Diario di bordo
Luciano Canova. “Family day” (Intercettazione alpigiana)
23 Giugno 2007
 

Riportiamo il testo di una conversazione registrata, attraverso il ripetitore satellitare, sulle vette innevate in un alpeggio valtellinese, l’11 maggio 2007.


Evaristo: Cosa dici, amore, domani c’è il Family Day… Ci andiamo?

P.: Beh…

Evaristo: Sì, capisco i tuoi dubbi, ma credo sia importante manifestare la nostra unione, così duratura negli anni, così pura. Il cristianesimo insegna ad amare senza distinzione e senza paura.

P.: Beh…

Evaristo: Perché fai così? Ah, ho capito. Vuoi il sale sull’insalata? L’ho colta ieri l’altro nell’orto. È venuta proprio su bene questa volta.

P. mangia di gusto l’insalata e ascolta attentamente le parole di Evaristo.

Evaristo: Tornando al nostro discorso, io credo fermamente che dobbiamo manifestare insieme agli altri, domani, il nostro amore. Gesù stesso dice nei Vangeli: ‘ogni essere creato da Dio ha il suo senso ed il suo scopo. E chi può dire cosa c'è di buono in esso e quale utilità ha per te o per l'umanità?’. Anche Mastella, in fondo in fondo, ha un suo perché. Forza, amore mio, seguimi a valle e prendiamo il primo treno per Roma. Ricorda San Paolo: ‘L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. L'amore non verrà mai meno’.

P.: Beh…

Evaristo: Capisco i tuoi dubbi. In effetti questa manifestazione è stata proprio un po’ strumentalizzata: veder sfilare orgogliosi gente come Fini, la Santanchè. Per non dimenticare la grande S, così solerte e immancabile ad ogni contraddizione. Ma è proprio di loro che dobbiamo farci scudo e manifestare il nostro credo in una famiglia libera e cristiana. E ti prometto che ti proteggerò da questi lupi in mezzo agli agnellini.

P.: Beeehhhhhhhhhhhh

Evaristo: Sì, cara, non ti spaventare. Come sei bella questa mattina, con quegli occhi che tagliano il vento. Allora è deciso, cosa dici, facciamo un po’ di ceretta o no?

P.: Beh…

Evaristo: Sì, hai ragione, sei più bella così, al naturale, linda e immacolata, con gli occhi teneri dell’innocenza. Sursum corda, amore mio. Roma ci aspetta, insieme all’Omino Bianco che laverà dal mondo i nostri peccati di lana. Dammi un bel bacio, così.

 

Luciano Canova

(da 'l Gazetin, giugno 2007)


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