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Iniziative/ Alberto Figliolia. Le avventure della bellezza: Percorsi e Illuminazioni 
Marted́ alla Casa della Poesia di Milano
12 Dicembre 2008
 

Un vulcano d'idee è Tomaso Kemeny (foto), uno degli instancabili e inossidabili motori della “Casa della Poesia” che a Milano incessantemente continua a proporre avvenimenti di grandissimi contenuti e portata. Nella sua magnifica sede milanese nel centro del bel parco di Largo Marinai d'Italia, nella Palazzina Liberty che già visse dei memorabili spettacoli di Dario Fo e Franca Rame, la Casa della Poesia ospiterà, organizzata e curata dal grande poeta magiaro-milanese Kemeny, la serata Le avventure della bellezza - Percorsi e Illuminazioni, una non-stop poetica in due tempi a partire dalle ore 18 di martedì 16 dicembre. L'ingresso è libero.

Le avventure della bellezza-Percorsi e illuminazioni... un titolo effettivamente illuminante per tempi non belli, diremmo anzi grami, sovente brutti, brulli e cattivi (strana questa mala unione di etica ed estetica), con canoni quasi invertiti. Ora facciamo un passo indietro per dire che proprio vent'anni or sono, prima a Riccione e poi a Milano, Mario Baudino, Rosita Copioli, Giuseppe Conte, Tomaso Kemeny, Roberto Mussapi e Stefano Zecchi avevano presentato, nell'ambito dell'evento La Nascita delle Grazie, le 19 tesi sulla vita della bellezza. Che sia il momento di un primo bilancio, per una dovuta ripartenza nella pertinenza del presente e nell'impertinenza del futuro?

A livello teorico interverranno dunque Demetrio Paparoni (La bellezza genera mostri), Francesco Napoli, Bianca Garavelli, Gianpaolo Sasso, Leonardo Terzo, Giancarlo Pontiggia, Milli Graffi, Marcello Pietrantoni, Roberto Ciaccio, Stefano Morigi e Giancarlo Lacchin. Quindi il gran valzer lirico-poetico, con ben 38 autori a leggere un proprio testo.

Nel corso della manifestazione verrà eseguito l'Inno alle avventure della bellezza di Davide Anzagni per il violoncello di Andea Favalessa. Alle 20:30 si chiuderà con un rinfresco.

Affinché possa nascere o risorgere il dibattito si riscrivono di seguito, senz'alcun genere di commento, le 19 tesi vergate e comunicate nell'anno Domini 1988, nell'altro secolo e millennio:

1. Ogni fattore negativo e distruttivo nella nostra società è sempre emanazione di forze estranee alla bellezza.

2. La bellezza è difesa biologica contro la distruzione della specie.

3. L’estetizzazione del mondo si fonda sull’insubordinazione del bello. Gli avanguardismi sperimentali che hanno lottato contro la bellezza hanno finito per assoggettare l’arte all’ordine borghese.

4. Sperimentazione e tradizione sono inseparabili nella bellezza sempre viva.

5. Nessun pugnale colpisce più a fondo il cuore di un uomo di un punto messo al momento giusto.

6. ‘Trobar clus’ per la genesi permanente del cosmo. Habitat del poeta è il caos sublime.

7. L’arte è il sogno sostenuto dallo specchio della natura simbolica.

8. La bellezza è nella sacralità politeista. L’arcadia è la degenerazione borghese della bellezza.

9. Il sacro fuori dalle confessioni come la magia fuori dagli occultismi.

10. Aderire senza condizioni alle esigenze dell’immaginazione significa anche affrettare l’apparizione della bellezza sublime.

11. Lo scrittore aiuta la vita a ricostruirsi negli interstizi del sogno.

12. L’energia è l’immaginazione: la poesia è la trasformazione concreta.

13. La natura è corrente d’energia metamorfica che da un punto sconosciuto muove verso un punto inconoscibile.

14. Il mito è il linguaggio sovrapersonale e sovratemporale con cui l’universo parla di se stesso. Non è il passato, ma è il futuro la coscienza cosmica dell’umanità.

15. L’eroe è colui che getta al di là del dolore e della morte un gioioso sguardo di assenso. È colui che dalla propria disgrazia privata e storica fa forza, anima, energia divina.

16. Il ritorno non è regresso ma la prima forma di identità.

17. Prova rileggere la storia introducendovi il concetto di destino.

18. La poesia non è figlia illegittima del Tempo, ma Big Bang.

19. Il nichilismo è il cancro del XX secolo. Questo secolo nichilista è quello che ha anche accettato il brutto nella forma dell’arte e il cattivo gusto nell’esperienza quotidiana.

 

Alberto Figliolia


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