Le montagne divertenti
Pizzo Scotes (m 2978) 
Itinerario/iniziativa per sabato 26 settembre 2009
22 Settembre 2009
 

DATA: 26 Settembre 2009

PARTENZA: Agneda (m 1228) h 7:00

COME ARRIVARCI: Dal Campus scolastico di Sondrio si prende la SS38 in direzione Tirano fino alla fine della tangenziale. Poco prima del passaggio a livello si svolta a dx e si segue la SP che unisce Montagna Piano e Piateda fino a Busteggia. 100 metri oltre l'ex canile si prende la stradina sulla dx che sale a Pam per poi ricongiungersi all'arteria principale per Piateda Alta. Dopo circa 7 km da Sondrio si è al bivio in località Mon. Si segue sulla dx la carrozzabile che si inoltra in Val Vedello. Poco oltre la Centrale di Vedello (m 1000, 6 km) il fondo diventa sterrato misto cemento. Si prosegue per Agneda (2,5 km) e si lascia la macchina in fondo alla piana.

VIA: Mambretti (m 2003) - Laghetti a quota 2400 - – Bocchetta di Scotes – Pizzo Scotes per la pala N (m 2978)

TEMPO PREVISTO PER LA SALITA: 5h e mezzo (necessario esser un minimo allenati)

ATTREZZATURA RICHIESTA: Abbigliamento per l’alta montagna

DIFFICOLTÀ: 3
GIUDIZIO DI GUIDE SERIE:
(condizioni ideali) Alpinistica f


La partecipazione alle uscite è libera e volontaria, l’organizzazione declina ogni responsabilità per incidenti a cose o persone. Per i non soci CAI è opportuno compilare l’apposita polizza assicurativa scaricabile dal sito www.cai.it, nella sezione assicurazioni.

PER CONSENTIRCI DI ORGANIZZARE AL MEGLIO LA LOGISTICA DELL'ESCURSIONE SI PREGA DI INVIARE UNA MAIL DI CONFERMA DELLA PROPRIA ADESIONE ENTRO IL GIORNO 24 SETTEMBRE A giovani@cai.sondrio.it



ITINERARIO


È una salita certamente interessante ad una delle vette più belle (la 5ª in altezza delle Alpi Orobie) e meno frequentate della media Valtellina. Il Pizzo Scotes è una cima facilmente riconoscibile dall'intero versante retico per la sua caratteristica forma a piramide tronca e i due apparati glaciali che si rintanano a N, proprio a picco sotto la vetta, nel cupo vallone di Pioda.

Fu salita per la prima volta nel settembre 1887 da Melzi, Bonacossa e Confortola, che persi nella nebbia, raggiunsero la vetta pensando di essere sul Pizzo Biorco. L'impresa fu confermata alla prima ripetizione grazie al ritrovamento della bottiglietta coi nomi dei tre alpinisti. Dei 4 versanti praticabili con differenti difficoltà il più semplice è quello che percorre la ripida pala N.

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Dal fondo della piana di Agneda si sale (sentiero segnalato con bolli bianco-rossi), per carrozzabile prima e sentiero poi, fino al versante settentrionale del bacino di Scais (m 1434, ore 0:50).

Il sentiero poi s'insinua in Val Caronno per boschi e pascoli fino alla Capanna Mambretti (m 2003, ore 1:10). Dal rifugio ci si inerpica a N lungo i ripidi prati. Anche se non facili da individuare, le bandiere bianche e rosse dipinte sui sassi guidano fra pascoli e macereti fino alla piana detritica che precede l'impennata finale per il Passo Biorco (sentiero per la Donati). Si abbandona la via tracciata e si piega a dx (E). Si risale un gradone che adduce a un nuovo ripiano. Due laghetti di disgelo son lì a dare il benvenuto ai pochi alpinisti che transitano in questi luoghi desolati (m 2400 ca., ore 1:30). Il grande anfiteatro è dominato oltre che dal Pizzo degli Uomini, anche dai Pizzi Biochi. A NO si distingue il Pizzo Rodes, mentre a SE l'altezza dello spartiacque preclude la vista sul gruppo Scais-Redorta. Ci si porta ora sulla sx (NE) del vallone detritico e per la dx orografica si sale verso NE puntando il passaggio sulla cresta meridionale del Pizzo degli Uomini (si incrocia il sentiero segnalato per il Bivacco Corti che proviene dalla Donati e passa per il Falso Biorco). Raggiunto lo spartiacque si traversa la breve valletta che porta all'incisione della cresta O del Pizzo Scotes nota come Bocchetta di Scotes. La si valica finendo in un angusto canale con catene. Si è nella Valle della Pioda. Superate le catene si seguita leggermente a perder quota traversando verso NE. Giunti al centro della pala che costituisce la faccia NO del Pizzo Scotes, si abbandona la via bollata e si sale al dritto (tratto ripido) verso la cima. Con facile arrampicata fra rocce rotte e sfasciumi si è al piccolo ometto di vetta (m 2978, ore 2).

Il paesaggio è grandioso in ogni direzione, dal selvaggio ed incassato vallone di Pioda a N, alle fiere vette del Gruppo di Scais-Redorta, nonché l'impressionante versante NO del Coca. La discesa è per la medesima via.


Enrico Benedetti


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