Anna Lanzetta: Contro l’analfabetismo della sicurezza
 
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   27-05-2009
Saluto la sensibilità di Anna Lanzetta e ringrazio per quanto posso legegre in un giornale libero dal razzismo italico. M.
Mariano    
 
   12-05-2009

Cari miei ex studenti...esagerati! Ma ora fuori i nomi, altrimenti, in memoria, sapete ciò che vi aspetta. Scherzo...Di quale istituto? Mi basta un nome e capirò. Vi abbraccio, carissimi, e a questo punto, vi voglio a casa o se avete la mia mail, scrivetemi. Con affetto
Anna Lanzetta
Anna Lanzetta   
 
   12-05-2009
Un ricordo, un pensiero
Carissima Lucia, è con gioia che leggo il tuo commento che il Direttore ha postato in prima, perché meritevole. I tuoi ricordi sono lo specchio della storia del nostro paese; la valigia di cartone che ancora molti conserviamo è il simbolo indiscusso della nostra storia calata in un tempo non molto lontano, quando costretti, ci mutavamo in emigranti all’interno del nostro paese o in paesi lontani, alla ricerca di fortuna, chi per sé, chi per la famiglia, costretto a lasciare; anche noi dunque necessitati allora a essere stranieri. Ma le cose si dimenticano, e troppo in fretta, a quanto pare; la valigia di cartone più che contenere necessità, sembra oggi destinata a contenere un passato che si vuole a forza ignorare per agire senza coscienza contro chi chiede a noi aiuto, a noi, che boriosi e tronfi di vittoria, li precipitiamo nell’abisso del rifiuto. Come dicono i lettori, in alcuni commenti, e come è giusto che sia, bisogna parlare di tutto ciò che oggi oscura la nostra identità, parlare contro le false vittorie perchè non è mai vittoria, quando si mettono in pericolo vite umane e quelle di bimbi che nessuna colpa hanno se non quella di essere nati sfortunati. Cara Lucia, parliamone e in fretta, unitamente a tanti altri problemi che ci riguardano da vicino e che si tende a celare: il crollo della scuola, i tagli insensati alla cultura, le forti indigenze, i terremotati, il futuro gravemente incerto e infiniti altri. La lotta contro immigrati e clandestini è la misura della nostra fragilità, per mettere a tacere tutti ci voleva un capro espiatorio ma non diventeremo certo lindi, puliti e sicuri, fino a quando il buio albergherà nei nostri cuori, coprendo il vero sentimento di solidarietà che ogni credo, ogni religione predica alla radice della propria verità. Sento che il grido contro le menzogne e il dolore serpeggia in ognuno di noi, ma non tutti trovano il coraggio di manifestarlo. Cara Lucia, chi come noi dialoga ogni giorno con i giovani, con i ragazzi, con l’infanzia che si affaccia al mondo, sente il dovere morale di dire loro che altri sono i pericoli che li investono, non l’immigrato, non il clandestino, non il colore diverso ma le mistificazioni del reale, le falsità, le mancate ideologie, le ricchezze di pochi a danno di molti. È terribile ciò che è successo in questi anni in cui i modelli sono cambiati a danno dell’umiltà, della semplicità, dell’accoglienza, della solidarietà. Il pensiero più atroce che mi affligge è quello di genitori che, accecati e assuefatti da questa costumanza, educheranno i propri figli ai modelli di un gretto conservatorismo e che un giorno dovranno loro spiegare perché esistono tante -Italie-, perché viviamo divisi sotto lo stesso tetto, perché l’Italia non si scuote più dalle Alpi alle falde di Scilla, perché, accecati, abbiamo affidato il paese a esseri che l’hanno così mutato.
Cara Lucia, gli studenti del plesso che tu dirigi, di ogni età, li ho incontrati e sono bellissimi per ingenuità e candore. Ritornerò a San Marcello, ogni volta che vorrai, perché nulla turbi la loro fantasia, immaginazione e sogno; perché creino le loro storie di fantasmi, di attese e di amore; perchè vivano una crescita armoniosa e senza pregiudizi, una serenità quale io ho percepito nella dolce Fatima; sai Lucia loro non hanno la lingua scritta eppure Fatima mi ha chiesto una penna, forse voleva dipingere la sua vita.
Non smettiamo il nostro dialogo, aperto a quanti vorranno dare il proprio contributo, perché qualcosa si fermi e si dipani il buio che al momento ottenebra ogni cuore.
Forse sarò ripetitiva, ma fino a quando avrò voce continuerò questo mio dialogo, forse insieme potremo far sì che si avveri ciò che oggi sembra impossibile.
Le mie scuse al Direttore. So che i commenti devono essere brevi, come è giusto che sia, purtroppo mi lascio prendere la mano.
Un abbraccio di cuore, carissima AMICA, a giugno daremo corpo al progetto che tu sai, conservami il posto a casa tua e mi muterò in topo d’archivio.
Anna

Anna a Lucia   
 
   12-05-2009
Intervento che tutti possono capire perché scritto da una delle prof.sse più brave transitate nella scuola italiana. (Ex studenti di varie sezioni e anni scolastici)
Ex studenti della prof. Lanzetta   
 
   11-05-2009
Non le sembra signora che i veri extracomunitari in Italia siano proprio coloro che fanno di tutto per dividerci? Che non si sentono come noi italiani? Sicurezza? Ma da chi? Che qualcuno ci difenda contro di loro. Come dice Emanuele parliamone!
Marina P.
Marina P.   
 
   10-05-2009
Gentile Emanuele, la ringrazio della sua attenzione. E' giusto parlare del problemi del nostro paese e noi, anche con semplici commenti, lo stiamo facendo e che ben ne vengano altri di contributi come il suo; fino a quando ci saranno voci, come la sua, che sentono il bisogno di discuterne, il paese è vivo nella speranza di una rigenerazione.
A. L.
A. L.   
 
   09-05-2009
Gentile Signora, ho letto il suo commento che ha aggiunto al precedente e lo trovo calzante. Siamo in un macero e difficilmente ci salveremo. Si parla di dittatura altrove e il nostro sistema? Vorrei che tra noi e su questo giornale, si parlasse di più della situazione del nostro paese. Ringrazio.
Emanuele
Emanuele   
 
   08-05-2009

A prosieguo di quanto precedentemente detto e con i miei ringraziamenti per i commenti espressi.

Come si fa a restare indifferenti al cumulo di notizie che affliggono senza pudore il paese. È un fatto storico, dice il ministro, aver rimandato indietro, ma dove non si sa, i clandestini, ma senza impunemente considerare il Diritto internazionale e il bisogno di persone che non si affidano al mare senza dolore ma per bisogno o per sfuggire a persecuzioni o condanne in nome delle proprie idee, aggiungiamo noi.
L’ONU rifiuta tale azione mentre da noi si inneggia alla vittoria da parte di chi con tracotanza crede di aver raggiunto un traguardo.
Mai andrei a sedermi in carrozze riservate ai milanesi perché amo la ruralità contro il finto sangue blu. Povero di animo chi ne condivide tale scelta!.
Ormai siamo inquisiti a livello internazionale. Non esistono persone più razziste di noi. Mi meraviglio per chi sovrintende al Ministero dell’Istruzione: hanno anche il coraggio di parlare di bullismo e non hanno naso per capire che il bullismo ha una matrice sociale e che i primi bulli sono coloro che insensatamente operano violenza e istigano violenza attraverso proposte, leggi e decreti. Ed è ancora più grave che tutto ciò passi in maniera diseducativa attraverso la televisione di cui si fa un uso smodato. Ormai il corpo femminile è diventato oggetto di uso comune per ogni scopo. Chi penserebbe mai di candidare una ragazza che vive nell’anonimato ma che ha ideologie sane ma non sufficienti a colmare magari cinque centimetri di altezza in meno o altro?.
La televisione è un mezzo per informare, ma da tempo è diventata solo un mezzo per mostrare, ognuno a proprio piacimento ciò che si vuole e non più finalizzato al bene comune.
Le ronde è quanto di più turpe si potesse inventare; i medici e i Presidi sono invitati a denunciare e poi? Purtroppo il paese sembra vivere nel torpore. La sicurezza non assicura nulla e la delinquenza dilaga sempre di più a mo’ di ritorsione. La scuola vive una grande sofferenza. La cultura non riesce a riequilibrarsi per i tagli inconsulti che minacciano come machete. Il terremoto in Abruzzo ha tolto il velo, mostrando la verità più crudele che tante parole e promesse vuote non possono lenire. La miseria dilaga in modo impressionante. Quale futuro per le nuove generazioni? Quale assistenza per bambini e anziani senza sostegno? Il quadro è terrificante, chissà in un’Italia che si divide sempre di più quale sarà il futuro degli indigenti o di chi vive a sud di Roma. Un clima di precarietà materiale e ideologica incombe e non lascia respiro. E l’ultima cosa ancora più atroce è che chi a sacrificio paga il canone televisivo o a stento compra il giornale si deve accontentare di un’informazione sempre più manipolata, di intere serate dedicate a chi pensa di discolparsi senza che chi di dovere faccia domande appropriate, senza capire che a nessuno interessa un divorzio o altro da parte di chi si fa beffa del bisogno altrui, perché forte del proprio avere, pronto a mostrarsi in altre vesti offensive per chi ogni mattina deve fare i conti con le proprie tasche; il servilismo sta toccando la punta dell’iceberg e serate in cui ti aspetti un dibattito, assisti a un processo con tanto di difesa subdola; meno male che c’è sempre Emma Bonino a ricondurre alla ragione.
Dicono che aumentano i consensi, allora bisogna pensare che o gli italiani non hanno più la capacità di discernere o che su tutti abbia operato un mago e la sua magia; mai si ricorda negli ultimi anni una tale situazione di assuefazione e senza più individuare colpe, perché non c’è tempo, risvegliamoci in un abbraccio ideologico che spiani il campo alla ragione e ci riconduca a dove eravamo. Utopia? No! Bisogno di sopravvivenza.
Anna Lanzetta

Anna Lanzetta   
 
   07-05-2009
Dobbiamo proprio dire che ogni paese ha il governo che si merita! E noi più squallido di così non potevamo averlo. E poi penso che anche voi giornali parlate poco di questo problema che per me è molto grave. Io, che di anni ne ho,e ho già vissuto altre esperienze, lo vivo male, perchè mi fa paura e male vivo le mie idee che non riconosco più in nessuno.
Giacomo Varriale
Giacomo Varriale   
 
   07-05-2009
Ma quale dirigente scolastico potrebbe prestarsi a tale gioco? La proposta torna intatta a loro.

Responsabile d'istituto   
 

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
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