Droga. Rapporto INCB 
La fotografia di una realtà disastrosa causata dai medesimi trattati che l'Incb difende
01 Marzo 2007
 

Il rapporto dell'International Narcotic Control Board (Incb) presentato ieri a Roma, è proprio lo specchio della realtà. Ci descrive nei particolari i guasti provocati dall'illegalità delle droghe, in rapporto ad esseri umani che fanno di tutto per soddisfare la loro esigenza di sostanze che alterino il loro status standard. Ed è anche la fotografia di come le norme e i trattati internazionali in vigore siano inadeguati a far fronte all'emergenza dilagante di un fenomeno inarrestabile.

L'Incb dice:

- è Internet il luogo privilegiato per l'informazione e la conoscenza di tutto ciò che possa servire a “sballarsi”. La scoperta dell'acqua calda. Un tempo erano i corrieri a cavallo, poi fu il telefono e oggi non potrebbe essere altrimenti che Internet... domani le astronavi e la smaterializzazione degli oggetti attraverso onde magnetiche o simili?

- i farmaci legali, a parte la cannabis, sono più consumati delle altre droghe. Stimolanti, sedativi, farmaci antipanico e tranquillanti, in Usa sono più consumati che cocaina, eroina, metanfetamine. Non è l'umano che ha scava pozzi sempre più profondi e in luoghi sempre più impervi per procurarsi un elemento indispensabile come l'acqua? Perché non dovrebbe ingegnarsi altrettanto su elementi per la ricerca del proprio piacere, evitando anche di rischiare giudizialmente?

- le stanze del buco non servono e sono dannose. Come potrebbe l'Incb dire altrimenti, visto che i propri riferimenti sono quei trattati internazionali che impongono legislazioni punizioniste a tutti i Paesi; trattati contestati proprio da chi, mettendo in atto le stanze del buco e in genere politiche di riduzione del danno, ottiene risultati positivi da queste stanze: meno delinquenza, più sanità.

Tutto il rapporto dell'Incb, infine, è basato sul fatto che il fenomeno droga è in aumento, fuori controllo se non da parte delle delinquenze organizzate, con mercati come quello europeo che divengono secondi a quello Usa per il consumo di cocaina. E con l'Afghanistan dove, nonostante la presenza di forze militari da anni, le colture di oppio sono in aumento; mentre la Camera italiana ha deciso di non affrontare direttamente con una legge la conversione di parte di queste colture, da fornitrici di eroina per i narcotrafficanti a mercato legale per la produzione di morfina.

Proprio una fotografia della realtà con una grande pecca: non voler mettere in discussione quei trattati e quelle norme la cui applicazione è causa di tutto ciò che è stato descritto.

E l'Italia del governo di Romano Prodi? Per ora ha deciso di tenersi la legge Fini-Giovanardi e non guardare (se non a parole fino ad oggi) alle esperienze spagnole, svizzere e britanniche.

 

Donatella Poretti


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