Taxi: siamo per la completa liberalizzazione!
 
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   02-06-2007
La testa dura, caro Mastrantoni, l'avete Voi che continuate a perseverare sulla linea del nuovo liberismo, dettato da "Scienziati" economisti dell'ultim'ora (Giavazzi?), che tanti danni ha gia' fatto e che adesso volete sottoporre al settore dei taxi. Il Suo giudizio non rispecchia neanche quello dei politici europei che hanno visto il disatro nell'attuazione della deregolamentazione laddove attuata. E lei,voglio aggiungere, è troppo intelligente per non saperlo...getti la maschera. Una deregolamentazione porterebbe alla fame il settore! Perchè non la si applica ai lavoratori dipendenti? Io assumo chi lavora a meno! questo non sarebbe l'applicazione della sua teoria? Tutto costerebbe meno.... I problemi di Roma se li deve risolvere Roma... in altre città questo liberismo provocherebbe soltanto dissesto. Ma a chi è sordo, questo non interessa. Queste qui sotto sono considerazioni che cito affinchè il cittadino sappia chi siamo, e non si faccia gettare fumo negli occhi da chi si dice difensore dei consumatori, ma che in realtà è soltanto difensore dei MONOPOLI!(leggi commenti sopra per capire la finalità di questi neo economist distructors).
Questo invece è un link che porta ad un sito americano di difesa dei diritti civili che individua nel nuovo liberismo Italiano e in particolare sui Taxi Italiani, la solita scusa per mettere le mani dei potenti monopolisti su un settore economico. Spero soltanto che NON sappiate quello che dite, altrimenti dovrei pensare che state aiutando consapevolmente i pochi ricconi potenti ad allargare il proprio potere economico politico (confindustria, coop, Fiat, Montezemolo,... i soliti insomma)
http://www.larouchepac.com/pages/breaking_news/2007/05/21/italy_taxi.shtml
Concludo dicendo...Viva la libertà, quella vera, quella che vedo attorno a me quando a guidare un taxi c'è un giovane della mia città che si sacrifica per portare a casa quello che realmente produce, e non un fisso mensile per fare arricchire il CAPO! ABBASSO i MONOPOLISTI!


........................dal sito di UNICATAXI

Forse non tutti sanno che il servizio taxi...

Nulla costa alla collettività: viene pagato solo da chi fruisce del servizio senza ulteriori costi indiretti mascherati sotto forma di tasse, diversamente da quanto avviene con altre tipologie di servizio pubblico ;

Lavora con tariffe non decise dai taxisti: le tariffe sono sempre concordate con l’ Amministrazione Comunale e con un’ Associazione dei Consumatori. Esse possono variare da una città all’ altra in base al costo reale della vita. Il Decreto in discussione in questo periodo non prevede nulla in merito a presunti cali di tariffe….

Ha investito milioni di euro in nuove tecnologie satellitari: le Cooperative che erogano il servizio radio taxi, i cui costi sono poi sostenuti dai soci taxisti, hanno investito somme ingenti al fine di rendere sempre più efficiente ed economico per il cliente, questo servizio. La tecnologia GPS satellitare rileva la vettura più vicina all’ indirizzo del chiamante e la dirotta per l’ evasione della corsa. Il cliente attende e spende meno;

Svolge il proprio servizio a Bologna con un’ attesa media di circa sette minuti: probabilmente si attende di più alla cassa di un ipermercato (non necessariamente vicini a Natale altrimenti…….) o in posta, o in un negozietto qualunque di alimentari;

Ha da sempre estremo riguardo nei confronti di bambini e persone diversamente abili;

Sta da tempo lavorando sulla costituzione di una valida tariffa di taxi collettivo: potere trasportare più persone con destinazioni diverse ma lungo lo stessa direttrice nella stessa vettura, consente di ottenere un forte risparmio per gli utenti, una minore attesa nei punti critici (stazione e fiera) e un beneficio a cascata sulla città, del servizio offerto;

Applica tariffe che, come media nazionale, sono al 14° posto assoluto in Europa: questo significa che in altri 13 paesi europei, l’ utenza paga di più per un servizio analogo;

Ha come spesa primaria il carburante: nell’ ultimo anno il costo del gasolio è cresciuto di circa il 25%, senza determinare alcun adeguamento delle tariffe in vigore. L’ aumento è stato interamente “assorbito” dai taxisti senza incidere sulle tasche degli utilizzatori!

Viene svolto con una flotta di vetture moderne, sicure e di classe medio-alta;

Ogni taxista, che è un lavoratore artigiano, lavora mediamente dalle 60 alle 70 ore settimanali (spesso di notte e ne giorni festivi) e si assume un RISCHIO cosiddetto di Impresa;

Non è una lobby: siamo una categoria che lavora con licenze (da sempre incrementabili a discrezione delle Amministrazioni Comunali secondo un criterio di programmazione), con tariffe non decise autonomamente e soggetta ad un Regolamento comunale. Come possono definirla lobby?

IN SINTESI NON SIAMO PERFETTI, MA LAVORIAMO SERIAMENTE PER OFFRIRE IL MIGLIOR SERVIZIO POSSIBILE ALL’ UTENZA, NEL RISPETTO DELLE CARATTERISTICHE PECULIARI DELLA NOSTRA CATEGORIA!


Marcantonio   
 
   01-06-2007
In occasione dello sciopero nazionale dei taxi del 31 maggio, il Movimento Solidarietà sta diffondendo il seguente volantino che riprende lo studio di Claudio Giudici che dimostra come la campagna di liberalizzazioni proposte dall'attuale Governo è in realtà un ulteriore passo verso lo smantellamento dell'economia produttiva in nome della globalizzazione. Il volantino è stato ripreso da numerose associazioni di tassisti, tra cui il SATAM (Sindacato Artigiani Taxisti di Milano e Provincia), e ha già provocato un acceso dibattito su molti blog.

Per la riproduzione e distribuzione è disponibile
una versione .PDF in fondo a questo documento



Taxi: un'altra vittima del 'libero' mercato

Nonostante i mass media abbiano condotto un’incessante campagna per convincerci che il servizio taxi in Italia sia caro ed inefficiente, uno sguardo attento allo studio di BankItalia sui taxi nel mondo, mostra in modo chiaro come i taxi italiani siano tra i meno cari d’Europa. Allora perché tutta questa insistenza sulla liberalizzazione di un servizio che riguarda solo una ridottissima percentuale della popolazione, e che è utilizzato prevalentemente per motivi di lavoro e da benestanti turisti?

La realtà è che il piano di liberalizzazioni punta a fare entrare i grandi capitali nel settore, così come in tutti i settori del servizio pubblico. Si tratta di torte ghiottissime per chi già ha potuto disossare altre aziende pubbliche (Telecom Italia e Autostrade dicono niente?). Grandi guadagni per gli oligarchi, nessun vantaggio per gli utenti.

Lo stesso modello di deregulation, giustificato con l’idea che il ‘libero mercato’ è sempre il sistema più efficiente, è stato sperimentato negli Stati Uniti per i settori delle ferrovie, il trasporto aereo e i prezzi dell’energia elettrica. Il risultato? Numerose società in bancarotta, un sistema ferroviario praticamente scomparso, e prezzi energetici alle stelle.

Lo stesso succederà in Italia se si seguirà un modello che punta a fare risparmiare qualche euro ai consumatori, ma a scapito di garantire un servizio pubblico regolamentato e basato su una società di produttori con un tenore di vita dignitoso.



Per la Banca d’Italia, i taxi italiani sono tra i meno cari d’Europa

Bruxelles
12,16 euro

Amsterdam
11,75 euro

Copenhagen
11,46 euro

Berlino
9,95 euro

Londra
9,87 euro

Stoccolma
9,78 euro

Praga
9,39 euro

Milano
8,75 euro

Barcellona
8,43 euro

Roma
7,36 euro

New York
7,24 euro

Parigi
7,24 euro

Auckland
6,6 euro

Dublino
4,3 euro


Prezzo di una corsa in taxi di 5 km nell’area urbana in alcune città europee ed extra-europee nel 2003[1]




Dalla tabella risulta che a Bruxelles i taxi costano il 39% ed il 65% in più rispetto a Milano e Roma, e a Londra il 13% ed il 34% in più.

Olanda, Svezia ed Irlanda hanno visto liberalizzato il servizio taxi tra il 1989 ed il 2002. In Olanda vi è stata la liberalizzazione dei prezzi ma nonostante ciò i taxi costano ad Amsterdam il 59,6% in più rispetto a Roma.

In Italia si punta ad aumentare il numero delle licenze – come in Irlanda – ma non a diminuire i prezzi. Quindi il risultato sarà un aumento massiccio delle macchine in circolazione a tutto vantaggio delle grandi società che il Governo intende fare entrare nel settore. Fino ad oggi la legge vietava sia il cumulo delle licenze sia il controllo delle stesse da parte di società. Abrogare questo divieto significherebbe diminuire le regole e la sicurezza costringendo i tassisti ad aumentare gli orari di lavoro (come accade già con gli n.c.c.).

Vogliamo ripetere l’esperienza del primo decreto Bersani sulla liberalizzazione del commercio (d. lgs. 114/98)? Si diceva che servisse per agevolare l’apertura di attività a tutti, ed una più ampia distribuzione dei prodotti sul territorio. Il risultato è stato la moria delle piccole attività (i fondi vengono trasformati in mono e bilocali) a tutto vantaggio della grande distribuzione. Chi lavorava ha perso il lavoro ed i prezzi non sono certo diminuiti!




La nostra proposta è che si abbandoni l'ideologica politica delle liberalizzazioni e si apra un bilancio in conto capitale con cui finanziare l'allargamento delle reti di trasporto pubblico metropolitano, assieme a tutte le altre opere infrastrutturali di cui il Paese ha urgente bisogno. Si tratta di attuare una svolta rooseveltiana – come indicata dal leader democratico americano Lyndon LaRouche – in cui i nostri rappresentanti politici e di governo abbiano il coraggio di mettere in discussione i diktat della grande finanza internazionale che si esprimono nella politica dei tagli al bilancio imposta dal Patto di Stabilità. Gli investimenti nelle infrastrutture – garanzia per la crescita futura – vanno considerati indispensabili perché diretti a incrementare il bene comune. O si attua questo cambiamento o l'Italia e l'Europa tutta sprofonderanno nell'ingovernabilità!



Città
Superficie (km2)
Lungh. metro (km)

Monaco
310
90

Milano
182
75

Roma
1285
38

Barcellona
100
102


Se si vuole veramente migliorare la vivibilità delle nostre città, si deve potenziare il sistema metropolitano – questo sì veramente deficitario a cospetto delle altre città europee!



www.movisol.org

email: movisol2@libero.it – Tel: 02/2613058
Claudio Giudici
Movimento Internazionale per i diritti civili – Solidarietà





movisol   
 
   31-05-2007
Caro sig. Primo Mastrantoni vorrei brevemente rispondere in merito al suo articolo che confronta i taxi di italiani ( e in particolare di roma ) con quelli esteri ( e in particolare madrid).
Quello che lei dice potrebbe anche essere vero ..ma quello che c'e' da considerare è altro prima di poter dire quale sia veramente migliore come servizio;
Innanzitutto da chi è gestito il servizio taxi di Madrid?
Le licenze sono di proprietà dei tassisti?
E a livello fiscale quanto costa ad un tassista la sua attività?
Quanto paga l'auto ? E il bollo ?
E la benzina?
E le auto sono in buono stato e pulite?


Io penso che prima di fare un confronto sia necessario sincerarsi che anche a tutte le domande da me elencate sopra ci sia una risposta uguale per tutti e due i servizi!

E' facile sparare senza sapere!!!
Si informi prima....!!

Buona serata


fabio tassista di milano   
 
   31-05-2007
Be', Bruno, la conclusione cui arriva lo studio di Claudio Giudici ripreso nel volantino del 'Movimento Solidarietà' è la stessa di Primo Mastrantoni per l'Aduc: che si debba (anche, e qui la differenza tra i due) sviluppare il sistema metropolitano dei trasporti pubblici delle nostre città.
Ma quali sarebbero, invece, le "cose non vere" riportate nel pezzo di Mastrantoni?

Enea Sansi   
 
   31-05-2007
prima di scivere cose non vere vatti a leggere movisol-movimento solidarieta'
bruno   
 

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Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - R.O.C. N. 7205 I. 5510 - ISSN 1124-1276