Yoani Sánchez. Chi teme i libri?
 
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   24-09-2008
Questo "giustificazionismo ideologico", caro Leonardo, che sovente traspare dalle tue 'puntualizzazioni', riporta alle immani tragedie del secolo scorso, ai capitoli dei fascismi, socialismi reali e autoritarismi vari. Ma se vogliamo, possiamo anche andare a fondamentalismi più antichi (o più attuali).
Se andassi in galera per 'reati' d'opinione, anch'io... non starei tanto bene. Tu sì?
Adolfo ha diritto a leggere dei libri in prigione, a parlare al telefono con Yoani e, tramite lei, con noi. Punto. O mi sbaglio?
Cari saluti
Enea Sansi   
 
   23-09-2008
Chi va in galera in Cuba, a titolo di dissidenti, dopo due giorni è gravemente malato, imparagonabile intellettuale e fervente devoto. La realtà è che, due giorno prima, aveva perfetta salute, d’intellettualità poco o niente (salvo eccezioni), e il lavoro svolto era più da Diavolo che da Santi
Nello specifico, non vedo nessuna pericolosità nei libri, e meno quelli che Yoani menziona. Non vedo la ragione perché Yoani ritenga illetterati a chi non conosce. Non capisco come il regime che vuole condannare al silenzio permette che Adolfo trasmetta a Yoani che li servirà d’altoparlante.
Indipendente a tutto, il reclamo implicito nel racconto di Yoani, è giusto. Giustissimo, in ogni caso. Che venga da lei, però, sarebbe giusto se e solo se, non difendesi con cappa e spada la proprietà privata dei mezzi di produzione in un paese del Terzo Mondo. In parole povere, se non difendesi il capitalismo sotto sviluppato. E siamo arrivati al punto! Proprio il capitalismo sotto sviluppato è campione in negare diritti, libertà, istruzione, conoscenza informazione e cultura. Nega, con l’analfabetismo, l’oppressione e lo sfruttamento, la possibilità di leggere e di scrivere.

Leonardo Mesa   
 

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