Telluserra
Tiziana Soressi: Sera di Gaza
13 Gennaio 2009
 

Questa è la storia minima di uno scambio amicale per posta elettronica che poi diventa poesia - grazie a Tellusfolio – perché il dolore per i bambini bombardati ha suggerito che rimanesse traccia più scolpita: nella commozione: di una poetessa cattolica.

È successo così... ricevo una lettera di Tiziana Soressi. Questa.

 

Caro Claudio,

un rapidissimo saluto. È una sera dove il rosso non è il tramonto e il nero è molto nero: è la sera dei bambini, dei bambini di Gaza o di qualsiasi altra parte della terra dove la loro vita è profanata.

Tutte le guerre, infatti, hanno un unico riconosciuto fatale nemico. Il primo da snidare dal cuore di una casa, il primo da stanare dal tepore di un abbraccio: i bambini.

I bambini sono tutti bianchi. Il rosso che li sfregia non ha redenzione.

 

La leggo turbato. Ravviso che con qualche a capo la prosa può diventare poesia. Suggerisco di farlo all’amica che mi ha scritto. Accetta di provare.

 

 

Sera di Gaza

 

È una sera dove il rosso non è il tramonto

e il nero è molto nero: è la sera dei bambini,

dei bambini di Gaza o di qualsiasi altra parte

della terra dove la loro vita è profanata.

Tutte le guerre hanno un unico riconosciuto

fatale nemico. Il primo da snidare dal cuore

di una casa, il primo da stanare dal tepore

di un abbraccio: i bambini.

I bambini sono tutti bianchi.

Il rosso che li sfregia

non ha redenzione.

 

(11 gennaio 2008)

 

 

La poesia ha un post sciptum:

 

Caro Claudio, se ti fa piacere, puoi pubblicarla. Peccato, però, avere solo parole, non offrire ai bambini straziati altra corazza che pensieri che ogni tanto vanno a capo. Ci potranno perdonare questa inadeguatezza?

Ancora di passaggio in questa sera molto nera.

 

Tiziana


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