Sì, viaggiare
Bruna Spagnuolo: La grande Cina (la 'mia' / 1991) – 4. La preghiera nel tempio delle ruote
07 Giugno 2008
 

 

Da destra verso sinistra, faccio girare tutte le ruote della preghiera e immagino che nella danza silenziosa e gentile di quei cilindri simbolici siano compresi i moti più segreti del mio cuore, le aspettative più alte e più nobili del creato, il grido silenzioso di ogni filo d'erba e di ogni creatura, la preghiera e le lodi di ogni aurora e di ogni terra-mare-cielo, l'anelito alla vita dell'umanità intera e l'invocazione inascoltata di ogni indifesa forma di vita o pensiero...

 

 

Prima di andarmene, però, devo ancora compiere il gesto memorabile che ha condotto i miei passi fin qui... E il tempio delle ruote mi regala quel gesto importante, indimenticabile e catartico che, forse, aleggerà per sempre in quel luogo lontano...

 

Ogni ruota è depositaria di ideogrammi-preghiera e di desideri votivi. Nel cuore umano, i desideri votivi sono un unico crogiuolo da indirizzare al cielo, come un florilegio immediato e istintivo. Sulle labbra emotive essi non trovano parole-frecce che possano volare come un raggio di luce. Le ruote della preghiera girano e, una alla volta, come anelli di una catena, afferrano i desideri del cuore, li uniscono alle intenzioni dipinte da secoli e, in un unico movimento senza tentennamenti, li lanciano verso il cielo proprio come raggi di sole...

 

Non hanno spigoli le ruote/ non offrono angoli-appiglio alle imperfezioni-forze negative che possano disturbare gli equilibri ing-yang dell'universo. Fatte di circonferenze dalle linee morbide e arrendevoli, come l'essenza dell'amore infinito, si fanno interspazi multiformi/multirespiro per ogni pensiero dal bene nato e verso il bene teso... Ad esse le ansie votive si avvolgono (ma non per restarvi...). Come ali di farfalla vi volteggiano e poi danzano i voli designati del viaggio verso ubiquità divine oceaniche e buone...

 

 

Scendendo dall'altura e ritrovando il benessere fisico, ricordo di aver completamente trascurato le bancarelle e mi dico che sia un peccato che io non abbia trovato la forza di comprare dei souvenir-meraviglia, ma nell'inconscio provo una sensazione che è come un'assoluzione liberatoria. Ho sempre disapprovato il mercanteggiare veri e propri tesori e condannato “i turisti” come trafugatori di pezzi di identità di popoli lontani. Sono felice di andarmene portando con me soltanto i talismani che possono abitare il mio cuore.

 

Bruna Spagnuolo (testi) e G. Ferrari (foto)

 

Continua...


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