Cure palliative e caso Steccato. La colpa anche dell'ex ministro della salute Storace
15 Settembre 2007
 

Francesco Storace, ex ministro della Salute, ha oggi denunciato la carenza di assistenza per Gian Piero Steccato, locked-in da ormai 8 anni. Nel farlo, l'ex ministro si è appellato al presidente della Repubblica denunciando la disparità di trattamento “mediatico” e “politico” con la vicenda di Piergiorgio Welby.

Diamo il benvenuto a Francesco Storace nel mondo della malattia e della sofferenza. Peccato che si accorga solo ora, e non quando poteva farci qualcosa, della carenza dell'assistenza ai malati gravi nel nostro Paese. Chiediamo all'ex ministro della Salute: quale singolo provvedimento ha preso durante il suo ministero, a favore delle cure palliative e dell'assistenza ai malati cronici? Non è un segreto che l'Italia sia fra gli ultimissimi Paesi in Europa, anche grazie a Storace, per quanto riguarda le cure palliative e l'assistenza ai malati gravi. Una carenza che certamente porta ad una maggiore richiesta di “morire”, anche laddove una persona vorrebbe altrimenti continuare a vivere. Non è un caso che proprio chi si batte davvero per il diritto all'autodeterminazione, come Piergiorgio Welby ed i suoi compagni, sia stato e continui ad essere anche il più attivo nel richiedere maggiori investimenti e maggiore attenzione all'assistenza dei malati cronici, senza la quale non può sempre esservi vera libertà di scelta.

Storace, almeno da ministro, ha invece preferito ignorare la questione, continuando a sostenere il divieto all'autodeterminazione nel fine vita, pur non facendo quasi niente per alleviare la sofferenza dei malati terminali e cronici, nel nome della politica del “soffri e taci”. Ci auguriamo che oggi, anche se non più ministro della Salute, Storace possa rimediare alle carenze del suo ministero.

 

Donatella Poretti


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