Diario di bordo
Radicali per Sant’Ambrogio. “Appello del Venerdì Santo” 
Per il rispetto dei sepolcri dei “martiri della libertà religiosa” e per la resistenza nonviolenta
11 Aprile 2009
 


Veglia di 24 ore con incatenamento a S.Ambrogio per la revoca immediata del parcheggio interrato che a giugno distruggerà il cimitero paleocristiano ad martyres, accanto alla basilica

 

 

Per 24 ore, dalle 21 di venerdì 10 aprile fino alle 21 di sabato, il Portavoce dei Radicali per Sant’Ambrogio veglierà incatenato alla cancellata della Basilica di S.Ambrogio, a custodia del sito del cimitero paleocristiano “ad martyres”, a giugno destinato alla distruzione per essere sostituito da un parcheggio sotterraneo, per cinque piani e 600 posti auto.

I Radicali per Sant’Ambrogio invitano i cittadini alla resistenza nonviolenta per impedire la violazione della natura storica e simbolica del luogo della sepoltura dei martiri cristiani, per difendere i valori universali, culturali, storici, religiosi racchiusi in quel sito, e per riaffermare in generale i principi di una civiltà del costruire rispettosa dei luoghi e dello spirito che li abita, e che hanno prodotto in Italia e altrove splendide realizzazioni urbanistiche e architettoniche su cui ci si interroga oggi, in tempi di Piani casa, di terremoti, di distruzioni, di restauri, di nuove edificazioni, di rottamazioni edilizie.

Lucio Bertè ha dichiarato: «La resistenza radicale, politica e nonviolenta, all’espianto del cimitero paleocristiano, è ispirata dagli stessi motivi che hanno indotto gli abitanti di Onna ad esprimersi per la ricostruzione integrale dei luoghi della loro memoria collettiva. È l’estremo tentativo di richiamare l’opinione pubblica, gli organi d’informazione e i singoli cittadini, al sostegno delle nostre iniziative politiche (in particolare una Mozione proposta alla Regione Lombardia), e infine al dovere della disobbedienza civile, per la difesa attiva dei beni culturali materiali e immateriali della loro città, protetti dai principi sanciti dalle Convenzioni internazionali, dalla Costituzione e dalle leggi nazionali e regionali, e tuttavia avviati alla distruzione per la latitanza degli organismi di tutela e nel silenzio e nella rassegnazione di tutte le forze politiche, culturali e religiose. Nel giorno di Venerdì Santo, quando i cristiani ricordano la tortura, l’esecuzione capitale e la deposizione di Gesù nel Santo Sepolcro, rivolgiamo un pressante appello al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al Ministro per i Beni culturali, al Presidente della Regione Lombardia, al Presidente della Provincia e al Sindaco di Milano, per la tutela del cimitero paleocristiano di S.Ambrogio e delle sepolture dei martiri, eroi civili torturati e uccisi per affermare per tutti la libertà religiosa. Sepolture povere e disadorne, ma almeno altrettanto importanti dei resti della villa patrizia che hanno determinato nell’ottobre scorso la revoca del parcheggio interrato nella collina del Pincio.

«Cancellare nei Centri storici i parcheggi decisi a loro tempo dai Sindaci Albertini, Veltroni e altri, con i poteri di Commissari per l’emergenza traffico, in deroga (e cioè in “violazione legalizzata”) delle leggi vigenti e delle normali procedure democratiche, significherebbe riconoscere i guasti e il degrado prodotti in molti Centri storici italiani, con Governi e Amministrazioni di ogni colore, dalla pratica della decretazione d’urgenza da parte del Consiglio dei Ministri, basati sulla legge per la Protezione civile, e cioè con poteri legittimamente utilizzati dalla stessa per affrontare le emergenze dovute alle calamità naturali, ma illegittimamente conferiti ai Sindaci per coprire qualsiasi decisione urbanistica, fuori da ogni possibilità di controllo e di tutela dei beni paesaggistici, culturali e artistici protetti dalla Costituzione e da leggi inutilmente vigenti».


Radicali per Sant'Ambrogio


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