Maria G. Di Rienzo. Un brutto film
 
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   20-04-2009
Anch'io ricordo Chernobyl, ricordo quei giorni come una malattia, una febbre di paura. Dieci anni dopo il disastro mi ritrovai a fare da interprete nelle colonie di bambini ucraini che per anni sono venuti in Italia, d'estate, a curarsi con l'aria delle nostre Alpi. Ricordo le visite dal medico, i linfonodi ingrossati nei corpi deboli, pallidi, gracili. Ricordo i "miei" bambini che perdevano sempre nelle corse e nei giochi a pallone con i bambini italiani. Ricordo che sapevo giÓ, tutti sapevamo, quale aspettativa di vita avrebbero avuto quei bambini dai capelli dorati. Ogni volta quei ricordi mi riportano l'urlo sordo insieme a quella specie di odore di morte che avevano invaso la terra nella primavera dei miei quindici anni.
el.   
 

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