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Iniziative/ La terza lettera al mondo 
Appello dei Poeti alle Nazioni Unite, all’Unione europea, ai governi e alla società civile internazionale
Dipinto dell
Dipinto dell'artista e poeta ucraino Ivan Marchuk 
03 Aprile 2022
 

I Poeti chiedono alle Nazioni Unite, all’Unione europea, alle istituzioni internazionali e ai governi di risolvere il problema delle guerre. Attualmente possiamo solo proteggere i popoli attaccati da aggressori senza scrupoli e tuttavia la civiltà deve evolversi e trovare nuovi strumenti di pace universale. È necessario stringere nuovi accordi internazionali, che siano vincolanti perché automaticamente legati alle economie delle nazioni, e tornare a lavorare per un progetto di disarmo. Ammesso che oggi evitiamo una guerra nucleare, questo non potrà ripetersi sempre e prima o poi, se gli arsenali e i sistemi bellici non sono drasticamente ridotti, verrà il tempo di un conflitto da cui non ci sarà ritorno. Noi siamo solo poeti, non abbiamo alcun ruolo decisionale all’interno della società e tuttavia… vediamo. Siamo allenati a vedere e interpretare i segni del presente per avere una visione del futuro. Siamo allenati a difendere la bellezza della natura, della civiltà, della cultura e dei sentimenti umani. Dunque vi chiediamo di fidarvi di noi e di ascoltarci: non esitate ancora! Cominciate da oggi a fondare una nuova civiltà basata sulla pace, sull’uguaglianza, sulla libertà di scelta e di espressione, sul rispetto dei diritti umani e dell’ambiente che è la nostra casa.

Qui di seguito troverete una breve poesia. Ognuno di noi ha scritto qualche verso perché vi ricordiate di questo nostro appello e cerchiate di metterlo in pratica, per il futuro di tutti noi, delle nuove generazioni e del bellissimo pianeta che ci accoglie e ci nutre.

 

 

Ucraina, mia terra e mia fortezza!
Sui tuoi sentieri dorati,
non posso evitare di amare
e tu non puoi fare a meno di fiorire.

Ucraina, ultimo canto di dolore!
Non rimane alcun verso da scrivere sulle tombe
e solo una speranza di pace fiorisce tra le ceneri.

Ucraina, ecco le madri uscire dai sotterranei
con i bambini. La loro fuga dura quanto un brutto sogno,
finché riaprono gli occhi, sempre troppo lontane.

Ucraina, c’è luce dietro le montagne
e come fiamme ondeggiano
brandelli di bandiera infiammati dal fosforo.

Le nostre voci che parlano alle foreste,
ai fiumi, al mare in cui si specchia
il crepuscolo della bomba, sono con te.

Sono con te e invocano giustizia
davanti a torri di fumo nero
che soffocano città vive.

Ucraina, mia terra e mia fortezza!
Sui tuoi sentieri dorati.
Non posso fare a meno di amare
e tu non puoi fare a meno di fiorire.

 

 

Agata De Nuccio, Roberto Malini, Ivan Marchuk, Dario Picciau, Daniela Malini, Glenys Robinson, Steed Gamero, Fabio Patronelli


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