Carlotta Zanobini: L'Ametista triste
Carlotta Zanobini: Ametista triste, 2009
Carlotta Zanobini: Ametista triste, 2009 
04 Aprile 2009
 

Di Ametista triste ne nasce una ogni mille anni. È un'anima strana, che non cresce e non invecchia, anche se nasce e muore. Spunta nella pietra come un nocciolo di ciliegia, poi s'ingrandisce e assume questa faccia. Sempre la stessa di millennio in millennio. Il nome di “ametista trista” le fu dato secoli or sono da un certo Lucio Arindi Dei Pilistis, principe diseredato della Catalogna e carbonaio di mestiere in terra di Sicilia.

La storia è lunga e penosa, in sostanza accadde che l'uomo scorse il volto della fanciulla picconando nella cava in cui stava lavorando, per la paura di ferirla lui smise di scalfire la roccia e così perse il lavoro. Lei, che dopo secoli di polvere riuscì a vedere gli occhi del minatore, non poté dimenticarsi di quel colore verde smeraldo che l'avevano fatta nascere.

Nessuno sostituì il lavoro di Lucio Arindi Dei Pilistis, nessun altro estrasse il corpo della giovane ametista. La tristezza nacque dal fatto che entrambi morirono l'uno nel ricordo dell'altra. Lui di stenti, lei di rassegnazione. Ametista è... e triste resterà fin quando qualcun altro riuscirà a farla vivere fuori dalla roccia.

  

Carlotta Zanobini


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