Doriana Goracci: Capitalismo oggi e “Manifesto per una nuova politica” di Paolo De Gregori
 
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   12-09-2009
Cra Doriana,

Il procedere per assurdi serve proprio ad esaltare soluzioni diverse.
Accettare la vendita delle armi per condannare gli acquirenti, oppure accettare la prostituzione e manifestare dissenso verso chi ne profitta (non utilizza, ma profitta, spesso, dello stato di necessità) vuole solamente proporre una via diversa che parta da un momento culturale di rifiuto della guerra da una parte e di rifiuto dello sfruttamento dall'altra.
Pensa un po' che bello se le industrie delle armi continuassero a produrre senza reperire acquirenti; sancirebbe una inversione di tendenza su base ben più solida di una semplice, ma formale, condanna, perchè la pubblica opinione avrebbe espresso la sua condanna con ben maggiore incisività. Troppo spesso ci sentiamo con la coscienza a posto nell'avere espresso una opinione; ma rimane lì limitata a rimanere un punto di vista.
L'approfondimento etico non può essere dipanato dalle parole, ma dalla modificazione culturale.
Ho visto in TV una vecchia intervista a Mike Bongiorno, nella quale esprimeva il suo dissenzo alla qualità delle TV, all'esaltazioone della violenza e al nudismo imperante per accelerare le carriere (...fino a ministro).
Ho molto apprezzato la sua coraggiosa affermazione, anche se gli costò il mancato rinnovo del contratto mediaset, ma certamente ha inciso su qualche (o poche) coscienze.
Non credere che questo ping pong rimanga un dibattito a due; c'è molta gente che legge e non interviene; quando rispondo al tuo commento, o a qualunque altro, mi rivolgo, prevalentemente a quanti leggono e lì si fermano; magari ricevo una mail dove vengono esposte critiche o apprezzamenti, segno che c'è stata la presenza.
Rosario Amico Roxas   
 
   12-09-2009
Caro Rosario non vorrei fare ma di fatto sembra lo sia, un duetto a botta e risposta con te... ti rispondo. Quando dici che "la vendita di armi, di per sé, non sarebbe un male; il problema nasce dal fatto che ci sono gli acquirenti. Esistendo una domanda è regola di mercato liberista che venga fuori l’offerta" io ti chiedo se ci stai a questo gioco del bene e del male. Allora, perchè è un male la prostituzione? Anche lì esiste un mercato e fiorente, c'è chi domanda e quindi chi offre. Ci distinguiamo anche in questo, si fà ma non si dice l'autore, tranne certe "strunzate" di targhe multate e guardoni pizzardoni. Quando vogliamo liberarci da questa paura di dire no totalmente alla legge delle Merci?
Agli sceriffi che ci proteggono dalle pallottole vacanti e dalle mignotte, dal diverso?
Che sia poi il mondo della democrazia liberal liberista, non solo non cambia niente ma inquina ancora di più le menti già abbondantemente offuscate dall'Allegria!
Ma tu che ci fai o ci faresti con un'arma, a parte la parola?
Buona domenica se non ci risentiamo...

Doriana Goracci   
 
   12-09-2009
Cara Doriana,
la vendita di armi, di per sé, non sarebbe un male; il problema nasce dal fatto che ci sono gli acquirenti. Esistendo una domanda è regola di mercato liberista che venga fuori l’offerta.
L’industria delle armi americana produce il 35% del PIL USA !
Amministra il Pentagono che in realtà non è altro che una lobby venditrice di armi.
Bisognerebbe indagare chi sono gli acquirenti, cosa hanno acquistato e per farne cosa.
Tutta una serie di quesiti che i governi mimetizzano dietro il segreto di Stato (così come segreto di Stato è il porticciolo abusivo, costruito in terreno demaniale, in un’ansa della proprietà del cavaliere nella sua villa Certosa, il tutto a spese dei contribuenti, in quanto “segreto di Stato !!!”.
Mi piacerebbe sapere, per esempio quale progetto c’è intorno all’acquisto di un arsenale di bombe ad altissimo potenziale, effettuato da Israele durante gli ultimi mesi di governo Bush.
In un post sul tema, ho elencato anche la tipologia di bombe e ci fu anche una risposta, ovviamente coperta da uno pseudonimo (che si è ripetuto in altre occasioni, tal che mi fu possibile individuare la provenienza che risultava essere l’ambasciata di Israele a Roma); in tale risposta, invero laconica,. Non si smentiva l’imponenza dell’acquisto per 319 milioni di dollari, ma si confermava che quelle bombe, decisamente di aggressione e non certo di difesa, si trovavano in buopne mani, essendo il governo di Israele bel lontano dall’ipotesi di utilizzazione. Ma allora perché acquistarle, peraltro con una partita di giro assolutamente risibile, in quanto le aziende produttrici sono in mano ai sionisti, acquista il governo sionista, ma finanziava il governo USA di Bush !!!!.
Ribadisco la cifra: 319 milioni di dollari. La cifra non è campata per aria: la si trova tra le righe di un rapporto del Congresso americano della prima decade di ottobre 2007, perchè gli Stati Uniti vogliono vendere ai preziosi alleati israeliani armi in grado di far loro mantenere il "vantaggio qualitativo" militare e nel contempo favorire gli interessi strategici e tattici degli Usa in Mediooriente.
Nel dettaglio, si tratta di
• 500 "bunker busters" da una tonnellata capaci di frantumare bunker di cemento spessi più di due metri;
• 2500 bombe "normali" da una tonnellata;
• 1000 da mezza tonnellata;
• 500 da 250 chili, altri cinquecento
• ordigni di varia natura.
L'apparato militarindustriale americano sa di poter contare sui buoni uffici della Casa Bianca, del resto c'è una formidabile affinità d'interessi con le aziende del settore israeliane, e per non mettere troppo in imbarazzo il governo sionista si è ricorso ai soliti fondi garantiti dagli ancora più consueti finanziamenti agevolati.


Rosario Amico Roxas   
 
   12-09-2009
Allegria! Tanti posti in più per i nostri giovani congiunti che vorranno fare i reporter di guerra in pace...NEW YORK - L'Italia e' il secondo venditore di armi al mondo, superato solo dagli Stati Uniti. Lo rivela un rapporto del Congresso di Washington. Il governo italiano ha venduto 3,7 miliardi di dollari di armi nel 2008. (RCD)
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/Armi-Italia-secondo-venditore-mondo/11-09-2009/1-A_000046379.shtml
Doriana Goracci   
 
   11-09-2009
L’urgenza di ritornare al governo è data dall’esigenza di riprendere il discorso lì dove è stato fermato, con l’aggravante di voler coinvolgere anche il partito che dovrebbe opporsi a tali manovre, sfruttando gli appetiti di poltrone che condizionano tutte le regole etiche della politica".
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Mi corre obbligo porgere le mie scuse; non ho riletto ciò che stavo inviando.
Si tratta di un articolo scritto ai tempi del rantolante governo Prodi e dell'attività frenetica del cavaliere per tornare al governo.
Da qui l'equivoco. Mi servo spesso di miei articoli, catalogati, e già pubblicati; stavolta avrei solo dovuto aggiornare i tempi.
Resta il fatto di avere anticipato ciò che sarebbe accaduto e sta accadendo.
Questo disguido è dovuto alla fretta di rispondere, anche perchè, mediamente, ho un centinaio di mail cui dare seguito.
Il coinvolgimento a cui mi riferisco riguarda l'UDC, in quanto ebbi chiara la sensazione di u8n disimpegno dal berlusconismo.
Rimane il nodo centrale della democrazia che genera il capitalismo e il capitalismo che tende a distruggere il sistema democratico privilegiando un autoritarismo in grado di reggere l'urto delle masse popolari.
Nel mondo arabo ciò non avviene perchè ogni capo di Stato si fa la sua personale "deviazione" religiosa e di quella si serve per tenere a bada e neutralizzare il dissenso, anche a costo di stimolare guerre interne di religione.
Entrambi i sistemi hanno un medesimo scopo: l'annientamento della lotta di classe: i primi con l'autoritarismo e i secondo con il fanatismo religioso.
Scusa l'equivoco e grazie per avermelo fatto notare.
Rosario Amico Roxas   
 
   11-09-2009
Caro Rosario, mi spiace ma ti rispondo io anche se rivolgi una domanda osservazione a Paolo De Gregorio, che spero legga e saprebbe essere sicuramente più coerente di me su quanto esponi, io non sono preparata sulla Cina di ieri e di oggi, tantomeno su Marx ma voglio esprimermi e trovo anche capitani coraggiosi come Claudio di Scalzo che mi mette in prima pagina mentre le prime sono invase da ben altri appelli dell'Informazione Firmata, dalle 10 ora diventate 40 domande repubblicane a Lui, da vaccini come Trattamenti Sanitari Obbligatori, escort e porcate varie e torno a te dopo un grazie alla redazione non di routine: vado al tuo finale perchè non mi è chiaro niente forse neanche a te quello che ho scritto."L’urgenza di ritornare al governo è data dall’esigenza di riprendere il discorso lì dove è stato fermato, con l’aggravante di voler coinvolgere anche il partito che dovrebbe opporsi a tali manovre, sfruttando gli appetiti di poltrone che condizionano tutte le regole etiche della politica".
Rosario nè io nè Paolo abbiamo fatto minimamente cenno a questo Ritorno e chi mai poi li ha fermati, è stato così cattivo ed abile ad opporsi alla loro strenua Opposizione?
Si cerca quì di far emergere a forza di tamorriate quanto hanno dimostrato certi grandi vecchi ieri e certi giovani oggi che siamo capaci di liberarci da soli ; ma sappiamo farlo provvedendo a quelle tre fastidiose primarie cose, quali mangiare bere dormire? In passato ce l'hanno fatta, potremmo recuperare un po' di tempo e terra perduta, di acqua ed energia non solo solare guardando a chi già tenta e ha tentato? Facciamo emergere, copiamo chi è sommerso dall'invisibilità, qualcuno offre la sua esperienza, qualcun' altro la consapevolezza della sua precarietà.
Basta iniziare, tentare di volgere lo sguardo ad altro che sia questa furia volgare, dove sembra che il nostro destino dipenda da una puntata Tv, dal togliere il bavaglio, quando a noi ce lo mettono sempre, tanto se siamo in silenzio, tanto se gridiamo. Disadattiamoci da questo Sistema, a piccoli passi per carità, ma iniziamo per la Madonna delle Galline, emersa anch'essa grazie ad un commento a questo testo, anzi sono 3 i commenti stra-ordinari. Sono lunghi e diversi, presente, passato e futuro, senza neanche esserci messi d'accordo. aAla fine metto i link per chi volesse leggerli.
Non è in pericolo incombente, Rosario, il sistema democratico, siamo noi che stimo scivolando nella discarica dei rifiuti e anche se adoro ricilcare, vorrei essere io a scegliere come vivere e morire. Ti abbraccio sperando di essere stata chiara, anche se questo tentativodi articolo è infarcito di confusioni tipografiche. I limiti e gli sconfinamenti del web...

http://snipurl.com/rr65q
http://snipurl.com/rr5vo
Doriana Goracci   
 
   11-09-2009
n Cina il passaggio dal comunismo al capitalismo non è nemmeno stato comunicato ufficialmente alla popolazione.
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Ma in Cina non è avvenuto nessun passaggio dal comunismo al capitalismo.....
Il comunismo è al potere, mentre il capitalismo rimane ai margini per pochi eletti che permettono allo Stato di fare cassa. Il Gap tra i pochissimi ricchi e tutti gli altri poverissimo non è economico, ma politico.
La democrazia ha bisogno del capitalismo; possiamo affermare ciò dalla considerazione che l’asse che divide il pianeta non è più rivolto al dualismo democrazia e comunismo, bensì tra democrazia e autoritarismo. Accade ciò per via dell’inversione dei termini, in quanto il capitalismo non ha bisogno di democrazia, ma si serve dell’autoritarismo.
Eclatante risulta, proprio, l’esempio della Cina, unico paese al mondo dichiaratamente comunista, diventato accentuatamente capitalista. Il gap tra Cina ricca e Cina povera sta aprendo una voragine incolmabile; i ricchi, diventati spesso ricchissimi, vivono nel lusso tipico di chi esercita una rivalsa contro le privazioni subite, i poveri sono diventati poverissimi, mentre la loro povertà diventa dinamica ed è destinata a crescere.
La Cina è diventata la capitale mondiale delle manifatture, ha invaso il pianeta e continua a dilatarsi anche verso le tecnologie più sofisticate; ciò significherà un sempre maggior utilizzo degli automatismi produttivi a discapito del lavoro manuale, che oggi è oggetto di sfruttamento, e domani non ci sarà neanche questo perché le macchine sostituiranno l’uomo.
Ma i comunisti cinesi dove sono stante il capitalismo incombente ?
Sono al governo e mantengono una situazione autoritaria che consente di tacitare qualunque forma di dissenso.
Da ciò deriva la considerazione che il gap nella popolazione cinese non è soltanto economico, ma è principalmente politico.
E’ la politica che mantiene lo stato di terrore e domina incontrastata ogni aspetto della vita pubblica e privata. La magistratura è politicizzata, non esistono sindacati, non esistono controlli di sicurezza sul posto di lavoro; esistono soltanto privilegi per quanti riescono a produrre, esportare e incrementare il PIL cinese, e sfruttamento nei confronti della stragrande maggioranza del paese considerata esclusivamente come mezzo per incrementare la produzione.
L’Italia si sta avvicinando al modello cinese, con differenze semantiche ma non sostanziali. Invece di un governo comunista, si prospetta un governo liberista; ma entrambe le forme di governo necessitano dell’esercizio autoritario e puntano alla produzione, alla competitività, al mercato, ai consumi, concedendo ampie facilitazioni ai proprietari dei mezzi di produzione, permettendo lo sfruttamento dei prestatori d’opera, che vanno diventando sempre meno indispensabili perché sostituibili con macchine oppure attraverso le delocalizzazioni produttive.
Da queste considerazioni le mie più volte sostenute argomentazioni circa il pericolo incombente per il sistema democratico.
Una maggioranza liberista, tutte protesa verso il capitalismo più sfrenato, non ha bisogno di democrazia e tenderà a trasformarsi un governo autoritario.
Già ci sono le prime avvisaglie nei programmi che prevedono l’azzeramento dell’autonomia della magistratura, che non deve mai più intervenire nei reati fiscali ed economici, la maggior parte già resi inefficaci con le depenalizzazioni; la maggior autorità al leader secondo una deriva presidenzialista sarà l’anticamera di una dittatura della maggioranza; mentre lo Stato dovrà essere assente nel perseguire ma attentissimo nel reprimere, dispensatore di servizi utili al mondo produttivo (strade, autostrade, TAV, ponte sullo stretto, aeroporti) ma lontanissimo dal valutare l’esigenza di una crescita equilibrata dell’economia.
I primi passi sono stati compiuti dal governo Berlusconi, con la precarietà del lavoro giovanile, in modo da poter esercitare il ricatto “questo o niente”; con i periodici e preannunciati condoni fiscali che stimolano l’evasione; con l’assoluta distrazione dei controlli sulla sicurezza sul posto di lavoro, avendo praticamente eliminato la categoria degli ispettori del lavoro, perché la sicurezza costa e minaccia la competitività, mentre i morti tacciono e non creano problemi.
L’urgenza di ritornare al governo è data dall’esigenza di riprendere il discorso lì dove è stato fermato, con l’aggravante di voler coinvolgere anche il partito che dovrebbe opporsi a tali manovre, sfruttando gli appetiti di poltrone che condizionano tutte le regole etiche della politica.

Rosario Amico Roxas   
 

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - R.O.C. N. 7205 I. 5510 - ISSN 1124-1276