Valentina Vandilli. Flash Mob ad Anagnina: contro la violenza sulle donne
 
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   14-10-2010
Credo sia stato fortemente disagevole cambiare casa con quello che comporta in termine di spesa e fatica.
E' verissimo che esistono donne violente.
Verissimo, ma reagire " emotivamente" ( che vuol dire " a botte") è sempre grave e spesso, proprio perchè la rabbia non è dosabile, fortemente rischioso.
La donna è in coma irreversibile.
Io ho annullato la distinzione netta tra declinato al femminile o al maschile e parlo di " persone " con raziocinio, esseri parlanti che non attaccano e non picchiano.
La violenza che ha sostituito la parola ci sta facendo capitolare in un baratro senza risalita.
Non mi autodefinisco in etichette e a chi ha assistito senza fare subito qualcosa vorrei dire questo.
Credo che la paura sia spesso maggiore dell'indifferenza. Ma il cellulare lo abbiamo tutti! A lei che ha preferito cambiare casa piuttosto che venire alle mani, non le è capitato mai di chiamare per avvertire una situazione d'emergenza?
A me si, tante volte.
la saluto
patrizia garofalo
patrizia garofalo   
 
   14-10-2010
Io sono sicuro che questo commento sara' censurato, sebbene non contenga nulla di male, perche' conosco la protervia di persone che ragionano per partito preso, come le femministe, specie che si sperava fosse in estinzione, e che quindi mancano di totale obiettivita'.
Parlo per esperienza personale, io sono stato vittima piu' volte di donne malvagie (non ridete, spiego e vederete che puo' capitare a chiunque) ma ho preferito non compromettermi, come invece questo giovane ha ingenuamente fatto.
Veniamo ai fatti, perche' quelli dovrebbero guidare ogni giudizio: nel video acquisitio dai carabinieri si vede che e' lei che lo avvicina, lo porta verso una colona, gli mette le mani in faccia. E' presumibile che questi "gesti di affetto" siano stati accompagnati da altrettante carezze verbali.
La reazione di lui e' stata una finta testata per togliersi di torno colei che lo importunava, e poi, dopo lo schiaffo che lei gli ha mollato, l'ha spinta lontano da se' e se ne e' andato, finalmente libero dalla molestatrice.
Questo si vede in video, ma a chi vuol far passare una certa tesi non importa, prende a pretesto una squallida storia di insulti finiti in menate, per perorare una pur giusta causa: la denuncia della violenza contro le donne. Che poi e' un po' troppo forzata, visto che si dovrebbe impedire la violenza contro chiunque, senza privilegi di genere.
Veniamo alle violenze da me subite: una vicina di casa molto rumorosa, compagna di un pregiudicato ivi domiciliato, decide di rompere puntualmente alle 3 di notte con radio a tutto volume. I vigili, da me chiamati, non intervengono, i carabinieri non intervengono. Esco per chiederle educatamente di smettere (col tipo ci sono gia' stati screzi). La tipa mi insulta, anche pesantemente. A differenza del giovane in questione non ho agito d'istinto (avrei voluto strozzarla), ma sono tornato in casa e ho chiamato la polizia. Che e' venuta, ha preso le generalita' di tutti e, in privato, capendo dove stava la ragione mi ha invitato a fare denuncia. Che non potevo fare. Solo per salutare un avvocato si lasciano 600 euro senza ricevuta. Cosi' ho cambiato casa, per non avere a che fare con quella gentaglia, con gran danno economico (perdita di mensilita' di affitto anticipate e trambusto lavorativo).
Ma di tutto questo, alle femministe che fanno flash-mobbing, magari per farsi belle di una nobile protesta, non gliene frega niente.
Loro ignorano, volutamente, che la donna si sente forte di una certa impunita' (parlo ovviamente di gente aggressiva e nevrotica), che nei borghi popolari si mandano avanti nella lite minorenni e donne proprio per avere il pretesto per "spaccare la faccia" al poveraccio che ha osato ribellarsi. Per le femministe essere donna significa avere licenza di uccidere. Posso almeno ringraziarvi di avermi rovinato la vita, o censurate anche questo?
Mauro   
 

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