Diario di bordo
Mario Staderini. Rifiuto del Vicariato atto ostile. Alemanno insista, coinvolgendo il corpo diplomatico 
Sul caso anche la dichiarazione di Andrea Costa (Italia Nostra)
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(foto 'la Repubblica.it') 
24 Agosto 2008
 

Bene ha fatto il sindaco Alemanno a mandare un’ispezione dei vigili urbani a Palazzo Maffei Marescotti.

La scelta del Vicariato di Roma di impedire qualsiasi tipo di accesso ai funzionari comunali è un atto grave e ostile nei confronti della città, rispetto al quale il sindaco non può rimanere inerte. Alemanno chieda formalmente al Governo, trattandosi oramai di questione tra Stati, di attivare le procedure diplomatiche previste dal diritto internazionale per ottenere spiegazioni ed il ripristino dello stato dei luoghi.

In una situazione analoga, Antonio Cederna affermò che «per il paesaggio urbano non può valere l'assoluta sovranità della Chiesa sui beni culturali all'interno del Vaticano»; figuriamoci, dico io, per gli immobili in pieno centro di Roma. I privilegi dei Patti Lateranensi hanno dei limiti: e se decidessero di costruire un grattacielo accanto al Pantheon?

Dal Sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro, se non la convocazione dell’ambasciatore vaticano, ci aspetteremmo per lo meno una parola sull’argomento.

Ma v’è di più.

Mentre continua il silenzio del Cardinal Vallini, Vicario di Roma, corre il sospetto che i lavori su Palazzo Maffei Marescotti siano contrari, oltre che alle norme italiane, anche a quelle vaticane.

La legge sulla tutela dei beni culturali dello Stato Città del Vaticano, infatti, individua una precisa procedura che non sembra rispettata.

Proprio per questo nelle prossime ore mi rivolgerò direttamente al Presidente del Governatorato Vaticano, affinché eserciti i suoi poteri di ispezione e sospenda i lavori.

 

Mario Staderini



Dichiarazioni di Andrea Costa, consigliere di Direttivo della Sezione romana di Italia Nostra, in merito alla sopraelevazione dell'edificio.

 

Condivido e sottoscrivo l’appello di Mario Staderini (Direzione dei Radicali Italiani) al Vicariato ed in particolare al Sindaco Alemanno contro l’ennesima soprelevazione in un Palazzo storico del centro di Roma.

Sarebbe interessante sapere, usando gli unici strumenti di misura presi in considerazione dalla politica romana degli ultimi quindici anni, cioè il metro quadro ed il metro cubo, quanto esteso sia veramente lo Stato della Città del Vaticano considerate anche le “enclave”, dentro il territorio della città Capitale della Repubblica italiana. Un esercizio che propongo ai topografi , ai docenti di architettura o semplicemente ai cultori della romanità. Ci vorrebbe una cartina in scala.

Come è noto, non è inedito che Italia Nostra si sia occupata dei problemi di Roma inerenti il Vaticano: ricordo solamente la nuova casa di S. Marta in Vaticano ai tempi del nostro compianto presidente Antonio Cederna, o la battaglia per la Domus di Agrippina al Gianicolo, sventrata per il parcheggio del Giubileon od anche il successo ottenuto contro il roof garden del Senato della Repubblica, sempre nella Piazza del Pantheon. Non mancheremo di occuparcene anche per questo nuovo caso.

Tornando all’appello di Staderini, devo però amaramente constatare che l’attendismo che sta contraddistinguendo il Sindaco e che rischia dal 2 settembre di segnarne definitivamente a caratteri cubitali il nome tra i dies nefasti della città Eterna, non mi lasciano ben sperare per una sua risoluta capacità di risolvere anche questo problema.

Italia Nostra, Associazione autonoma e responsabile nel pensiero ancorché nell’azione, continuerà comunque nell’intransigente opera (qualche archeologo alla moda potrebbe persino giudicarla “talebana”) di applicazione e di promozione dei diritti Costituzionali di tutela del patrimonio storico ed artistico della Repubblica Italiana.

 

 

Fonte: Radicali.it, 23/08/2008


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