Pianeta jazz e satelliti
Paolo Fresu Evil Quartet - Stanley Music (Blue Note) 2007
22 Gennaio 2008
 

 

Track Listing: Another road to Timbuctù / Il tempo del sogno / Caledonian Flowers / Moto perpetuo / Giovedì / Dou dou / Devil's game-Labbra bianche-medley / L'afflato prodromo del misantropo / Il diavolo e l'acquasanta / Qualche anno dopo

 

Formazione: Paolo Fresu, tromba flicorno multieffect / Bebo Ferra guitars, multieffect / Paolino Dalla Porta contrabbasso / Stefano Bagnoli batteria

 

Non c'è niente di nuovo in questo album, nessuna idea concettualmente diversa o particolarmente innovativa. Andate però subito alla quarta traccia, “Giovedì”, un brano scritto da Bebo Ferra, e immediatamente rimarrete soddisfatti per l'acquisto del compact. Si tratta di una ballata intensa, dolce ed estremamente lirica. La tromba di Paolo ha una capacità espressiva ormai in tutto degna del grande Chet, sottolineata dalla magnifica chitarra acustica di Bebo, un musicista che più conosco e più amo. È il brano che già dal primo ascolto mi ha conquistato, ma c'è molta altra carne al fuoco. “Moto perpetuo”, un tema di Fresu dal sapore medio-orientale, e “Il tempo del sogno”, per la penna di Paolino Della Porta, un brano onirico e sospeso, e poi un'altra ballad, “Dou Dou”, questa volta ad opera di Stefano Bagnoli. Alla fine dell'album c'è una ghost track non indicata e quindi senza titolo, basta aver pazienza e lasciare il dischetto nel lettore...

Il gruppo è diventato tutto italiano con la presenza di Ferra al posto di Nguyen Le, e ne ha guadagnato in una maggiore espressività lirica, valorizzata dai tempi medi e lenti di gran parte delle composizioni. La suggestione maggiore viene dalla tromba, soprattutto sordinata, che io continuo a preferire nature, cioè senza gli effetti elettronici del delay (ma ad ogni modo l'uso che ne fa Paolo è sempre garbato e coloristico), ma anche la chitarra ha uno spazio non limitato al controcanto che ne mette in rilievo la cospicua cifra personale. Ferra è un musicista molto interessante sia all'acustica che alla chitarra elettrica, senza contare la sua felice vena compositiva. Dalla Porta e Bagnoli costituiscono da tempo una sezione ritmica affiatata e completa.

Un album estremamente piacevole, con alcuni brani che ripasserete più e più volte nel vostro lettore per riassaporarne le meraviglie. Non un must ma una godibile e onesta prova discografica. Da ascoltare.

 

Roberto Dell'Ava

 

VALUTAZIONE: * * * ½

 

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