Diario di bordo
Renato Pierri. Il diritto di morire un falso diritto?
12 Gennaio 2009
 

Probabilmente sbaglierò, non essendo un filosofo, né un esperto in diritto, però a me questa faccenda che il diritto di morire non sussista o sia un falso diritto, non mi persuade per niente, soprattutto se penso a malati senza speranza. Lo afferma il filosofo Vittorio Possenti: «Il “diritto di morire” è un falso diritto o un diritto che non sussiste, non perché sia contraddittorio ma in quanto è qualcosa che non è dovuto alla persona... Ogni autentico diritto dà voce a quanto è dovuto al soggetto umano, esprime il suum che gli altri sono tenuti a riconoscergli» (Il Foglio del 14 dicembre).

Mi pare che il filosofo basi la sua affermazione su questo concetto del termine diritto: “qualcosa che è dovuto alla persona”. Però un grande filosofo del diritto, ne aveva un concetto un po' diverso. Secondo S. Pufendorf, il termine diritto indica il potere di fare qualcosa non perché questo è ordinato da una legge, ma perché la legge non lo vieta e tale potere appartiene quindi integralmente alla propria libertà (De jure naturae, 1, 6, §III). Ora, esiste una legge che vieta di dare la morte, ma non esiste una legge che vieta di morire. Quindi il diritto di morire dovrebbe sussistere; dovrebbe essere un potere che appartiene integralmente alla propria libertà.

Ma lasciamo perdere le definizioni e domandiamoci: è possibile non riconoscere alla persona il diritto di non soffrire inutilmente? E se questo ultimo diritto sussiste, come soddisfarlo qualora l'unico mezzo a disposizione sia porre fine alla vita? Ne deriva che il diritto di morire è incluso nel diritto di non soffrire. Del resto, il fine vero del malato non è morire, ma porre termine alla sofferenza.

 

Renato Pierri

scrittore, ex docente di religione


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