Diario di bordo
Gianni Somigli. Minestrone all’italiana 
Zibaldone di fatti, notizie, storie, persone e riflessioni in salsa tricolore intriso di strisciante nonché persistente sensazione di pizzicore anale
14 Luglio 2009
 

Nel Paese delle Banane Occulte, i morti di Viareggio sono diventati 26. Ma lì, a Viareggio, mica c’hanno fatto il G8. Non ci sono riflettori, solo qualche candelina. Sul corriere.it, la ventiseiesima vittima, oggi, viene dopo “Berlusconi ancora nonno”. La luce dei declamati “riflettori” si affievolisce. Come il pianto ad orologeria, così diverso da quello di chi resta. Nel frattempo, è parso di sentire che lo sciopero dei ferrovieri dello scorso weekend fosse dovuto a misure che ridurrebbero di molto la sicurezza. Per esempio, il macchinista unico.


Nel Paese delle Banane Occulte, le Dodici Tavole del novello profeta dell’etica Tremonti guideranno il mondo fuori dalle tenebre del peccato, imponendo un rigore morale che al confronto il vecchio Mosè pare un libertino. Un anarchico.

Ma un profeta come si deve è anche un condottiero. E un condottiero che si rispetti deve essere ben equipaggiato, spada e scudo, o meglio solo scudo, scudo fiscale nel nostro caso, che vuol dire che chi ha rubato e nascosto soldi fuori (perché se uno nasconde soldi all’estero, quei quattrini tanto puliti non sono di sicuro), esattamente come accadde nel 2002 e che ci era stato promesso non sarebbe successo più, tra un po’ li potrà riportare in Italia. Che vuol dire? Invece di farli riciclare da qualcun altro, che so, per esempio una delle tante mafie del nostro catalogo tricolore, meglio affidarli alle Banche che lo faranno per conto dello Stato. Nel 2002 si pagò solo il 2,5% sul capitale per farlo. Uno riciclatore chiede come minimo il 40%. E poi è tutto anonimo e impunibile. Ma vuoi mettere?


Nel Paese delle Banane Occulte, nel frattempo, dicono che all’Aquila si stia aggirando un anziano signore. Basso, tarchiato. Capelli finti e tinti sotto il casco da pompiere. Dicono che sia alla ricerca di una casa per passarci le sue “preziose ferie”, come le ha definite un agguerritissimo nonché sedicente giornalista (“dell’Enel”…???) durante una, anzi, durante l’unica conferenza stampa in cui erano previste domande (se erano di questo tenore, c’è da capire il terrore) dell’appena terminato G8. Vi siete accorti che c’è stato il G8, sì?


La Procura di Roma ha beccato lo stupratore seriale e ora l’Italia è un Paese delle Banane Occulte sicuro. La castrazione chimica, proposta per la milionesima volta da uno strano ominide che dice di essere ministro ma io non ci credo, potrebbe essere una buona soluzione, certo, come no. Anche perché, se si dice “castrazione chimica”, si pensa, che so, a un’evirazione con acido solforico, con Anitra WC, o con qualche altra roba strana. Invece, dicono gli esperti, si tratterebbe di “spegnere gli impulsi sessuali con trattamenti clinici”. Ogni pezzo rimane al suo posto insomma. Si placano solo i bollenti spiriti e non si pensa solo più alla gnocca.


La castrazione chimica potrebbe così essere utile anche per qualcun altro in Italia. Forse, e sottolineo forse, se qualcuno fosse sottoposto a tale trattamento, magari preso di sorpresa mentre si aggira per L’Aquila in compagnia di un agente immobiliare, forse e sottolineo forse la vita di tante giovani donne sarebbe migliore. Forse, tante giovani (belle non mi pare) donne non sarebbero costrette a frequentare Palazzo Grazioli ma, soprattutto, non sarebbero costrette a cantare con Apicella e a sorbirsi i filmini amatoriali e vagamente pornografici con gli abbracci tra potenti uomini in colbacco. E l’omino penserebbe solo a trovare una casa. A governare no, meglio di no.


Mentre l’economia e il governo vanno a puttane, più il secondo della prima in effetti, mentre di nascosto viene riammesso il nucleare (e poi ci si infiamma per i referendum…), mentre si prepara un gigantesco condono, mentre si preparano leggi contro le intercettazioni, mentre si fanno leggi contro la stampa, mentre Castelli non ne può più di sentir parlare romano, mentre la clandestinità è reato e le carceri scoppiano, mentre i medici devono denunciare i clandestini e la pandemia non si può fermare, mentre le ronde invadono le vie delle città (io non ne ho viste ancora, purtroppo, voglio anche io le ronde!), mentre il presidente del consiglio è un corruttore a cui Provenzano boss della mafia chiede una tv tramite missiva scritta a mano consegnata a mano da Dell’Utri tramite Ciancimino, mentre le televisioni ci raccontano che siamo il paese più bello e sicuro e sano del mondo, mentre tutto questo…


mentre tutto questo, il Partito Democratico decide ufficialmente la sua linea: nessuna pietà, distruggere l’avversario, anche con colpi bassi, pure con colpi proibiti. Solo che qualcuno dovrebbe dire a quelli del PD che ci sono anche avversari fuori dal partito, non solo dentro. Mettessero la stessa foga con cui si azzannano tra loro per fare opposizione, cioè quello che dovrebbero fare, Berlusconi non esisterebbe più. E la casa all’Aquila non la cercherebbe, perché da vent’anni disporrebbe di un pratico monolocale a San Vittore.


Beppe Grillo non può partecipare alle primarie del PD perché lui è un comico professionista, mentre per partecipare alle primarie, dice lo statuto, si deve essere comici amatoriali. Un po’ come quei tornei estivi di calcetto in cui i tesserati Figc non possono partecipare. E poi Grillo dice cose di sinistra. Cosa inaccettabile per il PD. E non è nemmeno uno stupratore seriale, per cui altro che segretario: manco un Circolo può guidare.


Per anni, e a partire da una definizione di Montanelli, ci siamo sentiti e ci siamo visti come “Paese delle Banane”. Ma adesso no, non lo siamo più. Le banane sono sparite dalla circolazione. L’importante è l’immagine, si sa. Il successo mediatico, dicono.

Ma se per caso sentite un dolorino alle parti basse, in basso e sul retro, non pensiate che si tratti solo di emorroidi. Quelle banane di cui eravamo il Paese andavano nascoste. Per il bene del Paese, da qualche parte, andavano infilate. E manco ce ne siamo accorti. O al limite, c’è piaciuto.


Gianni Somigli


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