbolo che accomuna a tutti due eroi e tanti altri a seguire.
Le prime marcia furono dall'Università fino alla Foga Martiana. La Foga è il posto dove Martí compì lavori forzati nei cantieri di pietra. Nel 1951 fu costruito un museo come finale di un’intenzione voluta già dal 1930.
La prima marcia non ebbe il permesso di Batista ma non fu repressa, rientrando nel periodo di “bonanza” di Batista a seguito del suo secondo colpo di stato.
Le attuali marce sono molto più numerose e più lunghe: all'Università al Parco Centrale dove c'è la statua di José Martí.
Negli anni 90 alcuni intentarono sabotare le marce buttando acqua, oggetti vari e anche pietre e mattoni contro i manifestanti.

Leonardo Mesa   
 
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