Oblň cubano
La reazione del regime. Yoani Sánchez accusata su youtube 
Studenti cubani affermano che avrebbe fatto politica controrivoluzionaria
21 Ottobre 2009
 

Il governo cubano comincia ad apprezzare le potenzialità di Youtube e la tecnologia moderna che ha sempre osteggiato. Certo, non utilizza i ritrovati scientifici per agevolare la vita della popolazione, ma lo fa per tarpare le ali alle speranze di libertà, per diffamare chi cerca di portare conoscenze nuove tra le gente. In questi giorni è comparso un nuovo canale su Youtube, denominato Islamiacu. Non è difficile capire a chi possa servire una simile operazione di controinformazione. Il gestore del canale ha pubblicato alcuni video girati a Camajuani, che riprendono le opinioni della direttrice di una scuola e di alcuni studenti della primaria e della secondaria. Un’intervista stalinista che serve ad accusare Yoani Sánchez di attività controrivoluzionaria. Le voci degli intervistati affermano che la giornalista indipendente - con la scusa dell’Itinerario Blogger - si presenterebbe nelle scuole per fare proseliti e per diffamare il governo cubano. La direttrice ha il coraggio di asserire che «a Cuba esiste la democrazia e c’è piena libertà di parola, ogni cittadino può esprimere la sua opinione e viene sempre ascoltato dalle autorità». La sua accusa nei confronti di Yoani è decisa: «Non fa lezioni di Internet ma si dedica alla propaganda politica di tipo controrivoluzionario. Noi sappiamo che la responsabilità della nostra situazione ricade sugli Stati Uniti, mentre lei vuol convincere i ragazzi che il solo colpevole è il governo cubano». I ragazzini rincarano la dose e dicono che Yoani ha parlato di cose che non volevano ascoltare, perché loro volevano apprendere i segreti di Internet, non sentire discorsi politici. Pare evidente che si tratta di confessioni estorte, costruite dalle autorità cubane, preoccupate di screditare il lavoro di Yoani agli occhi del mondo. Certo, dispiace che per il governo sia così facile trovare collaborazione proprio tra la stessa gente che la blogger cerca di emancipare, ma la situazione è questa. Una domanda viene spontanea: perché questa offensiva governativa? Qualcuno vuole costruire prove per un’eventuale incriminazione? L’esperienza di Panfilo insegna. A Cuba per andare in galera basta essere accusati di pericolosità sociale e di potenzialità controrivoluzionarie.

Non resta che attendere gli sviluppi.


Gordiano Lupi


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