La crociata della Chiesa cattolica bavarese contro gli asili nido 
In Italia i vescovi possono invece dormire sonni tranquilli!
25 Febbraio 2007
 

La notizia che arriva dalla cattolica e tradizionalista Baviera è da brividi: l’arcivescovo di Augusta, Walter Mixa (foto), si è lanciato in una vera e propria crociata culturale contro gli asili nido e le politiche del ministro tedesco della Famiglia. L'esponente cattolico, considerato vicino a Ratzinger, ha accusato la ministra Ursula van der Leyen di voler degradare la donne al ruolo di «fabbricanti di bambini che poi vengono affidati ad altri come pacchi da depositare al mattino e ritirare la sera». La soluzione? Le donne tornino a casa, si dedichino alla cucina e ai figli, e il lavoro resti solo appannaggio maschile.

Visto dall'Italia non meraviglia né l'ingerenza religiosa negli affari dello Stato, né che tale ingerenza arrivi dalla Chiesa cattolica, da noi è bastato l'annuncio di una “riformucola” come quella sui Dico a far saltare il Governo Prodi!

Non meraviglia neppure sapere che ancora nel terzo millennio la donna venga considerata un appendice dell'uomo, e comunque figlia di un dio minore, non in grado di decidere autonomamente.

E in Italia cosa succede, perché i vescovi non si sono pronunciati anche su questo? In Europa siamo la cenerentola degli asili nido, recependo forse i diktat vaticani ancor prima che vengano emessi! Istituiti nel lontano 1971, gli asili nido continuano ad essere un miraggio costoso per molte famiglie. Non è un caso che una donna su dieci lascia il lavoro appena diventa mamma, e che la rete parentale (i nonni in particolare) è l'aiuto maggiore per quelle che decidono di resistere. Asili nido introvabili, lontani, pieni, cari e troppo rigidi. Per raggiungere entro il 2010 l'obbiettivo di Lisbona -passando dall'attuale copertura territoriale del 9,9% a quella del 33% (la Danimarca è già al 64%)- occorrerebbero 9 miliardi di euro. La Finanziaria ha stanziato 300 milioni, una goccia nel mare...

Ma come pensare di risolvere il problema a livello nazionale se sono le istituzioni che non danno il buon esempio? Il nostro Parlamento raggiunge il triste primato di essere l'unico in tutta l'Unione Europea a non avere ancora un asilo nido. E dire che da dieci anni ha deliberato per la sua creazione; il ritardo è solo burocratico o c'è anche un freno culturale-cattolico? A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca...

 

Donatella Poretti


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