Lo scaffale di Tellus
Sara Pozzato: Breve scelta da "Declinazione d'affetti" per Tellusfolio
Sara Pozzato
Sara Pozzato 
25 Maggio 2009
 

Attraversando i testi di Declinazione d'affetti risulta evidente che la dedizione e l’applicazione al verso, da parte della giovane autrice, non sono certo occasionali o improvvisate. Impegno e precisione sono nelle corde di Sara la quale, con rigore, è riuscita a miscelare armoniosamente ricerca sul linguaggio, tecnica, riflessioni, emozioni e spontaneità offrendo composizioni misurate e ben equilibrate per forma e musicalità: elementi che le derivano dalle discipline di studio nelle quali si è formata. Il volume è composto di due sezioni nelle quali si scopre il ruolo fondamentale attribuito da Sara all’alterità e alla sua valenza affettiva, nonché inquietudini, amarezze e delusioni dove l’incedere del tempo diventa argomento ricorsivo e quasi ossessivo. Temi cari ad una certa tradizione letteraria che Sara affronta in chiave moderna, con quella consapevolezza che può derivare unicamente da una visione diacronica e disillusa della realtà secondo un’angolazione che non va letta in termini negativi o di rinuncia, bensì indicativa di determinatezza nella ricerca di verità e di tenacia nel proseguire a porsi interrogativi sul senso della vita, “mai perdendo il vizio”.

 

dalla postfazione di Diana Battaggia

 

 

 

Da Declinazioni d’affetti per Tellusfolio

 

 

*

Sono già i ricordi del futuro

a rigarmi il volto:

dal mio studiolo,

a sentirti parlare con il cane

in ritornelli consueti e comici,

con la voce ridicola e falsa per il gioco,

attutita dalle pareti,

confine di tenerezze tue segrete, forse,

certo a me ignote.

E sofferente diviene già il sorriso,

che dal libro si alza alla finestra

e scende nel cuore.

Una tristezza pura, di bambina,

sarà domani il pensiero

di questi giorni senza pensieri,

delle risa stolide, degli occhi umidi di Calì;

tristezza che in anticipo oggi mi assale

e soffoca, giunta dal futuro

per dipingere te, papà,

in un quadro antico.

 

 

*

Nei giorni del glicine chiaro

vorrei un affetto sospeso nell’aria,

color dei pastelli,

e annusare cotone leggero

e pensieri, tra le maglie.

 

C’è freschezza di foglie e di vesti,

quando spalanco le ante:

è di nuovo aprile e di nuovo tu

sai perdonare le assenze

e questa aritmia di parole.

 

È ancora tempo di treni, di altro distacco,

ma nell’intermittenza di attese

e commiati, sai più di me

di necessari ritorni.

 

 

*

 

Non so vivere i giorni che passano.

Rotolano nebbiosi e indistinti,

davanti ad occhi sempre più miopi.

Non so reagire e vivacchiando inciampo

sbadatamente in diversivi.

Nessuna analisi né riflessioni:

ripiego in un cassetto i fazzoletti del dolore,

sfoglio racconti falsi oppure guardo al niente

di una matita spuntata,

della polvere sul comò.

 

 

INTERVALLI

 

Scampoli di vita lasciati alle fermate,

srotolati, fra un autobus e l’altro:

tempo smarrito sul selciato,

sciolto ai finestrini delle auto,

sporcato sotto i piedi dei passanti.

 

Orli ritagliati dalle ore

nelle sigarette fumate fuori al freddo,

cercando sul terrazzo, soli,

la chiave di lettura di una vita,

mai perdendo il vizio.

 

 

 

Sara Pozzato è nata a Este (Pd) il 14 febbraio 1977, ma da sempre vive a Padova, dove si è diplomata in flauto al Conservatorio. Ha dedicato molti anni alla musica e ora si sta laureando in Lettere Antiche all’Università degli Studi di Padova con una tesi in latino tardoantico. Suoi testi sono pubblicati in antologie e Declinazione d’affetti (LietoColle, 2009) è la sua opera prima e verrà presentata a Padova, alla Libreria “Draghi” di Via S. Lucia 11, venerdì 12 giugno p.v. alle ore 18:15 nell'ambito dell'evento "Quinario in versi".

 

 

Sara Pozzato, Declinazione d’affetti, LietoColle, 2009, pagg. 52, € 10


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