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Grande musica a Morbegno. Il 28 e il 30 per l'inaugurazione dell'Auditorium 
Orchestra Verdi e Bollani con Magoni e Spinetti
Stefano Bollani
Stefano Bollani 
24 Aprile 2007
 

Il nuovo “Auditorium S.Antonio” di Morbegno accoglie questa settimana altri due eventi prestigiosi, a pochi giorni di distanza dallo show di Mario Venuti e dai concerti della Filarmonica Morbegnese e della Corale Bossi che hanno “testato” la struttura.

L'onore di inaugurare ufficialmente l'Auditorium, sabato 28 aprile, è stato affidato all'Orchestra Sinfonica “Giuseppe Verdi” di Milano diretta da Ruben Jais che si esibirà sabato alle 17 e alle 21 in un doppio Concerto Mozartiano. In programma alle 17 l'esecuzione della Sinfonia n. 40 in sol minore K550.

Prima della sinfonica milanese, alle 16, ci sarà una breve esibizione dell'Orchestra Fiati di Valtellina diretta da Lorenzo Della Fonte, poi il sindaco di Morbegno, Giacomo Ciapponi, rivolgerà il suo saluto ai presenti, tra cui si annunciano il Prefetto di Sondrio, Chiara Marolla, e il presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, prof. Ettore Albertoni.

In serata, alle ore 21, la Verdi eseguirà per il pubblico della stagione degli Amici della Musica e di FestTeatro il Concerto in la maggiore per pianoforte e orchestra K488. Al pianoforte Roberto Plano.

L'evento è organizzato in collaborazione con gli Amici della Musica di Sondalo, che da molti anni propongono in Valtellina concerti di classica e contemporanea nel segno di una qualità assoluta. Sarà presente una troupe di RadioTreRAI che registrerà parti del concerto e un ampio servizio sull'avvenimento.

 

L'Orchestra Verdi, fondata nel 1993 da Vladimir Delman, si è imposta da alcuni anni come una delle più importanti realtà sinfoniche nazionali, in grado di affrontare un repertorio che spazia da Bach ai capisaldi del sinfonismo ottocentesco fino alla musica del Novecento.

Dal 1999 si esibisce nella nuova sede stabile dell'Auditorium di Milano, considerata una delle migliori sale da concerto italiana la cui acustica è stata curata dall'ing. Enrico Moretti, lo stesso professionista chiamato a collaborare per l'Auditorium morbegnese.

Tra i direttori dell'Orchestra figurano nomi prestigiosi come Riccardo Chailly, Riccardo Muti, Roberto Abbado e Krysztof Penderecky. L'ensemble ha all'attivo un'intensa attività discografica, con l'incisione di più di 25 cd

per le etichette Decca, EMI, RCA, DG, Arts. Il suo primo cd Heroines con Angela Georghiou, ha vinto il “Gramophone Awards 2000”, il “Classic FM People's Choice 2000” e “Le Choc de l'Année 2000”.

 

 

Lunedì 30 tocca invece a Stefano Bollani, in trio con Petra Magoni, cantante di origini morbegnesi, e Ferruccio Spinetti, contrabbassista degli Avion Travel, proporre un concerto che non fa parte di nessun tour. Perché è stato concepito dal grande pianista esclusivamente per l'Auditorium, in omaggio alle radici della moglie Petra (sono rarissime le esibizioni in coppia dei due, che hanno carriere separate), figlia di Bruno, apprezzatissimo artista figurativo nato a Morbegno.

Magoni e Spinetti, infatti, hanno riscosso grande successo in Italia ed in Francia con Musica Nuda, progetto per contrabbasso e voce sola che ha suscitato l'entusiasmo della critica internazionale con quel suo andare - appunto - all'essenza intima della musica, ripercorrendo grandi standard dai Beatles ai Police, da Tom Jobim a Battisti, da Buscaglione a Charlie Parker con una vena del tutto personale.

Ma Petra è anche la moglie di uno dei più grandi pianisti attualmente in circolazione e quindi prima o poi non poteva mancare (gli appassionati ci speravano da tempo) una collaborazione artistica tra i due, mentre Spinetti fa parte da anni del quartetto di Stefano. Così, dall'unione di Musica Nuda con le straordinarie cavalcate pianistiche di Bollani, nasce questo “Concerto per Morbegno” che non mancherà di divertire e sorprendere con una musica senza confini che si tinge spesso di ironia. Inutile, comunque, cercare un biglietto perché sono già tutti esauriti.

 

Stefano Bollani (Milano 1972) è stato scoperto da Enrico Rava nel 1996, con il quale ha registrato 15 cd, tra cui Tati, miglior disco del 2005 per l'Academie du Jazz francese. Ha collaborato con nomi del calibro di Richard Galliano, Gato Barbieri, Pat Metheny, Lee Konitz, Michel Portal, Phil Woods, Paolo Fresu, arrivando poi a dirigere un proprio gruppo: L'Orchestra del Titanic, due dischi all'attivo.

Artista poliedrico, ha anche musicato le poesie di Fosco Maraini insieme a Massimo Altomare e dato vita alla “Cantata dei pastori immobili” con David Riondino. Sue anche le musiche dello spettacolo di Lella Costa, Alice, una meraviglia di paese. Ha scritto il libro L'America di Carosone dedicato al suo mito d'infanzia, con tanto di intervista a Renzo Arbore, esperto in materia, che lo ha voluto nella sua trasmissione televisiva.

Dotato di un carattere estroso e divertente e di doti naturali di entertainer, è finito anche sulla copertina di Topolino, unico jazzista italiano a confrontarsi con… Paperoga.

Nel 2006 sono usciti il suo Piano Solo per la prestigiosa ECM e il suo primo romanzo La sindrome di Brontolo (Baldini Castoldi Dalai).

 

Petra Magoni ha studiato canto al Conservatorio di Livorno e all'Istitituto Pontificio di Musica Sacra di Milano, perfezionandosi in musica antica con Alan Curtis.

Nel corso degli anni ha partecipato a seminari tenuti da Bobby McFerry, Sheila Jordan (improvvisazione), Tran Quan Hay (canto armonico e difonico), King's singers (ensemble vocale).

Ha preso parte due volte al festival di Sanremo (1996, con la canzone “E ci sei”; 1997, con “Voglio un dio”) ed è apparsa in numerose trasmissioni televisive. Eclettica da sempre, ha collaborato con il rapper Stiv e con musicisti jazz come Antonello Salis e Ares Tavolazzi.

Ha inciso due dischi a proprio nome (Petra Magoni, 1996 e Mulini a vento, 1997) e Musica Nuda e Musica Nuda 2 con Ferruccio Spinetti, contrabbassista della Piccola Orchestra Avion Travel, partecipando anche al concerto del Primo Maggio 2005 e tenendo più di duecento date in Italia e all'estero con grande successo.

 

Paolo Redaelli


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