Laboratorio
Valtellina. Una mostra per la Giornata della Memoria
23 Gennaio 2022
 

Da giovedì 27 gennaio a martedì 1° febbraio, in occasione della Giornata della Memoria, si terrà presso il chiostro sud del convento di Sant’Antonio la mostra collezionistica “Germania, lettere dalla prigionia”. L’esposizione riunisce lettere e cartoline postali da e per i campi di prigionia tedeschi durante il periodo della seconda guerra mondiale. La mostra ripercorre i campi di prigionia e concentramento tedeschi attraverso la loro denominazione militare e la posizione geografica. Per ogni campo vi è un piccolo appunto storico; quindi un breve racconto legato al luogo e tratto da libri, racconti o testimonianze di chi ha vissuto quel difficile momento; infine una o più lettere o cartoline spedite o ricevute in quel campo. Il tema è tanto vasto e il materiale molto per cui si è dovuto limitare la mostra a 64 quadri.

«È una mostra collezionistica dove però il collezionismo è solo una parte dell’esposizione», spiega il consigliere Luca Villa, collezionista curatore dell’esposizione. «C’è la tragedia dei prigionieri in una tragedia ancora più grande, il secondo conflitto mondiale. Lo scritto nella lettera o nella cartolina poco fanno intravedere di tutto questo ma comunque danno un valore umano all’oggetto. Non sappiamo se tutte queste persone siano potute ritornare a casa alla fine della guerra, soprattutto quando sulle lettere sono stampati nomi come Auschwitz, Buchenwald o Mauthausen. Dal punto di vista storico postale troviamo numerose informazioni quali ad esempio la comparsa dei timbri di controllo americano nella corrispondenza italiana verso e da il centro sud Italia dal 1944 e sempre in quell’anno i cambi di indirizzamento della corrispondenza dei prigionieri nei campi tedeschi dell’est Europa trasferiti con l’avanzata sovietica di liberazione. Spero veramente che questa mostra possa lasciare qualcosa ai visitatori».

«Ad aprire l’esposizione sarà posizionato un quadro con alcune poesie a tema, che invitano alla riflessione e alla condivisione di vissuti ed emozioni», dichiara Paola Mara De Maestri, responsabile del Laboratorio Poetico di È Valtellina. «Tutti sono inviati a questa mostra, in particolare le scolaresche. Ricordare un agghiacciante evento come l’Olocausto è sicuramente molto doloroso, ma indispensabile per informare le nuove generazioni di quanto accaduto e per renderci tutti consapevoli che un orrore simile potrebbe succedere di nuovo, se non siamo in grado di leggere in tempo i segnali presenti nella nostra società e di porvi rimedio».

L’orario di apertura dell’esposizione è dalle 10 alle 17 e l’ingresso è libero.

 

ÈValtellina


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