Oblò cubano
Carlos Carralero (ULC). Libertà per Eliécer Ávila!
12 Febbraio 2008
 

Il giorno 19 gennaio, in assemblea con il presidente del “parlamento” cubano, Ricardo Alarcón, due studenti dell’università di Scienze dell’Informatica, publicamente rivolsero scomode domande all’alto funzionario della dittatura, contenenti richieste di cambiamento della società cubana. Uno di loro, Eliécer Ávila, chiese perchè a Cuba si guadagna in pesos, valuta che ha 25 volte valore inferiore al peso convertibile, e invece i prodotti fondamentali si vendono in moneta estera. Avilainterrogò il funzionario anche sul reale dramma dei cubani che non hanno diritto a viaggiare, ad alloggiare in un albergo o entrare nelle spiaggie del territorio nazionale come lo fanno i turisti stranieri.

Pochi giorni fa la registrazione della riunione, un caso raro nella storia del castrismo, in maniera anonima incominciò a girare nelle diverse agenzie di stampa del mondo. All’inizio molti pensarono che poteva trattarsi di una farsa per incastrare Alarcón che, dopo la scomparsa di Castro dalla scena politca, appare in pubblico in atti non ufficiali e isolato. Ma le cose andarono avanti e le parole e i volti dei due ragazzi continuarono a girare il mondo.

Il 10 febbraio, e poi ancora ieri, nelle agenzie e sui siti dei cubani in esilio è cominciata a circolare la notizia che denuncia l’arresto di Eliécer Ávila; secondo tali informazioni il fermo sarebeb stato effettuato già sabato 9 febbraio. Le persone che hanno trasmesso il messaggio della madre del giovane, aggiungono che insieme alla polizía segreta, nella sua abitazione in un villaggio del comune di Puerto Padre, nella zona orientale di Cuba, si presentarono persino funzionari del Consiglio di Stato cubano e, aggiunge l’informazione, che uno di loro avesse assicurato alla madre di Eliécer che in breve avrebbe visto suo figlio comparire alla “Mesa Redonda” (“Tavola Rotonda”, nota trasmissione televisiva, intendendo quindi dire che avrebbe quindi reso una dichiarazione in favore del regime); una sorta di autoaccusa, come hanno fato prima con molti personaggi, tra tanti i piu clamorosi, quegli che riguardano il generale Ochoa o il poeta Eberto Padilla. Il primo fucilato e il secondo morto in esilio dopo una grave depressione causata dalle sue involontari confessioni.

 

È stata messa in atto una campagna internazionale per la liberazione del giovane. Compaiono in calce i links a mezzi d'informazione e organizzazioni varie che seguono la vicenda e stanno inviando messaggi e diffondendo la notizia al mondo. Si chiede ad Amnesty International e ad altre istituzioni per i diritti umani di adottare e impegnarsi in favore di questo giovane, responsabilizzando il Governo di Cuba sulla sorte di Eliécer Ávila.

L’Unione per le Libertà a Cuba rivolge un appello all’opinione pubblica italiana per salvare il giovane dalle umiliazione e torture; che esca incolume fisicamente, psicologicamente e moralmente dalla prigione castrista! Cerchiamo di evitare la sofferenza alla madre del giovane.

 

Carlos Carralero

Unione per le Libertà a Cuba

 

 

Per documentazione:

www.bitacoracubana.com

www.payolibre.com 
ar.news.yahoo.com
www.cubaencuentro.com
www.cubalibredigital.com

www.libertaddigital.com

groups.google.es
www.netforcuba.org

www.noticias24.com

http://rafaelmartel.com
www.cubanuestra.nu

www.europapress.es

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