Nobel. Premio per scoperta papillomavirus ma in Italia reticenza sui LEA
10 Ottobre 2008
 

Pochi giorni fa è stato annunciato il Premio Nobel per la medicina 2008, parimerito, al professor Harald zur Hausen (foto), per i suoi studi che hanno dimostrato come, nella donna, il carcinoma della cervice dell'utero sia da attribuirsi nella quasi totalità dei casi al contagio dal virus del papilloma umano (hpv). La scoperta del 1976 è da considerarsi di fondamentale importanza per la prevenzione da una forma di tumore che ogni anno in Europa colpisce più di 33 mila donne di cui circa 15 mila muoiono, poiché ha dato impulso allo studio e alla sperimentazione di un vaccino anti papillomavirus, disponibile in Europa dal 2006, efficace contro il contagio dal virus e contro l'insorgenza di lesioni tumorali e pre-tumorali della cervice uterina a più del 99%. Grazie e queste ricerche, nella scorsa legislatura il Ministro della Salute Livia Turco aveva modo di annunciare una campagna di vaccinazione pubblica e gratuita contro il virus del papilloma delle giovani donne in età tra gli 11 e i 12 anni, il provvedimento sarebbe stato compreso tra i nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA) disposti con il D.P.C.M del 23 Aprile 2008.

Ma, cambiata la legislatura, si cambia anche, purtroppo, la Sanità, e difatti di lì a poco, il 25 giugno 2008, il ministro del lavoro, salute e politiche sociali Maurizio Sacconi, nel corso di un'audizione in Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati, aveva modo di comunicare l'avvenuta rottamazione di quanto ottenuto e costruito da chi lo aveva preceduto: «i nuovi LEA, voluti dall'ex ministro della Salute Livia Turco, per “rimpolpare” le prestazioni offerte dal Ssn, non esistono». Da qui alla celebrazione in conferenza stampa dei risultati dei primi cento giorni del Governo Berlusconi IV, il passo è breve: era il 30 luglio quando il sottosegretario con delega alla salute Ferruccio Fazio, tornava a promettere che un nuovo decreto con la definizione di nuovi LEA sarebbe stato emanato entro il prossimo 31 ottobre. Oggi, riconosciuti ai massimi livelli internazionali i meriti del Premio Nobel zur Hausen, in Italia le vaccinazioni pubbliche delle bambine contro il papillomavirus sono ancora lasciate alla buona volontà (e alle casse) delle Regioni, mentre non si ha ancora notizia se, dalle sforbiciate di Tremonti, si sia riusciti a preservare il promesso provvedimento sui nuovi LEA, né quali prestazioni sanitarie questo provvedimento, comprenderà, e il 31 ottobre si avvicina. Per queste ragioni, insieme alla Sen. Emma Bonino e al Sen. Marco Perduca, abbiamo depositato un'interrogazione per sapere, se il Ministro Sacconi conferma che un nuovo decreto con la definizione di nuovi LEA è attualmente in fase di preparazione da parte del Governo e quando ne sarà data attuazione, se la campagna di vaccinazione gratuita delle bambine nel 12° anno di età contro le infezioni da papillomavirus rientrerà nelle prestazioni garantite dal Servizio Sanitario Nazionale secondo i nuovi LEA e per quali prestazioni sanitarie sarà prevista la copertura delle spese da parte del SSN nell'ambito dei nuovi LEA.

 

Donatella Poretti

 
 
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il testo dell'interrogazione

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