Diario di bordo
Lidia Menapace. “Chiedo l'iscrizione a Rifondazione comunista”
29 Luglio 2008
 

Cari compagni, carissime compagne (al cuore non si comanda),

 

chiedo l'iscrizione a Rifondazione comunista. Non muto la mia opinione sull'esaurimento della forma del partito politico: ma poiché esso è stato la più straordinaria invenzione della politica soprattutto come partito di massa (ma oggi dei soggetti), di massa -dicevo- non popolare né populista, il suo superamento richiede analisi discussione e l'avviamento di un processo preciso concordato pensato praticato, non certo slogan improvvisati.

Del resto -come ho detto una volta suscitando più stizza che approvazione- a me Rifondazione è sempre piaciuta perché piuttosto che un partito tradizionale è un'Arca di Noè: più d'uno e una ha forse creduto che fosse una definizione sarcastica e offensiva; invece io penso che l'arca è una nave ben costruita, tanto che riesce a passare attraverso il più tremendo tsunami della storia, il diluvio universale ricordato in tutte le mitologie. E su quella nave certo adatta per mettersi in salvo, si pensa al futuro, dato che vengono imbarcate tutte le specie animali conosciute in coppia. E chi si è imbarcato non sta lì ad aspettare che sia passata la tempesta passivamente con le mani in mano. Vanno di frequente in coperta a scrutare l'orizzonte, sicché appena vedono una colomba con un ramoscello d'ulivo nel becco e un arcobaleno in cielo, capiscono che un po' di terra è emersa e la cercano e finiscono per approdare sul monte Ararat, non certo nel recinto delle facili certezze fideistiche, ma su una cima dai grandi orizzonti.

Comunque anche per uscire dalle difficoltà delle forme politiche serve più organizzazione, non meno e più organizzazione collettiva, non elitaria oligarchica o leaderistica, specialmente oggi, quando l'egemonia di una cultura politica populista e autoritaria da parte di Berlusconi arriva fino dentro la testa o la pancia di tutti, tutte noi, persino inquinandoci sotto li profilo della moralità politica.

Mi sento di poter continuare questa ricerca dentro Rifondazione comunista.

So già che quanto affermo è stato apprezzato in alcuni incontri cui ho partecipato su invito di Paolo Ferrero, inoltre con Grassi e Burgio verso i quali avevo sempre avuto una distanza, mi pare che sia possibile e interessante una interlocuzione e un lavoro comune sulla base di una reciproca fiducia e affidabilità, Giannini lo conosco bene e ambedue sappiamo quanta è la stima e l'affetto nonostante tutte le differenze profonde di cultura politica, Pegolo lo conosco (se mi permette di dirlo) da piccolo e ho trovato molto interessanti le sue dichiarazioni durante il congresso, molto calibrate pensate serie (anche troppo). Questo vale per tutti i compagni e le compagne che ho ascoltato con grande attenzione durante il dibattito e che sono confluiti sulla mozione 1. Ho ascoltato molti altri appassionati interventi in appoggio alla mozione 2 e penso che bisognerà avere la capacità di una interlocuzione unitaria e una gestione aperta verso tutti e tutte; dato che nessuno in una organizzazione che si fregia di comunista può avere una opinione proprietaria o un rapporto feudale coi propri seguaci.

Forse a voi non sembra, ma sono convinta che la più grande innovazione che tutta la sinistra comunista ha affrontato da quando esiste è stato di scrivere nel preambolo dello statuto allo stesso livello come avversari cui ci si oppone in modo antagonistico, il capitalismo e il patriarcato. Su questa affermazione approvata all'unanimità penso che dovrebbe essere possibile predisporre un convegno, incontro, dibattito generale, seminario di tutto il partito e anche di altro fuori di noi (se posso ormai dire “noi”).

Altri temi certamente non mancheranno, soprattutto quelli sociali già enunciati.

 

Insomma vi prego di darmi il benvenuto e cercherò anche di essere saggia e misurata perché non è tempo di effettacci, vi abbraccio tutti e tutte

 

Lidia Menapace


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