Enrico Peyretti. Come la Germania anni ‘30
 
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   03-01-2010
ciao, sono Michelangelo, credo che non ci sia altro modo per fermare la barbarie che continua a ripetersi, se non quello di darne conto e far conoscere ciò che accade e chi è costretto a subire sappia che qualcuno si sta muovendo per far conoscere ciò che gli sta accadendo. Occorre parlare, scrivere, far conoscere creare iniziative e non fermarsi in quanto i tempi cambiano, ma lo sfruttamento anche se in forme diverse è sempre pronto a scattare a danno di chi rimane solo o è escluso e considerato diverso. 
Michelangelo Tumini   
 
   29-12-2009
Ciao Enrico, noi ti rispondiamo "disponibili!". Mentre il papa è occupato a proclamare la "sacra famiglia" e si scaglia contro le "coppie di fatto", i governi dell'Europa cristiana si stanno dando da fare per superare i nazisti, nei crimini di "lesa umanità". Noi proponiamo:

1. Organizziamo da subito una rete di collegamento internet tra tutte le associazioni che a vario titolo si occupano dei migranti, dei clandestini, dei rom e di tutti gli emarginati per motivi di razza e di provenienza. Queste organizzazioni già costituite si riuniscano a livello nazionale, formino un centro di coordinamento delle loro iniziative e propongano iniziative unitarie, tese a coinvolgere il maggior numero possibile di persone disponibili.
2. A livello nazionale venga creato un registro delle persone disponibili a opporsi concretamente alle infami leggi in vigore nel nostro paese, per quanto riguarda accoglienza di clandestini, affitto di case, offerta di lavoro, etc. e si costituisca una organizzazione di smistamento dellerichieste e una copertura legale per difendere tali persone in caso di imputazione.
3. A livello nazionale vengano proposte iniziative mediatiche per lanciare campagne di disubbidienza civile, ad esempio diffondere la proposta di esporsi pubblicamente, con l'esibizione di un contrassegno (tipo la stella gialla degli ebrei sotto il nazismo) in cui sia scritto, ad esempio: "Io sono straniero e clandestino in un paese xenofobo e razzista!" oppure: "La terra è di tutti, anche dei clandestini!", oppure: "Ieri noi, migranti rifiutati - Oggi noi, xenofobi e razzisti - Sempre italiani brava gente!".
4. I cattolici, in questo paese di radici cristiane (!), abbiano il coraggio di contestare pubblicamente la propria chiesa che, come spesso nel passato, si schiera a difesa dei più forti e, salvo isolate eccezioni, non ha occhi e orecchie per vedere e ascoltare la disperazione degli esclusi e perseguitati. I cattolici, sensibili a queste orrende situazioni, dovrebbero avere il coraggio di dichiarare la propria "autoesclusione" da questa chiesa, annunciando di non voler più partecipare alle messe e alle altre liturgie, fino a che la chiesa cattolica non dia pubblica testimonianza di pentimento e annunci concrete iniziative per l'accoglienza degli stranieri.

Noi crediamo che questo degrado del costume civile e sociale - in cui il nostro paese è all'avanguardia in Europa - possa arrestarsi ormai solo con l'impegno coraggioso di donne e uomini che "non abbiano nulla da perdere" o che "siano disposti a perdere quello che hanno avuto, per fortuite circostanze di nascita nel posto giusto e nel momento giusto". L'appello di Enrico agli anziani tra noi - a cui rimane solo la speranza di poter spendere al meglio i residui talenti - ci dia il coraggio di lanciare un grido di allarme, per quelli che verranno dopo di noi e a cui vorremmo consegnare un ambiente meno barbaro di come ora appare.

Cordiali saluti a tutti.
Domenico e Chiara Basile   
 

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