Sul terremoto
 
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   07-04-2009
Le cose che dice Lidia sono ragionevoli e concrete.
Forse idealizza un po' il "una volta": in Francia, Haute Maurienne (Savoie) (1), qui vicino al confine, c'è memoria viva di morti per valanghe (avalanches) e piene (crues) del fiume Arc, fino a qualche decennio o qualche anno fa. Da allora si è posto riparo efficace: argini alti e forti, paravalanghe in alto sui pendii, che deviano le valanghe nei canaloni. In primavera, col disgelo, si assiste tranquilli alle loro cadute, come uno spettacolo. Ma i vecchi avevano costruito anche in zone pericolose. Ci sono cappelle votive erette per gli scampati alle valanghe.
Poi, le sue proposte sagge suppongono un popolo che sia tale, e non una maceria di soggetti individuali sbriciolati, ciascuno per i fatti suoi. Questo è il terremoto peggiore. Costruire un popolo è il principale lavoro di prevenzione.
Ciao, Enrico
 
(1) Questa valle della Savoia si chiama Maurienne, perché i "mori" arrivarono fino qui, a 60-70 km in linea d'aria da Torino, nella prima espansione araba.
Enrico Peyretti   
 

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