Arte e dintorni
Jean-Luc Parant in luglio alla Galleria Peccolo. Testo creativo di Sandro Ricaldone
Biblioteca Ideale
Biblioteca Ideale 
15 Giugno 2007
 

Dici di aver cominciato a scrivere quando ti sei accorto che non vedevi i tuoi occhi.

 

Mi viene da chiedere se, allora, hai provato paura.

Mi viene da chiedere perché gli occhi che disegnavi all’inizio degli anni ’60 – occhi stesi ad asciugare, occhi con le corna, occhi stiracchiati, occhi compressi da una molla – fossero occhi tormentati.

Mi viene da chiedere se vedere sia già una forma di pensiero.

Mi viene da chiedere se vedere sia un altro modo di toccare ciò che non puoi raggiungere.

 

Dici che quando abbiamo gli occhi chiusi abbiamo egualmente gli occhi aperti. Dici che quando abbiamo gli occhi aperti abbiamo lo stesso gli occhi chiusi.

 

Dici di aver modellato le boules perché non vedevi la tua testa, perché non vedevi a cosa somigliavi.

 

Mi viene da pensare che le boules si siano staccate dal tuo corpo perché volevano moltiplicarsi.

Mi viene da pensare alle boules come ad una materia creata dai gesti.

Mi viene da pensare alle boules come un tutto pieno che è anche un tutto vuoto.

Mi viene da pensare alle boules come a involucri creati per nascondere il senso.

Mi viene da pensare al destino delle boules. A come il caso le ordina. A come il peso le deforma.

Mi viene da pensare che hai pubblicato il tuo grand livre presso le Editions de la Différence e che le boules sono la differenza ripetuta centinaia e centinaia di volte.

Mi viene da pensare alle boules come arnesi fatti per rotolare e che stanno fermi.

Mi viene da pensare alle boules come a bulbi che non fioriscono.

Mi viene da pensare alle boules come sillabe di una frase ininterrotta.

Mi viene da pensare alle boules come un habitat indifferente.

Mi viene da pensare alle boules come pietre d’una piramide a sfera.

Mi viene da pensare che basterebbe ritagliare le boules per farle diventare dei libri.

 

Dici che possiamo leggere, scrivere, disegnare perché siamo lontani, così lontani che ci basta posare la mano sulla pagina che leggiamo per renderci conto che non c’è nulla sotto la mano senza i nostri occhi.

 

Ma dici anche che i libri sono leggibili perché li possiamo toccare.

 

Questo mi ricorda che i libri sono prima di tutto materia, nella loro etimologia, corteccia. Sono piante: papier, papyrus. Oggi pasta di legno. Colla. Gesso. Inchiostro.

Forse già nella loro oggettualità implicano un mondo: un sopra, un sotto, una direzione, l’aperto, il chiuso ecc.

Nancy dice: un livre livre - il délivre, il libère …

Un libro, come le boules, fa parte di una serie infinita.

 

Cos’è allora la biblioteca? Un libro di libri, com’era stata pensata da Apollodoro e da Fozio?  O forse un’estensione delle tasche dove tutto si mescola: fogli, monete, penne, chiavi, pastiglie alla menta? 

Forse una wunderkammer per stupire i visitatori con minerali screziati, uova di struzzo, animali esotici impagliati? Un’ossatura per le nostre flebili certezze? Un deposito di risposte che suscitano le nostre domande? Un’arca per fare naufragio o per salvarci dalla catastrofe?

 

Mi viene da credere che questa sia una strana intervista.

 

Tu dis d'avoir commencé à écrire lorsque tu t’es aperçu que tu ne voyais pas tes yeux.

 

Il me vient de demander si, alors, tu as éprouvé de la peur.

Il me vient de demander poourquoi les yeux que tu dessinais au debout des ans '60 - des yeux étendus à sécher, yeux cornus, yeux etirés, yeux comprimés d'un ressort - étaient des yeux tourmentés.

Il me vient de demander si voir soit déjà une forme de pensée.

Il me vient de demander si voir soit une autre mode de toucher ce que tu ne peux pas rejoindre.

 

Tu dis que lorsque nous avons les yeux fermés nous avons egalement les yeux ouverts. Tu dis que lorsque nous avons les yeux ouverts nous avons le même les yeux fermés.

 

Tu dis d'avoir modelé les boules parce que tu ne voyais pas ta tête, parce que tu ne voyais pas à quoi tu rasseblais.

 

Il me vient de penser de que le boules se soient détachées de ton corps parce qu'ils voulaient se multiplier.

Il me vient de penser au boules comme à une matière créée par les gestes.

Il me vient de penser au boules comme un tout plein qui est même un tout vide.

Il me vient de penser au boules comme à des enveloppes crées pour cacher le sens.

Il me vient de penser à la destinée des boules. À la façon dans laquelle l’hazard les dispose. Àu poids qui les déforme.

Il me vient de penser que tu as publié ton grand livre chez les Editions de la Différence et que le boules ils sont la différence répétée centaines et de centaines de fois.

Il me vient de penser au boules comme outils faits pour rouler et de qu'ils sont arrêtés.

Il me vient de penser au boules comme à des bulbes qui ne fleurissent pas.

Il me vient de penser au boules comme sillabes d'une phrase ininterrompue.

Il me vient de penser au boules comme un habitat indifférent.

Il me vient de penser au boules comme pierres d'une pyramide à sphère.

Il me vient de penser de qu'il suffirait de découper le boules pour les faire devenir des livres.

 

Tu dis que nous pouvons lire, écrire, dessiner parce que nous sommes loin, aussi loin que nous suffit de poser la main sur la page que nous lisons pour nous rendre compte qui il n'y a rien sous la main sans nos yeux.

Mais tu dis même que les livres sont lisibles parce que nous les pouvons toucher.

 

Ceci me rappelle que les livres sont avant tout matière, dans leur étymologie, écorce.

Ils sont des plantes : papier, papyrus. Aujourd'hui, pâte de bois. Colle. Craie. Encre.

En tant qu’objects ils impliquent la description d’un monde : sur, sous, avant, arrière, ouvert, fermé etc.

Jean-Luc Nancy dit : un livre livre – il délivre, il libère...

Un livre, comme le boules, fait une partie d'une série sans fin.

 

Quelle est alors la bibliothèque ? Un livre de livres, selon l’idée d'Apollodore et de Photios?

Ou peut-être un’extension de nos poches où tout se mélange : feuillets, monnaies, plumes, clés, pastilles à la menthe?

Ou éncore une wunderkammer pour étonner les visiteurs avec des minéraux bigarrés, oeufs d'autruche, animaux exotiques empaillés?

Un’ossature pour nos faibles certitudes?

Un dépot de réponses qui suscitent nos questions?

Un’arque pour faire naufrage ou pour nous sauver de la catastrophe?

 

Enfin il me vient de croire de que cette-ci soit une étrange interview.

 

 

GALLERIA PECCOLO

J E A N-L U C   P A R A N T "Bibliothéque"  e altri lavori 1979-2006

inaugurazione: sabato  7 luglio 2007 ore 21,30

 

 NOTIZIA SULL’ARTISTA

 

JEAN-LUC PARANT è nato a Tunisi nel 1944 e dal 1960 vive e lavora in Francia. Attualmente risiede nel suo Chàteau a Buis-les-Baronnies nei pressi di Avignone.

Apprezzato e stimato poeta e scrittore, oltre che pittore e scultore, è l'autore di una vasta e singolare opera in ogni settore che attraversa col suo lavoro.

Continuatore della linea artistica che ha come precedenti Dubuffet e Michaux, ha concentrato la sua opera, sia artistica che letteraria, sul tema dello "sguardo" e della narrazione

ottenuta attraverso una minuziosa scrittura diaristica. Conosciute dal pubblico dell'arte sono le sue raffinate istallazioni, dal gusto un pò "brut", quali le "Bibliothéques" e le "boules éclatées" con cui inonda gli spazi di Gallerie e deiMusei dove è invitato ad esporre. Da qui le invasioni negli spazi artistici con biblioteche riempite di mille oggetti e oggettini, sculture, pannelli e quadretti, centinaia di sfere e "boules" di tutte le misure e materiali sparse ovunque.

Una sorta di "Wunderkammer"-Camera delle meraviglie-dal gusto medievale.

A Livorno presenterà una speciale Biblioteca/Libreria, una sorta di Biblioteca ideale, da cui usciranno oggetti e palle a invadere tutto lo spazio della Galleria Peccolo. 

Nel 2006 il Museo d'Arte Moderna di Strasburgo, in occasione della sua personale, ha edito un catalogo dove sono repertoriati i 118 libri d'artista da lui realizzati a partire dal 1973.

Accompagna la mostra un catalogo delle Edizioni Peccolo contenente le riproduzioni delle opere esposte, una prefazione di Sandro Ricaldone e la Biografia curata da Kristell Loquet.

  

 

PECCOLO ROBERTO

EDIZIONI E GALLERIA

piazza della Repubblica, 12

fax/tel. + 39.0586.88.85.09

I-57123 LIVORNO (Italy)

e-mail: galleriapeccolo@libero.it

 

 


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Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - R.O.C. N. 7205 I. 5510 - ISSN 1124-1276