Doriana Goracci: San Valentino e amore laico antiautoritario. NO VAT. Facciamo Breccia
14 Febbraio 2009
 

Facciamo che nel giorno più televisivo e consumistico dedicato all’amore - che però uomini e donne vivono con grande intensità di sentimenti – sia presente anche l’impegno per una felicità laica ed amorosa scevra da ogni autoritarismo passato presente e futuro.

 

Per il 14 febbraio 2009 vi propongo un video esilarante tra il Papa e Michelangelo.

Da Monty Python Live at the Hollywood Bowl, 1982. Nel video John Cleese nella parte del Papa ed Eric Idle in quella di Michelangelo. «Hanno parlato di questo gruppo come “un innovativo approccio tipo “flusso di coscienza” andò oltre i confini di ciò che all’epoca era considerato accettabile, sia in termini di stile che di contenuto, ed ebbe un’influenza considerevole, non solo a livello britannico”.

Non è una cosetta di oggi ma di parecchi anni addietro eppure sempre calzante: Alla prima che mi fai ti licenzio e te ne vai! Ne abbiamo evidentemente combinate tante perché i licenziati aumentano vertiginosamente, come i signori Bonaventura. E come fu come non fu, non se ne è andato nessuno dal Corriere dei Piccoli: «Il Corrierino, come venne soprannominato, riuscì addirittura in alcuni numeri degli anni ‘60 a superare le 700.000 copie di tiratura, complice, secondo il direttore di allora, Zucconi, una forte epidemia di influenza… E così l’Italica strofetta, tale è rimasta con Prove di Forza esilaranti come il video… subendo i Fedeli Utenti altre influenze sante e prossime al sacrificio.

Un ultima curiosità: il 14 febbraio risulta essere festa laica per gli innamorati e religiosa al contempo, perché san Valentino li protegge, come vescovo e martire, mah… Dal momento che c’è chi commissiona in nome del Signore e chi si prende libertà …artistiche, per mantenere il sentimento degli innamorati del buonumore (sembra sia iniziato già Carnevale) ricordo che sabato ci sarà “NO VAT 2009” a Roma.

Per le Ceneri e gli anatemi c’è tempo… poco sembra.

 

Doriana Goracci

 

 

Manifestazione nazionale

Roma, 14 febbraio 2009

Ore 14:00, PIAZZA DELLA REPUBBLICA

 

A ottant'anni dai Patti lateranensi tra Pio XI e Mussolini (11 febbraio 1929), in piena crisi del sistema neoliberista permangono le connivenze tra stato autoritario e Vaticano, vero cuore del Concordato. Decenni di sdoganamento istituzionale del fascismo trovano rispondenza nel revisionismo di Ratzinger su Pio XI e Pio XII, complici del fascismo, del nazismo e della deportazione ed eliminazione di donne e uomini considerati “diversi”. Stipulati per la difesa dei reciproci privilegi, i Patti lateranensi e la loro versione aggiornata nel Concordato dell'84 sono potenti strumenti di controllo. In loro nome la religione cattolica e i suoi simboli continuano ad imperversare, alimentando la logica dello “scontro di civiltà” e un clima in cui autodeterminazione, laicità, ateismo e libertà di pensiero sono stigmatizzati e spesso puniti come atti di terrorismo culturale.

La manifestazione NO VAT - rivendicando autodeterminazione, laicità, antifascismo, liberazione e cittadinanza - ha l'obiettivo di denunciare il progetto di egemonia del Vaticano e la sua funzionalità ad un sistema sessista, fascista e razzista, nonché il suo ruolo nella gestione delle crisi del sistema neoliberista.

Come in un gioco delle parti, in tempi di crisi economica a un welfare differenziale e ridotto all'osso e alla progressiva distruzione di uno stato sociale che, almeno sulla carta, offriva garanzie a tutte e tutti, la chiesa fa eco con “soluzioni” caritatevoli discriminatorie e familiste.

Intanto i tagli all´istruzione e alla sanità pubblica continuano a garantire un incessante flusso di denaro nelle casse di scuole e università confessionali, di cliniche e ospedali cattolici.

La distruzione della scuola pubblica, denunciata dall’“onda studentesca” dell´autunno 2008, ha non solo la finalità di indirizzare altrove le risorse, ma anche quella - ben più grave nei tempi lunghi - di sottrarre alle nuove generazioni gli strumenti di conoscenza, di crescita del senso critico e di conseguente lettura dei meccanismi di potere.

In Italia le associazioni cattoliche ingrassano il portafogli tra interventi sociali e gestione diretta di alcuni CIE - Centri di identificazione ed espulsione - e CARA - Centri d´accoglienza dei richiedenti asilo. Così facendo avallano la gestione securitaria del fenomeno dell´immigrazione e controllano un esercito di riserva di lavoratori e lavoratrici provenienti da altri paesi. E intanto si accaparrano la gestione delle emergenze internazionali per moltiplicare il business: aids, campi profughi, aiuti umanitari.

Sul piano ideologico, le gerarchie vaticane difendono e rafforzano la subordinazione patriarcale di un sesso all´altro, facendo guerra al concetto di gender che decostruisce la “naturalità” dei ruoli tra donne e uomini e portando questa guerra ideologica nell'ambito della loro costante intromissione nelle politiche degli organismi nazionali e internazionali (ONU, Unione Europea).

Il papato dell'integralista Ratzinger, attraverso il controllo sulla nascita e sulla morte pretende di gestire e ridisciplinare i corpi e le forme di vita; gli anatemi vaticani contro ogni istanza di autodeterminazione vanno di pari passo al moltiplicarsi di ordinanze e divieti di sindaci-sceriffi. La famigliola da pubblicità televisiva è, così, imposta da stato e chiesa come modello unico di rispettabilità e chi non vi corrisponde diventa indecoroso/a quando non addirittura pericoloso/a. A ottant’anni dai Patti lateranensi, stato e gerarchie vaticane mirano a neutralizzare il conflitto sociale anche producendo nuove marginalità da stigmatizzare e nuovi “scarti” da criminalizzare col pretesto della “sicurezza”.

Sappiamo bene cosa si nasconda dietro queste campagne d´odio: la paura di perdere i privilegi e il potere.

Ma la loro paura non vogliamo pagarla noi!

Alziamo la testa. Diciamo con determinazione che non abbiamo paura di far paura.

Denunciamo le connivenze tra stato e chiesa nella gestione delle politiche securitarie, razziste, transfobiche, lesbofobe, omofobe e misogine e torniamo di nuovo in piazza il 14 febbraio 2009, con la manifestazione NO VAT per

  • l'autodeterminazione e la libertà di scelta responsabile in ogni fase della vita;

  • l’istruzione pubblica e laica e l’abolizione dell’ora di religione;

  • un sistema sanitario pubblico e laico;

  • uno stato sociale che risponda alle necessità reali dei diversi soggetti;

  • i diritti e la piena cittadinanza di lesbiche, trans, gay e migranti;

  • l'eliminazione delle leggi ideologiche dettate dal Vaticano e la cancellazione della legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita;

  • l’abolizione del Concordato e dei privilegi derivanti (esenzione ICI, otto per mille…).

 

Coordinamento Facciamo Breccia

www.facciamobreccia.org


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