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Vetrina/ Patrick Sammut. Selezione di poesie in italiano
Patrick Sammut
Patrick Sammut 
07 Ottobre 2008
 

QUELLO CHE MI RIMANE DI TE...

 

«De’ tuoi bianchi capelli, sì leggeri

Alla carezza e pur sì folti, in uno scrigno

Una ciocca serbo...»

(Ada Negri, “La ciocca bianca”)

 

Quello che mi rimane di te

È il calore materno

che mi hai forgiato

in quel momento estremo

quando ti baciavo la fronte

quando ti tenevo la mano, forte

mentre il tuo respiro si ritirava

                                  poco a poco

come si ritirano i fiori

anche i più semplici

dai campi freschi di primavera.

 

Quello che mi rimane di te

È l’estrema scoperta...

le tue dita lunghe

della tua mano cara

erano quelle di un’artista

che suonava il pianoforte

non quelle sciupate dal duro lavoro

che donavi con amore.

 

Quello che mi rimane di te

È qualcosa che gioca a nascondiglio

                                  dentro di me

ma che non posso esprimere

                    con penna e inchiostro

né con queste misere parole

che cadono pesanti e si seccano come foglie...

Á qualcosa d’impercettibile ma presente

che bussa spesso alla mia porta

e io, lieto, le apro ogni volta

anche se vedere non posso né toccare

ma solo godere della sua amabile presenza.

 

Quello che mi rimane di te

non è una ciocca né nera né bianca

ma un cestello di beati ricordi e fotografie

e questa penna e questo inchiostro

che m’aiutano a ricordarti

a ridarti vita e respiro

anche se per pochi effimeri istanti

dopo lunghi lunghi mesi di esilio.

 

Quello che mi rimane di te

È un pugno di lettere minuscole

con un significato maiuscolo

...A M O R E.

 

 

IL SANGUE E LA PACE

 

La pace distesa su larghe pianure

di margherite, acetoselle, caprifogli, papaveri,

la pace sulle vertici più alte dei monti e nelle valli

la pace nello sguardo curioso di un bimbo

la pace nel bacio materno di mattino, la sera

la pace che nasce dall’amicizia

la pace nel sorriso di una giovane

che passeggia lungo una spiaggia color onde blu

la pace di una coppia anziana che cammina ancora a braccetto

la pace che sgorga dal lavoro quotidiano...

 

Il sangue nei mercati e nelle strade dell’Oriente

il buio nelle parole e negli sguardi di centinaia

che danno al fuoco bandiere e promettono vendette

pezzetti insanguinati di membra umane seminate lungo l’aia

fucili e cannoni che sparano feroci

pseudo condottieri che fomentano rabbia tra i deboli di spirito

popoli divisi in Oriente e Levante, Sud e Nord

Cristiani e Musulmani, rossi e blu.

Milioni che cadono come foglie rinsecchite

carestie, malattie, guerre

e i pochi che s’abbuffano,

figli dell’avarizia e della vanità...

 

La pace sulla bocca del vecchio Apostolo

che trema inclinato aiutandosi da un bastone

più forte nello spirito di qualunque falco

che grida parole spietate!

 

 

Figlia del sole

 

Ti guardo, ti penso per ore

accecato dal tuo sorriso oro orizzonte

la pelle oscura l’estate

lunare d’inverno.

Scorgo nel tuo sguardo campi di margherite

scorgo, mentre cammini, l’ondeggiare

delle onde mediterranee verde-blu.

Il sole in mille scintille frammentato

scintillio che fuori si getta

dai tuoi giovani occhi sorridenti

sgorganti getti di speranza.

Ti guardo mesmerizzato

oscura, dal sole accarezzata

leggera e fresca come l’albero del limone

in quel vestito d’estate, leggero.

Ti fisso a lungo e mi vanto

d’avere vicino te cascata vivace

per me, leccio vecchio,

m’allontano dal giorno di ieri

giorno di male

estendo il palmo della mano

per berti, baciarti, fissarti

scorgendo me giovane, vitale

nei tuoi occhi specchio d’acqua.

Vorrei morire ancora più vecchio,

fissando i tuoi occhi color terra fertile

te sfiorando la pelle oro orizzonte

te respirando brezza leggera,

disteso contento a te vicino

te giovane eterna

chiudendo gli occhi

felice ricordando il cammino

fatto insieme.

 

Patrick Sammut


 

Patrick Sammut è nato a Malta nel 1968. Ha studiato la lingua e la letteratura maltese e italiana, insieme alla storia, all’Università di Malta, e più tardi ottenuto un Masters nella Letteratura Italiana Contemporanea con una tesi intitolata “Il Romanzo della Resistenza”. Tra il 1994 e il 1996 ha studiato letteratura italiana e critica letteraria all’Università degli Studi di Firenze. Insegna la lingua e la letteratura italiana e maltese al liceo “De La Salle” di Malta fin dal 1992.

Oggi è vice-Presidente dell’Associazione dei Poeti Maltesi, editore della rivista di poesia VERSI, e coordinatore di una pagina letteraria di un settimanale locale, Il-Gens illum. Tiene molti contatti con poeti e scrittori sia maltesi sia stranieri (dall’Italia, Inghilterra, Australia, Stati Uniti, Romania, India, Grecia). La sua prima poesia l’ha scritta nel 1992 durante un camping nel mezzo di madre natura e vicino al mare. Le sue poesie sono in maltese, in inglese e in italiano, e trattano temi come l’ambiente, la politica e il sociale, l’amore, la guerra e la sofferenza umana. La poesia la scrive quando lei chiama, perciò non regolarmente. E questo molte volte succede a metà notte quando gran parte dell’umanità dorme. Scrive inoltre studi di critica letteraria e anche racconti per bambini.

Ha pubblicato tre libri: due di critica letteraria che trattano la storia della letteratura maltese (concentrandosi sull’aspetto poesia) e un’antologia poetica co-autorata. Le sue poesie sono state pubblicate in riviste e giornali locali e stranieri, in Italia, Slovenia, Stati Uniti e Brasile, e alcune sono state tradotte in portoghese, in greco e in olandese.

Tra i suoi passatempi ci sono la lettura (soprattutto di letteratura mondiale), la scrittura, la fotografia, viaggiare e il cinema non-commerciale. Ha visto paesi come gli Stati Uniti (California e Oregon), Egitto (il Cairo), Romania e molte città italiane. Settembre 2008 lo ha visto partecipare al “Progetto Dante” di Ravenna, insieme al poeta e traduttore, Alfred Palma. Ama tenersi in contatto con altri poeti e scrittori tramite e-mail e tiene un blog aggiornato.

È sposato a Rosalie e tiene due bambini: Andrew di 5 anni, e Kristina di 2 anni.


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