Piero Cappelli: "Parola e Pane". Riflessioni sul Vangelo (0)
Antonello da Messina, Cristo alla colonna, particolare
Antonello da Messina, Cristo alla colonna, particolare 
28 Novembre 2007
 

Cosa è questa sezione “Parola e Pane” della rubrica I Care… communication? È una riflessione sui testi biblici che la Chiesa cattolica propone ogni domenica alla liturgia eucaristica. È solo un’occasione pratica per avere un percorso già delineato con dei tempi previsti offrendoci un’opportunità per meditare su un messaggio spirituale - un brano del Vangelo -, che ‘guarda’ da questa vita per scoprire un’altra Vita, già nel ‘qui ed ora’… In una prospettiva aperta al dialogo interreligioso ed ecumenico.

Il titolo di Parola e Pane ha un importante significato. La Parola è intesa come annuncio di una buona notizia che però non rimane lì teoricamente ben detta o scritta. Deve farsi pane, carne degli uomini e delle donne di questa Terra altrimenti a che serve? Non riguarda solo le teorie, le filosofie, le religioni. Riguarda da vicino il nostro quotidiano esistere che lega insieme la grandezza dei nostri ideali con la piccolezza della nostra materialità, del nostro vivere su questa terra fatto di cose semplici, forse banali, quelle che ci permettono sopravvivere, dal nostro mangiare, al nostro vestirsi, al nostro lavoro, al nostro studio. È come dire che non posso annunciare un messaggio, una parola senza che questa non trovi nel mio esistere, una sua concretezza reale: ecco il pane. Quel pane che mangiamo gioiosamente, che ci fanno mangiare amaramente, che offriamo, che imponiamo, che sopportiamo ogni giorno in mille modi e in mille maniere. Ed è il pane della vita o della morte. Il pane delle relazioni con gli altri, il pane dell’aiuto materiale al prossimo, di quello spirituale, di quello psicologico, di quello che spezziamo mille volte il giorno senza forse nemmeno rendercene conto perché lo facciamo con indifferenza, con superficialità, con abitudinarietà. Ed invece dobbiamo saper recuperare il senso di questo nostro esistere sia nella profondità del nostro cuore, sia nella consapevolezza che ogni nostro attimo è un dono di vita che ci viene dato – da chi? Rispondete come credete… – per continuare l’esperienza umana della Vita che si manifesta dal microcosmo delle nostre cellule e della natura al macrocosmo dei nostri sogni e del nostro Universo stellato…

E oggi questa riflessione spirituale è un’opportunità per aiutarci a conciliare la nostra Vita inferiore – fatta di mille cose piccole, belle, brutte, importanti e non, materiali… – con la nostra Vita superiore che sono i nostri desideri, i nostri pensieri, la nostra spiritualità (anche la nostra religiosità…), i nostri ideali, le nostre attese, i nostri amori e i nostri odi, le nostre sofferenze e le nostre gioie…

Cioè vedere la persona umana come un’entità vitale colma di ‘mondi’ che la pervadono instancabilmente e di cui noi sappiamo e possiamo governare solo alcuni segmenti, mentre altri ci sfuggono e ci fanno sentire come in balia di una Storia che si fa storia ogni attimo che viviamo e da cui non possiamo prescindere fin quando avremo il dono del respiro…mentre il nostro cuore, la nostra anima, il nostro spirito si elevano con dolcezza, portandoci in un Mondo oltre lo spazio e oltre il tempo…

 

Piero Cappelli

 

P.S. – Quindi, praticamente, approfitterò dell’inizio del ‘tempo di attesa’ (Avvento) –che avrà inizio domenica 2 dicembre p.v.– per iniziare questo ‘spazio spirituale’ di dialogo con tutti voi. La mia nota la troverete pubblicata a partire dal 30 novembre, così per ogni venerdì successivo, in riferimento alla domenica seguente. (P.C.)


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