Yoani Sánchez. Contro la mancanza di memoria
 
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   07-12-2008
Anche se non mi piacciono i toni di Luigi de Forte... anche se sono contrario a molte sue opinioni... su tutte quella che un popolo, un intero popolo, sia da denigrare o elogiare, io credo che sue certe osservazioni abbiano un valore.

La mancanza del concetto di famiglia, stare insieme in una stanza non è "famiglia", la necessità di arraffare tutto quello che capita a tiro, una prostituzione (anche minorile) dilagante e supportata dal regime (non ho mai visto tante jineteras quante dentro i locali notturni a gestione governativa)... e così via... sono il frutto diretto dell'orrore castrista.

Chi fa finta di non capire, o addirittura nega tutto ciò, non esprime solamente una opinione diversa... ma nasconde la verità.

Un saluto a tutti
Massimo
Massimo   
 
   28-11-2008
de forte,
e meno male che i dibattiti su cuba ti annoiavano,
comunque abbiamo capito che odi a morte quel paese e quel popolo.
faremo a meno anche di te.
marcello

marcello   
 
   28-11-2008
luigino, quello che usi, allora, non è panettone!. Ti ripeto il consiglio, sgonfiati un pò che fai tanto la figura del pallone gonfiato, non ti prendere nemmeno troppo sul serio, perchè non ti fa bene, ti fa alzare la pressione e ad uno così sono certi scompensi fisici.
nino   
 
   27-11-2008
se pensate che le vostre infantili e stizzite reazioni possano cambiare la tragica realtà di cuba,padronissimi di illudervi.
patria o muerte,alla fine di interminabili sermoni,mentre il sudiciume divorava il paese.
cuba fatiscente,trasandata,sporca,dal malecon spettrale, affollato da fantasmi impegnati nella loro solita,abituale e tragica compravendita.
dove la corruzione è sovrana ed alla quale si inchinano tutti,dal poliziotto rivoluzionario sempre pronto a chiedere il pizzo alla jinetera di turno,all'impiegato della cubana aviacion,al medico che improvvisamente concede la precedenza in cambio del denaro.
dove tutti sono eroi e martiri.
dove le scolarette dalla gonna marrone strizzano l'occhio al vecchio, bieco e bavoso turista.
maiali travestiti da villeggianti che approfittano dell'immoralità di un paese allo sbando e sposano donne scodinzolanti e rese bramose dal bisogno, che non hanno mai avuto una famiglia e nella agognata europa tentano disperatamente di dimenticare e far dimenticare quello che realmente erano e sono.
cuba dove la famiglia non esiste ed il padre è solo un triste produttore di figli.
cinquant'anni di retorica per partorire un covo di ladri,un popolo di mendicanti senza dignità.
un popolo stupidamente coccolato,che passa per gioviale e fiero,quando è sciatto,miserabile e volgare.
cinquant'anni di educazione rivoluzionaria per trasformare il bordello degli stati uniti nel puttanaio del mondo.
luigi de forte   
 
   26-11-2008
Luigi, nessun paese è insignificante: lì ci sono degli umani e nessuno di loro è insignificante.
La “superiorità” e, conseguente, disprezzo per la “inferiorità” altrui è responsabile dei peggiori crimini contro l’Umanità causati dalle bestie, incivili, selvaggi; dagli inumani: gli inferiori.
Si dovrebbe vergognare, Lugi di niente.

Leonardo Mesa   
 
   26-11-2008
luigino, non è a furia di fare uso di panettone, ti sei convinto della tua superiorità intellettuale e morale rispetto ai cubani? Se è così, fanne uso parco, non vorrei che ti gonfiassi troppo.
nino   
 
   26-11-2008
che noia tutti questi dibattiti su un paese insignificante come cuba.
e che squallore tutti questi ex turisti del sesso ora convertiti al castrismo o all'anticastrismo,che se ne vanno in giro con le loro mulattine,tutte rigorosamente più giovani del loro patetico compagno.
quanto a cuba,non c'è niente di più brutto al mondo,un popolo dedito all'alcol,al maschilismo ottuso,alla prostitizione(tutte,anche quelle che oggi fanno le signore in italia ,spagna ecc.ecc.).un popolo insolente e cialtrone,senza alcuna educazione e senso civico.
cuba,dove imperversano i porci d'europa(italiani e tedeschi),in cerca di facili emozioni ed un governo che fa finta di non sapere che sulle strade di quella triste isola c'è scritto tutto il fallimento di una rivoluzione nata per esaltare l'individuo e morta totalitaria e bigotta.
luigi de forte

luigi de forte   
 

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