Piero Cappelli Il fallimento della morale: Cicciolina + Marrazzo + Berlusconi...
Ilona Staller
Ilona Staller 'Cicciolina' 
13 Novembre 2009
 

Vi ricordate Ilona Staller? Quel gran pezzo di figliola bionda ungherese, presente nei sogni erotici degli italiani, e non solo, alla fine degli anni ’80? Ebbene sì, quello che il Partito Radicale di allora fece nel candidare la cosiddetta Cicciolina al Parlamento italiano (1987) sconvolse tutti, a partire dal moralista mondo cattolico. Cicciolina ricevette ben 22.000 preferenze arrivando seconda solo dopo il Marco. Ma quella provocazione radicale, in tutti i sensi, è stato il banco di prova di un moralismo italiota che fece gridare la destra e buona parte della sinistra allo scandalo. Tutti si ergevano a puritani di una politica che già allora era sconquassata da mille vizietti casalinghi e pubblici nascosti dietro il dito della morale cattolica. E chi vi parla è un cattolico, cioè uno che non ama i sepolcri imbiancati del fariseismo nostrano. Tutt’altro! Anzi, io sto con i ‘provocatori’ delle coscienze, perché è solo lì che ci può stare, anche nella risposta smodata, ma forse è quella più autentica. Occorre, in questo santo paese, spesso dare il là in maniera pesante alle situazioni per vedere come il mondo circostante reagisce. Dopo Cicciolina che come pornostar si presentava per quello che era, una professionista del sesso e niente più, abbiamo visto altri moralismi sventolati in bella mostra. Sto parlando dei vari legati alla P2 e a tangentopoli dove tanti bravi uomini e donne in politica, in chiesa e nei salotti bene si sono sdegnati di fronte a queste due realtà della società italiana. Poi è venuto il turno dei casi sessuali.

Per noi, oggi, non è in discussione la questione moralei in sé di cui abbiamo il massimo rispetto specie dopo che la sollevò il compagno Enrico Berlinguer negli anni ’80 a riguardo non solo della partiti in generale ma anche del suo in particolare! Che però non se ne è fatto quasi niente!

E ripensando a Cicciolina cerchiamo di ricordare quando Maurizio Costanzo la portò per la prima volta nel salotto di “Acquario” dopo Carosello, a notte fonda, mettendo in difficoltà personaggi di varia dignità istituzionale compresi magistrati. Sembrava che quelle provocazioni fossero e rimanessero lì sul palcoscenico o negli studi di una tv – seppur di Stato – senza poter contagiare il mondo della politica, della chiesa. Ebbene, quello che vedevamo allora nella nostra scatola illuminata trent’anni fa oggi è diventata realtà. I Sircana, i Berlusconi, i Marrazzo non sono altro che alcuni casi fuoriusciti alla luce del sole con tutte le tare del caso dall’una come dall’altra parte. E la vera realtà, di quello che allora vedevamo in tv sorridendo e sogghignando, si fermava ai piedi della nostra poltrona del salotto e sembrava solo un gioco. Non era ieri, e non è oggi. La voglia di uscire dai canoni dei ruoli ufficiali e vivere esperienze trasgressive c’è sempre stata: ieri nascondendola e proteggendo i vari personaggi noti, oggi manifestando il dibattito sulle questioni private di alcuni personaggi della politica e dei diversi mondi circostanti mentendo e confessando.

La voglia di andare oltre c’è, ma c’è ancora il tabù della dignità: ho paura di essere criticato e deriso e quindi diventare merce mass-mediale, compresa la svalutazione dell’essere personaggio pubblico. Ma perché mai uno che va a prostitute, o con i trans o con gli omosessuali dovrebbe essere meno capace di poter amministrare la cosa pubblica più di un eterosessuale? Perché? È la famiglia che lo blocca, sono gli amici che lo lasciano, sono le critiche del mondo che lo rendono disgustoso a se stesso e all’opinione pubblica? Allora, questi signori la consapevolezza di fare ciò che facevano e che alcuni continuano a fare perché non ancora scoperti, dove l’hanno messa? Sono incoscienti o non hanno il coraggio dei loro atti e si rifugiano nella pena espiatoria di un allontanamento dalla faccia pubblica della terra? Ecco la vera miseria umana, la mancanza di onestà: cioè di non avere il coraggio di ammettere le proprie voglie erotiche (e a volte anche di dipendenza, dalla droga al gioco…) e quindi di presentarsi come tale al pubblico dei propri elettori o dei propri amici. Cicciolina non si è nascosta dietro l’immagine della bella donna e basta, ha detto chiaramente di essere una pornostar. Chi ha il coraggio di dire oggi – dall’altra parte, nel basso mondo della plebe – di essere tranquillamente un ‘cliente’ delle varie Ciccioline – dai trans, agli omosessuali, alle prostitute –, senza vergognarsene ?

  

Piero Cappelli


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