Diario di bordo
Ruggero Spada. Fruibilitą del fondovalle della provincia di Sondrio
18 Marzo 2007
 

I pomeriggi soleggiati di fine inverno ci danno una misura del successo delle piste ciclopedonali: la grande affluenza ci conferma che moltissime persone trovano piacere nel camminare, nel pedalare e nello stare all’aria aperta. Per i Tiranesi il pensiero può andare al percorso oltre il Parco dei Gelsi: dieci anni fa la strada era sterrata. Non bastavano fango e polvere a dissuadere dal passeggio: era difficile anche solo proporre la chiusura al traffico: inconcepibile mettere un limite all’automobile, simbolo di libertà. Da allora molto è cambiato e bene o male sta prendendo forma una pista ciclopedonale lungo tutto il fondovalle. L’apertura del ponte a S. Giacomo (bello o brutto?) ci apre verso altri piacevoli percorsi e paesaggi.

Non è lontanissima l’apertura dei cantieri dei Nuovi Sistemi Verdi, un progetto con il quale la Regione Lombardia si propone di migliorare la rete ecologica del fondovalle valtellinese e valchiavennasco. La mediazione degli uffici dell’Amministrazione provinciale ha permesso di progettare una serie di interventi che ampliano le superfici a bosco, impiantano filari alberati e ripristinano ecosistemi lungo il corsi dei fiumi Adda e Mera. Il risultato atteso è quello di una migliore qualità ambientale sia sotto il profilo naturalistico sia sotto quello paesaggistico, con un occhio rivolto anche alla fruizione di questi spazi verdi, sempre più preziosi in quanto sempre più rari.

Legambiente, coinvolta nel progetto, si è incaricata di costruire una carta della fruibilità ciclistica del fondovalle. La cartografia è stata restituita alla scala 1/50.000 con una apposita legenda semplificata che ne facilita la lettura e l’individuazione dei principali percorsi.

Nel corso dell’estate 2006 sono stati rilevati i percorsi che possono consentire ai ciclisti di percorrere i fondovalle, lontano dal traffico delle statali, attraversando piacevoli paesaggi agricoli e naturali. Il trasferimento sulla carta ha consentito di avere un quadro che ci si augura di poter vedere presto disponibile per gli appassionati e il pubblico in genere, soprattutto negli uffici turistici.

L’interesse per il tema ha portato Legambiente a collaborare con FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) che è impegnata in un secondo progetto INTERREG III.

Il rilevamento dei percorsi ciclabili verrà perfezionato con l’impiego di navigatori che consentiranno una precisa georeferenziazione. In tutti i casi il quadro complessivo permetterà di identificare i punti problematici dei percorsi ciclabili e quindi assegnare le priorità di intervento.

La rivalutazione della bicicletta, legata alla diffusione della pratica sportiva, oltre che del gusto di stare all’aria aperta, finora si è concentrata su due filoni: il turismo dei bikers di montagna da un lato, con percorsi impegnativi, e dall’altro percorsi ciclopedonali di fondovalle, utilizzati principalmente dai residenti per sport e svago.

Mancava un quadro complessivo dei percorsi che, in diverso modo e per diverse utenze, consentono di spostarsi lungo tutto il fondovalle valtellinese e valchiavennasco. Si tratta di un concetto che si chiarisce facilmente andando a vedere i percorsi, sempre più numerosi, che si ispirano alla ciclabile del Danubio.

Sta maturando una più larga cultura della qualità ambientale, nella quale si prevede anche l’utilizzo della bicicletta per gli spostamenti, non solo turistici.

La continuità dei percorsi, il superamento dei nodi critici, la segnaletica corretta, la connessione con i punti di attrazione turistica sono elementi che fanno la differenza e che possono stimolare uno sviluppo degli interventi e una messa in rete delle offerte turistiche.

La carta della fruibilità ciclistica della provincia di Sondrio si presta inoltre ad integrazioni e approfondimenti riguardo all’offerta di ospitalità, all’utilizzo delle canoe e ad altre forme di sport e svago.

È su questo filone che si gioca un cambiamento culturale che propone la qualità ambientale al servizio dei residenti così come dei visitatori. Una scommessa che si confronta però con l’incalzare di una urbanizzazione ispirata al modello di industrializzazione delle periferie urbane.

 

Ruggero Spada, Legambiente Media Valtellina

(da Tirano & dintorni, marzo 2007)


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