Arte e dintorni
Caterina Davinio: Navig-azioni nel progetto telematico, Karenina.it: da Fluxus alla Net-Art.
17 Febbraio 2006
 

Pubblichiamo in "Arte e dintorni" un incisivo e divulgativo saggio di Enrico Gianfranchi sull'opera di Caterina Davinio nel web e in mostre di Arte Elettronica. Caterina Davinio, scrittrice e critica d'arte, collabora a Tellus e sul numero 24-25 Poesie in cerca di Dio ha pubblicato poesie dalla sua raccolta “Fenomenologie seriali”. Mentre nel Tellus 26 Vite con ribellioni la rivista le ha dedicato la sezione: “La ribellione tecno-poetica di Caterina Davinio nella rete”.



KARENINA.IT (Poesia in funzione fàtica)


Progetto di Caterina Davinio, on line dal 1998.

Nel modello delle funzioni del linguaggio di Jakobson fàtico è l'uso della lingua che persegue lo scopo di tener aperto e funzionante il canale tra gli interlocutori. Tra arte e critica, tra happening e performance telematica, Karenina.it è un luogo di aggregazione virtuale intorno al tema della scrittura e delle tecnologie, un punto di riferimento planetario per l'avanguardia, nel quale confluiscono esperienze di artisti, curatori, teorici internazionali, in una rete che conta molte migliaia di contatti nel mondo.


Produzione: Davinio Art Electronics


Karenina.it / Xomunic/Azione. Prospettive sulla moderna web-avanguardia letteraria


Testo di presentazione nella mostra UBC - Digital Visions 2003, Department of Art History, Studio Art and Theory, University of British Columbia, Canada. Presidente della giuria: Sylvia Borda. Testo di Enrico Gianfranchi. Traduzione di Caterina Davinio. Il progetto Karenina.it ha collaborato alla realizzazione del progetto Bunker Poetico nella 49ma Biennale di Venezia, curatore generale Harald Szeemann. Premiato con il MAD03 Award a Madrid nel 2003 nella sezione NET_ZIN.


Molto Fluxus e assolutamente d'avanguardia, il sito Karenina.it di Caterina Davinio spinge i confini della poesia e del discorso letterario nel regno del digitale. Il tradizionale foglio di carta è sostituito dal codice binario e può essere letto da più persone simultaneamente in virtù del network mondiale nel quale risiede. Il sito web fa uso della libertà di comunicazione che Internet offre per presentare esperienze di artisti che sperimentano con aree della teoria letteraria dove scrittura tradizionale, arti visive e tecnologie digitali si fondono. In Karenina.it movimenti artistici storici si mescolano con dissertazioni e saggi critici, per formare un denso schema artistico/letterario. Dal 1998 il sito web è stato una miscellanea in espansione di dibatto e critica sull'arte dei nuovi media, arte sperimentale, avanguardia, teoria letteraria e saggi di net-scrittura. È stato il primo progetto di arte-poesia/comunicazione presente nel web in un contesto italiano. Il suffisso ".it", che segue il titolo Karenina del sito, è infatti un segno di locazione geografica (essendo ".it" il suffisso che indica un sito italiano). Il valore è in ogni caso non definito da un discorso di locazione geografica; piuttosto risiede nel quadro concettuale del movimento artistico Fluxus.

Emerso negli anni Sessanta a New York e rapidamente diffusosi in Europa e Asia, il movimento Fluxus ha portato insieme elementi di Dada, Zen e ideali del Bauhaus. Un network non strutturato di artisti Fluxus da tutto il mondo si è solidamente costituito attraverso gli anni Sessanta e Settanta. Uno spontaneo carattere giocoso definisce l'arte e le performance Fluxus. L'imprevisto e la mescolanza apparentemente caotica di media e forme d'arte ha la tendenza a confluire in un tutto piuttosto strutturato nelle mani di un artista Fluxus; la fusione di media e materiali così svariati, come ready made, reperti, manifesti, ritagli di giornale, mail art, e oggetti di ogni giorno, crea una felice sensazione di disorientamento.

Sebbene il movimento Fluxus non sia più presente come tale, gli ideali di questo, ricettività e abilità di determinare la forma che l'avanguardia assumerà all'interno del mondo artistico, sono ancora intatti. La necessità di anticipare e l'estetica pionieristica, tendenze e sensibilità politiche e sociali, rimangono ancora una caratteristica che definisce ogni artista o teorico associato con il movimento.

Lontano dall'essere una raccolta di dissertazioni e brani di poesia assemblati seguendo un oscuro disegno, il sito Karenina.it è distante anche da un insieme disordinato di materiale letterario. I contenuti sono strutturati e chiari, sebbene la forma e l'estetica rimandino piuttosto a una bacheca piena di annunci. In linea con l'estetica Fluxus sopra descritta, Karenina.it è nella realtà permeata di un look giocoso che contrasta con il contenuto profondamente intellettuale degli articoli.

Sebbene il sito possa passare per una generica rivista on-line, è piuttosto, nelle parole stesse della Davinio, un «luogo di aggregazione». Esso, infatti, ospita un dibattito che si sviluppa, che coinvolge allo stesso modo artisti e critici, come pure lavoro d'arte e le risposte che esso genera. Vi è una tangibile sensazione di costante scambio tra coloro che contribuiscono al sito, come voci colte che emergono dall'ambiente visivamente caotico. L'aspetto della comunicazione è trattato come medium artistico che va oltre i contenuti del dialogo o la qualità delle parole in esso usate. Il flusso di parole e informazione diviene arte in se stesso, trascendendo la necessità di vedere l'arte in termini tradizionali di forma.

«Poesia in funzione fàtica» è, infatti, il modo di Davinio di descrivere l'attività nel suo sito. Secondo il modello di comunicazione di Roman Jakobson, la funzione fàtica è l'uso del linguaggio che mantiene e aumenta lo scorrimento dell'informazione tra gli interlocutori. La comunicazione è materiale usato dall'artista. L'abilità del sito di generare e mantenere aperti molti simultanei sentieri di discussione è ciò che ne determina il successo, non solo come portale per il discorso letterario, ma anche come opera d'arte in se stessa. Davinio è quindi curatrice dello spazio virtuale e allo stesso tempo artista e architetto del paesaggio letterario creato.

Il sito si sottrae alla tradizione e oltrepassa i confini dell'avanguardia in termini di arte digitale. Il movimento Fluxus, sul quale Karenina.it è strutturato, enfatizza l'aspetto caotico come mezzo per minare alle fondamenta modi tradizionali di fruire e intendere l'arte. Il sito fa lo stesso in termini di arte digitale. Dove l'arte digitale ha promesso di offrire strumenti per creare facilmente immagini esteticamente piacevoli e di successo, Karenina.it non solo fornisce un ambiente visivamente disordinato che pregiudica il potere dell'immagine digitale come prodotto esteticamente seducente, ma mette in discussione la forza dell'immagine iconica quando è posta di fronte a una controparte verbalmente capace di colpire e pulsante. L'immagine appare statica, mentre la parola, nella funzione fàtica di Karenina.it, è viva e vibrante. Il flusso è senza fine, perciò il sito è essenzialmente in un eterno stato incompiuto e non può essere sottoposto agli stessi criteri di giudizio con cui si valuta un'immagine finita. L'importanza e il centro dell'interesse sono nel processo di comunicazione, piuttosto che nell'apprezzamento di un prodotto terminato e pubblicato. Lo scorrimento dell'informazione è attraente e affascinante, e costringe l'osservatore a leggere e a lasciarsi coinvolgere mentalmente: piuttosto che rispondendo passivamente all'elemento visivo, lo spettatore è portato ad esplorare il panorama letterario presente.

In accordo con gli ideali Fluxus, il sito ospita lavori di poesia/performance virtuali, come un vasto e vario collage di saggi (in molte lingue), pezzi musicali digitalizzati, immagini cariche di senso poetico (dove l'estetica dell'immagine stessa è al secondo posto rispetto al messaggio letterario introdotto). Vi è un certo coefficiente di direzione, applicata al flusso di informazione e conversazioni, per mantenerle all'interno del canale dell'arte e della poesia sperimentali. Karenina.it non è soggetto a restrizioni o controllata dal curatore, ma non è neppure lasciata completamente libera o aperta, diversamente l'effetto sarebbe quello di un bollettino per intellettuali legati al mondo della letteratura.

È essenziale puntualizzare come il sito abbia anche un aspetto che presenta interessanti riferimenti letterari: il nome scelto, Karenina.it, si riferisce direttamente al personaggio di Tolstoj Anna Karenina. Legato dalla situazione sociale del tempo e dalla classe sociale cui apparteneva (aristocrazia russa del XIX Secolo), Anna Karenina tragicamente scelse il suicidio lanciandosi sotto un treno in movimento, una nuova conquista tecnologica del suo mondo. Il sito Karenina.it gioca sulla vita del personaggio in molti modi.

Karenina è fatta rivivere nella forma virtuale Karenina.it: quanta ironia in un personaggio che sceglie la morte con una nuova tecnologia e dovrebbe rinascere in una forma tecnologicamente avanzata con l'aggiunta del suffisso ".it". Il sito web raccoglie un discorso letterario aperto, funziona come una porta aperta che mette in contatto persone e apre numerosi sentieri di comunicazione. La Karenina letteraria era non solo legata dalla struttura sociale in cui viveva, ma le sue azioni di personaggio erano decise dall'autore/creatore Tolstoy: la Karenina.it virtuale non solo parla per se stessa, ma è stata creata deliberatamente come entità aperta da chi ad essa ha dato origine, Caterina Davinio. L'Anna Karenina di Tolstoy è intrappolata nella tradizione che la circonda: molto similmente l'arte digitale sembra intrappolata negli stessi paradigmi di forma ed estetica che definiscono l'arte visiva. Karenina.it è fortemente letteraria, anti-tradizionale e d'avanguardia. La singola parola incastonata al suo interno diviene arte, libera dal giudizio estetico e vibrante nella propria funzione fàtica.

Specificamente è la virtù della funzione fàtica che crea forza concettuale nel sito. Il flusso di parole diventa arte, sostanzialmente legato alla libertà dai paradigmi tradizionali della critica d'arte. Fluxus aveva posto in questione tali paradigmi enfatizzando l'importanza dell'elemento concettuale su quello visivo. Karenina.it fa lo stesso in termini web-letterari, presentando parole come arte e il paesaggio letterario di esse come solo riferimento visivo.


Enrico Gianfranchi



Altri progetti di net-art/poetry di Caterina Davinio:


GLOBAL POETRY NET-ACTION (virtuale e reale). Immagini e testi (varie lingue). Marzo 2002; materiali usati: poesia visiva, poesie e immagini di centoventidue artisti, sito web, file html, gif, jpg, comunicazione Internet e posta elettronica, stampe, installazioni e performance in tempo reale contemporaneamente a New York, Los Angeles, Milano, Roma, Colonia, San Pietroburgo, Montevideo e altre città in California, Brasile, Russia e Italia. Creazione collettiva che scorre nella rete come comunicazione, arte fatta di comunicazione, il progetto gioca sul confine semiotico tra reale e virtuale; gli artisti coinvolti hanno realizzato eventi "reali" nelle sedi dislocate, usando 122 e-mail circolate nel network, e li hanno portati di nuovo in Internet come immagine digitale, foto, sito web. Le azioni reali/virtuali si sono svolte contemporaneamente dal 21 al 27 Marzo, il sito è ancora on line. Il progetto è stato selezionato per l'archivio internazionale di net.art Rhizome di NY, presente in numerosi siti internazionali, tra questi il sito ufficiale del 50ma Biennale di Venezia, nel contesto del progetto BlogWork-The Artwork is the Network dell'ASAC. Incluso nel saggio Tecno-Poesia e realtà virtuali, Sometti, Comune di Mantova, 2002.


AZIONE PARALLELA - BUNKER (49ª Biennale di Venezia, curatore Harald Szeemann), 7 Giugno 2001; happening virtuale on line per il Bunker Poetico. Materiali usati: poesie e poesie visive inviate per e-mail, sito web aggiornato in tempo reale, file html, gif, jpg, e-mail e comunicazione web. Poeti e artisti si sono connessi con la redazione di Karenina.it, inviando i loro contributi in ore prefissate, durante l'happening reale all'Orsogrill delle Artiglierie (Una rete di voci). L'"Azione parallela" on line di Caterina Davinio è stata pubblicata e rilanciata in molti siti internazionali; inclusa nel saggio Tecno-Poesia e realtà virtuali, Sometti, Mantova 2002.


PAINT FROM NATURE / COPIA DAL VERO. "Vero" come paesaggio mediatico e passaggio telematico. La net-performance è stata realizzata il 4 Febbraio 2002 alle Giubbe Rosse di Firenze, storico caffè delle avanguardie, e l'8 Giugno 2002 all'Eglise Anglicane di Ajaccio, in Corsica, nel contesto del festival PerformanceX6. Materiale usato: settanta e-mail provenienti da New York, giunte nella casella di posta elettronica della redazione di Karenina.it l'11 Settembre 2001, comunicazione e-mail, azione remota in collaborazione con altri artisti, stampa e installazione delle e-mail, sito web, file html, gif, jpg. In modo non iconico l'opera descrive la tragedia delle Twin Towers come è apparsa nel flusso telematico. Voci dal rizoma, da un luogo che è ovunque, da un non luogo, da una tessitura di contatti di comunicazione, che è in certa misura anche "cosa", spazio dove entrare, vagare, cercare. Questo spazio della comunicazione elettronica, nella performance “Paint from nature”, è stato "copiato", o, con una metafora visiva, fotografato, dopo essere stato inquadrato nel monitor, insieme ad alcune domande su cosa una net-performance "realmente" sia, cosa una "copia dal vero" e il "vero" stesso siano nella rete, nell'universo dei media, su come Internet ponga in discussione il ruolo dell'artista, la sua identità, e questi concetti (identità, realtà, copia, natura, originale, presenza, performance, ruolo dell'artista, spazio-tempo) risultino disintegrati, ma anche ricostruiti. L'opera è stata selezionata dall'archivio Rhizome di NYC, pubblicata nella rivista francese di avanguardie Docks, Ajaccio, 2002. Presente in siti internazionali, tra questi: NY Art Magazine, linkata in BlogWork sul sito della 50ª Biennale di Venezia. Inclusa nel saggio Tecno-Poesia e realtà virtuali, Mantova 2002).


GATES - Beyond Net.Art / Real Things Across the Cyberspace. Dedicato a Pierre Restany. Presentato nel progetto on line BlogWork-The Artwork is the Network della 50ª Biennale di Venezia. Prima parte: 4 Luglio - 30 Settembre, 2003. Seconda Parte: 1° Ottobre- 31 Dicembre, 2003. Evento collaborativo planetario tra realtà e cyberspazio, Gates amplia l'esperienza della performance decentrata, tra reale e virtuale, con nodi dislocati nel mondo, già sperimentata in Global Poetry e in Paint from Nature. Artisti internazionali e gruppi sono stati invitati a creare una costellazione di installazioni reali a forma di porta, sparse per il mondo, e a farvi accadere intorno eventi reali, coordinati attraverso Internet e destinati a confluirvi circolando nel network, in un clima di cancellazione dei confini tra reale e virtuale, tra arte, poesia e discorso critico, di apertura totale e contaminazione tra linguaggi. Contributi giunti da: Belgio, Libano, Cile, Amazzonia, Stati Uniti, Grecia, Regno Unito, Brasile, Germania, Spagna, e da altri paesi. Come Global Poetry, Gates è un esperimento di net.art che vuole superare la net.art come puro gioco interattivo on line, una mostra non convenzionale, cui si partecipa creando circolazione di azione-comunicazione tra reale e cyberspazio, tra visualità e parola, collegata all'icona della porta, con le implicazioni simboliche, informatiche e telematiche di questa: porte come vie di transito, come dimensione estrema dell'aperto, del passaggio in ogni direzione. Una nuova forma d'arte che usa come materiale la comunicazione elettronica, ma più in generale la relazione tra persone, il dibattito sull'arte, il corpo, la voce, il gesto, nelle estensioni virtuali che ci consentono di esplorare ipotesi di ubiquità; l'invito è stato rivolto ad artisti sperimentali, poeti, critici, teorici, “e-post-Fluxus casseurs”, “e-post-post-duchamp-isti(?)”. Gates, in corso fino al 31 Dicembre 2003, è stato dedicato a Pierre Restany, che ha apportato il proprio contributo al progetto fino al giorno della prematura scomparsa, cercando per esso un nodo a Parigi.



Caterina Davinio, tecno-artista, scrittrice, ha svolto attività di curatrice e consulente in mostre e festival italiani e stranieri legati all'avanguardia e ai nuovi media. Tra i pionieri dell'arte digitale italiana, prima donna a usare tecnologie come video, computer e Internet in letteratura dal 1990, sperimenta soluzioni non convenzionali tra computer art, net-art, video, poesia visiva digitale, Internet-performance, video-performance. Ha realizzato anche mostre di stampati da computer, pittura e libri d'artista, avvalendosi di tecniche tradizionali e digitali. Suoi lavori sono stati esposti in oltre cento mostre e festival nel mondo. Ricordiamo la partecipazione alla Biennale di Venezia (edizioni dal 1997 al 2003) nel contesto di rassegne di new media poetry, poesia sperimentale, eventi Fluxus e on line. Altre mostre di rilievo: VeneziaPoesia (96 e 97, a cura di Nanni Balestrini), La coscienza luccicante. L'arte nell'età elettronica (Palazzo delle Esposizioni, Roma, 1998), Le tribù dell'arte -Tribù del video e della performance (curatore generale A. Bonito Oliva, Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, 2001), Artmedia VII (Università di Salerno, a cura di Mario Costa), Biennale di Arti Elettroniche e Televisione (Roma, edizioni 1997, 1999, 2001), Polyphonix (edizioni del 1997 e del 2002, Barcellona e Parigi), Markers IV (Venezia 2003), New Media Art Biennial 2003 (Museum of Contemporary Art Merida - Yucatan/Mexico). Autrice del saggio Tecno-Poesia e realtà virtuali (Mantova, 2002), del romanzo Còlor Còlor (Campanotto, 1998), ha pubblicato articoli, testi poetici, poesie visive e lavori digitali su riviste internazionali. Collabora a Tellus. Home Page: http://xoomer.virgilio.it/cprezi/caterinadav.html


Enrico Gianfranchi. Laureato in Belle Arti, ha un Master in Visual Design. Attualmente lavora in Italia come fotografo e visual/web designer. I suoi lavori sono stati esposti in mostre personali e collettive e fanno parte di collezioni private in Italia e all'estero. Nel contesto del festival internazionale di new media art “Digital Visions 2003”, a cura di Sylvia Grace Borda, organizzato dall'Università della British Columbia, Department of Art History, Visual Art and Theory, ha presentato a Vancouver il progetto Karenina.it, selezionato, con il saggio qui tradotto. Versione originale in catalogo della mostra, pubblicato da Sylvia G. Borda e British Columbia University, Canada, 2003. Tutti i diritti riservati.


TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - R.O.C. N. 7205 I. 5510 - ISSN 1124-1276